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Discussione: Suicidi in divisa: nessuno ne parla, proviamoci noi...

  1. #1
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Predefinito Suicidi in divisa: nessuno ne parla, proviamoci noi...

    E' un argomento forse tra i più "scomodi" che MF si trova a trattare nelle sue pagine.
    Scomodo perchè tanto più imbarazzante per i vertici di Corpo quanto più il numero di appartenenti alle FF.AA. / FF.P. decide di "passare di là".
    Le cifre.
    Negli ultimi dieci anni il suicidio tra gli uomini in Uniforme ha subìto un incremento impressionante. Da fenomeno sporadico (e quindi per certi versi "gestibile" dai rispettivi Comandi) è diventato fenomeno emulativo: comincia uno, lo seguono in tanti. In troppi.
    A farla da padrone in questa tristissima casistica è la Polizia Penitenziaria, seguita a ruota dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei Carabinieri. Tra le FF.AA. le cose sembrano andare meglio, anche se soprattutto nell'Esercito vi sono stati altri casi, anche recenti.
    Nel settore privato le cose non vanno meglio: tra le GPG chi si dà autonomamente la morte non si conta nemmeno più, quasi non fa notizia. Anche tra la Polizia Locale si sono verificati casi di suicidi "a catena".
    Di contro, l'opinione pubblica sembra averci fatto l'abitudine: un trafiletto in cronaca e il giorno dopo tutto è dimenticato.
    Solo per quanto riguarda la Polizia di Stato (il mio settore), mi sono dato la pena di raccogliere alcuni dati estrapolati sia dalle notizie di cronaca che da quelle avute in prima persona. Guardate cosa è successo da noi dal dopoguerra all'anno scorso....
    ANNO SUICIDI
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    2011 5
    2012 8
    2013 7
    2014 7
    2015 14

    Queste cifre (che ricomprendono anche i casi di omicidio/suicidio) sono necessariamente da interpretare come arrotondate per difetto, soprattutto negli anni più vecchi, quando eravamo un Corpo militare e le notizie potevano essere meglio controllate e gestite: ho trovato casi di suicidio "camuffati" da colpo accidentale di pistola o moschetto poiché il Comandante si era messo una mano sulla coscienza e aveva voluto comunque assicurare alla vedova la pensione del marito...).

    Negli ultimi anni il fenomeno non è potuto più essere sottaciuto: i social danno la notizia in tempo quasi reale, si sono creati gruppi spontanei di osservazione, i sindacati (ove esistenti) hanno sollevato il problema indicendo conferenze e incontri con specialisti del settore.
    Ma i suicidi continuano a un ritmo impressionante. Solo nell'ultimo mese, due poliziotti penitenziari e due finanzieri.
    Cosa sta succedendo?

    Sulla conduzione della discussione confido come sempre nella maturità di ciascun utente.
    Sono vietati per ovvie ragioni riