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Discussione: Gravi episodi, crisi di valori nell'Arma ?

  1. #41
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Vorrei tornare un attimo sulla campagna mediatica creata attorno ad alcuni fatti di cronaca che hanno riguardato di recente i Colleghi dell'Arma.
    Lo faccio perché a mio avviso non è da stigmatizzare tanto la "fagianeria" dei suddetti, quanto un attacco senza precedenti che ha messo in luce come tutti i vertici siano condizionati dal "quarto potere", cioè la stampa.
    In entrambi i casi (mi riferisco ai fatti delle studentesse di Firenze e a quello della bandiera della Marina austroungarica) nel giro di poche ore un ministro della Difesa ha PRETESO punizioni esemplari stilando già una sentenza di condanna senza un minimo di informazione preliminare. In tempi non sospetti, con uno stile tutto "Prima Repubblica", il ministro della Difesa si sarebbe limitato ad assicurare un'indagine interna. Il Comandante Generale dell'Arma si sarebbe mosso poi attraverso quei cari vecchi corridoi di autotutela che avrebbero garantito all'Arma la conservazione della sua immagine e nel contempo la punizione adeguata - se del caso - dei responsabili.
    Oggi basta invece un giornalaio da strapazzo che scatti una foto e la condivida sui social per tirare su un caso nazionale e per fare "appecorare" nientemeno che i vertici istituzionali. Mi domando se qualcuno ha fatto partire una CNR a carico del giornalaio da strapazzo per avere immortalato l'interno di una struttura militare..... Per fortuna che esistono ancora i Regi Decreti!
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  2. #42

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    Dato che ieri alla simulazione di prima prova d'esame è uscita una traccia molto simile al tema trattato, vorrei dire la mia. Premesso che io dell'Arma dei CC (così come del mondo militare) non so praticamente nulla (sono in questo forum proprio per imparare), credo che sia corretto come già fatto notare il fatto che non si debba generalizzare. Non tutti i CC hanno lo stesso comportamento e lo stesso attaccamento ai valori e questo vale anche per professioni non militari. Il fatto è che man mano che episodi del genere crescono in numero (anche per una semplice sfortunata coincidenza), l'attenzione mediatica sale e può creare una distorsione in quella che è la realtà dei fatti. Da "esterno", ma comunque molto ammiratore del mondo militare, ammetto che l'impressione sia quella di una mancanza di valori fondamentali. Questo significa una poca rigidità o una disciplina disattenta nelle accademie o scuole militari? Secondo me no, o quanto meno non solo.

    A mio avviso andrebbe riformata una cultura dei valori a livello di base, a partire dall'infanzia o dalla prima adolescenza. Mi sembra strano che certi valori e comportamenti vadano assunti solo con un addestramento militare o in scuole come licei e università... so che sembra off topic, ma imho non lo è: non fare violenza gratuita a dei detenuti, non abusare di una ragazza, non esporre pubblicamente simboli nazisti (indipendentemente dal fatto che i fatti avvenuti recentemente corrispondano o no a tali reati) dovrebbe essere un dovere morale di chiunque... Ovviamente è un doppio errore per chi è in divisa, ma queste persone non si sono fermate né davanti ai doveri imposti dal proprio codice professionale né davanti a quello etico. Questo mi sembra un punto interessante su cui riflettere... magari allarga troppo la discussione (se è così mettetemi a tacere xD) ma è la base su cui poi poggia la riflessione riguardo questi CC indagati, che siano colpevoli o meno, perché in fin dei conti questi sono esempi, ma da questi va estratto il caso generale, perché si sono presentati ieri, si presentano oggi e (si spera di no) si potranno ripresentare un domani.

    Ditemi che ne pensate...

  3. #43

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    In una camerata dei CC veniva esposta la bandiera di "nemici" combattuti un secolo prima anche dagli stessi Carabinieri durante la Grande Guerra, e la fotografia scattata da un privato cittadino fa partire gli accertamenti: mi sembra la trama per una puntata di J.A.G. al di là della mia battuta fatta per stemperare, direi che il nocciolo della questione è questo, e secondo me andrebbero redarguiti per questo motivo.
    Sulla crisi di valori in generale posso portarvi il mio punto di vista. Io credo che si verifichino fatti del genere per via dei profili voluti dalle politiche di arruolamento.
    Partendo da me, se per il motivo x avessi svolto la mia Leva in PdS, sono certo che avrei fatto bene per 12-24 mesi, e alla fine mi sarei guadagnato pure uno o due encomi. Ma, bon, le cose sono andate diversamente, e io da solo non faccio statistica e in tutti i casi la mia permanenza in Polizia sarebbe stata molto limitata nel tempo.
    La statistica iniziano però a farla quelli che hanno la vocazione e non si riesce a capire come possano essere rimasti fuori, e io personalmente ne conosco più di uno.
    Poi, leggendo qua e là nel Forum, ci sono piccoli dettagli che mi aiutano a capire, per esempio, se in fase di selezione i candidati dicono -Il mio sogno è entrare in Polizia- invece di -Il mio obiettivo è entrare in Polizia- non va bene, oppure che da fuori si pensa ad un romanticismo che invece non c'è, eccetera.
    La mia opinione è che sognatori e romantici non si sognano certo d'infrangere la Legge che tutelano, per cui i profili su cui puntare dovrebbero essere questi.

  4. #44
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    Sognatori e romantici non esistono, o se esistono devono sbattere il muso contro una realtà non sempre nitida o esattamente rosea.
    E' inutile esprimerci oltre, nel senso che rischierei di dire solo ovvietà.
    Una cosa però mi brucia, ed è la perdita di credibilità. Una Istituzione credibile spinge le persone a denunciare i reati, a fornire informazioni; macchie simili sono poste al giudizio collettivo della gente e non è un bello spettacolo
    Non per inveire, ma allego un articolo sul caso dei cc in sardegna che ho allegato qualche post fa ove vi invito a leggere non solo l'articolo ma soprattutto i commenti dei lettori. Giusti o improvvidi che siano, sono il risultato di ciò che la gente pensa quando esce fuori un polverone simile. https://www.ilfattoquotidiano.it/pre...i-li-crepiamo/

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da GuerrieroVerde Visualizza Messaggio
    La mia opinione è che sognatori e romantici non si sognano certo d'infrangere la Legge che tutelano, per cui i profili su cui puntare dovrebbero essere questi.
    Guerriero anche tu secondo me sei un sognatore, lo si evince anche solo da dal fatto che asserisci di essere certo che se tu avessi prestato servizio avresti avuto pure 1 o 2 encomi. Se prima avevo qualche dubbio, con la tua ultima uscita, sono certo che in un contesto militare o di polizia ti saresti trovato malissimo, non è una critica è una semplice constatazione . Esprimi opinioni, legittime, ma di cose che assolutamente non conosci. Conosci il lavoro che c'è dietro un perito selettore? O sono immaginazioni che ti sei costruito un po alla carlona maniera? Io credo la seconda.
    E invece hanno proprio ragione i periti selettori, nel 90% dei casi ti assicuro che ci prendono giusto. Il raggiungimento di un posto di lavoro cui si ambisce è un obiettivo, non un sogno. Questo tu da imprenditore dovresti saperlo. Con i sogni sai dove vai? Da nessuna parte. Sognatori e romantici sono proprio i primi sui quali non puoi proprio basare alcuna garanzia. Perché appunto chi sogna idealizza un mondo il quale, una volta vissuto, potrebbe trovare così diverso da poter avere difficoltà ben più gravi di un'infrazione disciplinare da condurre finanche a punti di non ritorno. Questo i periti selettori lo sanno bene. Penso che qui sia scritto tutto in dettaglio su sogni e romantici. Non vi è altro da aggiungere.
    Ultima modifica di Vinfer; 13-12-17 alle 18: 05

  6. #46
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    intanto se non fosse per i "sognatori" come (ne sparo giusto qualcuno per rendere l'idea, ma la lista è lunga) nelson mandela, martin luther king, giovanni falcone, paolo borsellino, karol wojtyla, copernico, leonardo da vinci ecc. ecc. ecc., staremmo ancora pensando che la terra è piatta, che la mafia non esiste, che il comunismo porta il benessere diffuso e quant'altro.
    quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare,vi è un prezzo da pagare,ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare

  7. #47
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    Più che gente sognatrice, direi ambiziosa. Credo che la mancanza di ambizione comporti l'arenarsi, il non avere più stimoli, nulla in cui credere e quindi il lasciarsi andare alla quotidianità, a fare quello che si deve e nient'altro o addirittura, e qui azzardo a dirlo, a stuzzicare se stessi facendo qualcosa che, magari, si è consapevoli sia sbagliata, ma la si fa per provare qualcosa di nuovo, qualche brivido.
    I profili ricercati dall'Arma non si possono sintetizzare in poche parole, perchè vengono presi in considerazione tanti aspetti diversi, che possono avere pesi differenti, ma che combinati tra loro danno come risultato un profilo idoneo per l'Istituzione. Ovvio che non è un lavoro semplice quello dei periti selettori e psicologi/psichiatri, anche perchè l'attitudine "psichica" valutata durante il concorso, potrebbe mutare nel tempo, in virtù delle svariate vicende che possono riguardarci (traumi, perdite, malattie, frustrazione per qualcosa, ecc) e che, oltre a condizionarci nella vita privata, si riflettono inevitabilmente sulla vita professionale. Molto più utile, a mio avviso, sarebbe l'idea di fornire assistenza psicologica periodica a tutti i militari, sia in forma volontaria (su richiesta dello stesso militare) che di obbligo (con incontri distribuiti sul medio termine), affinché si possa sempre tenere sotto controllo lo stato emotivo di una persona che ha in dotazione h24 un'arma e le qualifiche di PG e di PS. Idea utopica, in quanto bisognerebbe incrementare il numero degli psicologi all'inverosimile, data la vasta organizzazione dell'Arma.
    Durante i corsi di formazione presso le Scuole tale assistenza è stata incrementata, ma purtroppo è sempre limitata alla durata del Corso; terminato lo stesso, nel momento in cui si giunge a destinazione, si è soli, e se i colleghi non sono bravi a captare il tuo "pessimo" stato d'animo, potrebbero non accorgersi che stai attraversando un brutto periodo e che potresti commettere qualche sciocchezza (cose successe, ahimè) e quindi non aiutarti ad uscirne.
    Ce n'è bisogno? Forse no, ma non si può dirlo, perchè (e qui faccio uno strano paragone) se è vero che le pattuglie escono per strada e possono rientrare senza che sia successo nulla e quindi ritenersi "inutili", in realtà hanno prevenuto dei reati (perchè, magari, diversi ladri che erano in zona, alla vista della pattuglia, hanno rinunciato a compiere i furti); bene, lo stesso discorso può essere fatto per un militare "controllato" emotivamente: l'incontro con lo psicologo (o con qualsiasi altro organo deputato) potrebbe risultare "inutile", ma magari il parlare o semplicemente lo sfogarsi è servito per scaricare una pressione forte che, probabilmente, avrebbe portato a conseguenze spiacevoli.
    Ultima modifica di AlexanderAvi; 13-12-17 alle 23: 44
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  8. #48
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    Hai ragione da vendere collega.
    d'altronde la 81/2008 (ex 626) prevede quale OBBLIGO del datore di lavoro quello di occuparsi del benessere psichico dei dipendenti.
    e dice anche il come...
    Però questa è tra le normative che "casualmente" le forze armate e dell'ordine faticano a recepire ed attuare...
    quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare,vi è un prezzo da pagare,ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare

  9. #49
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    Vorrei tornare un attimo sulla campagna mediatica creata attorno ad alcuni fatti di cronaca che hanno riguardato di recente i Colleghi dell'Arma.
    Lo faccio perché a mio avviso non è da stigmatizzare tanto la "fagianeria" dei suddetti, quanto un attacco senza precedenti che ha messo in luce come tutti i vertici siano condizionati dal "quarto potere", cioè la stampa.
    In entrambi i casi (mi riferisco ai fatti delle studentesse di Firenze e a quello della bandiera della Marina austroungarica) nel giro di poche ore un ministro della Difesa ha PRETESO punizioni esemplari stilando già una sentenza di condanna senza un minimo di informazione preliminare. In tempi non sospetti, con uno stile tutto "Prima Repubblica", il ministro della Difesa si sarebbe limitato ad assicurare un'indagine interna. Il Comandante Generale dell'Arma si sarebbe mosso poi attraverso quei cari vecchi corridoi di autotutela che avrebbero garantito all'Arma la conservazione della sua immagine e nel contempo la punizione adeguata - se del caso - dei responsabili.
    Oggi basta invece un giornalaio da strapazzo che scatti una foto e la condivida sui social per tirare su un caso nazionale e per fare "appecorare" nientemeno che i vertici istituzionali. Mi domando se qualcuno ha fatto partire una CNR a carico del giornalaio da strapazzo per avere immortalato l'interno di una struttura militare..... Per fortuna che esistono ancora i Regi Decreti!
    Mentre per la foto del manifesto con il simbolo di Lotta Continua, nell'ufficio di un sostituto Commissario di Polizia nessuno alza una grida a partire dai vertici della Polizia e delle istituzioni o dai sindacati di polizia.
    Secondo me sarebbe da censurare anche il comportamento del dirigente di questo poliziotto sopratutto per i fatto di aver tacitamente assecondato l'esposizione del manifesto dell'organizzazione extraparlamentare che ha ucciso il Commissario Calabresi (a meno che non abbiano la memoria corta).
    Questo è ancora più vergognoso delle esternazioni del Ministro della Difesa.
    Chi semina raccoglie, ma chi raccoglie si china......... è a quel punto è un attimo......

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da fatality Visualizza Messaggio
    intanto se non fosse per i "sognatori" come (ne sparo giusto qualcuno per rendere l'idea, ma la lista è lunga) nelson mandela, martin luther king, giovanni falcone, paolo borsellino, karol wojtyla, copernico, leonardo da vinci ecc. ecc. ecc., staremmo ancora pensando che la terra è piatta, che la mafia non esiste, che il comunismo porta il benessere diffuso e quant'altro.
    Lo dici tu che erano sognatori, lo dici tu spinto anche dai film che ci hanno creato su con le mega colonne sonore e le mitologiche voci in sottofondo. Ripeto, lo dici TU senza averli personalmente conosciuti. Ciò che tu chiami sogno per loro poteva tranquillamente essere ambizione, forti ideali, grandissime idee, tenacia, concretezza, desiderio di giustizia, desiderio di legalità, forte senso dell'onore, certo, anche qualche sogno come tutti, ma non li definirei sognatori inquadrandoli in tale categoria. Ognuno di noi ha qualche "sogno nel cassetto", sicuramente, ma l'essere sognatore porta semplicemente al fallimento esistenziale. Secondo me sai che succedeva se tutte quelle persone lì erano sognatrici? Che oggi staremmo ancora al medioevo, ovvero esattamente il contrario di quanto hai detto. Comunque il mio discorso era in riferimento alle castronerie scritte da GuerrieroVerde del tipo "chi è sognatore non sogna di infrangere da legge", che, per proprietà riflessiva, starebbe a significare che tutti coloro che sono entrati nelle FFPP non per sogno, ma per altri motivi, sono potenzialmente più atti ad infrangere la legge. Questo ragionamento è aberrante. Ma questo, ripeto, è il mio punto di vista.
    Chiuso l'OFF TOPIC.

    Giusto per tornare in tema, ho letto l'articolo di postato da golia. Innanzitutto lo trovo demoralizzante per così come è scritto. Bisogna anche ponderare però il giornale sul quale è stato pubblicato che se non erro è stato il primo a sbandierare il presunto scandalo della bandiera tedesca. Quindi spero in una buona dose di esagerazione. Ripeto, spero...

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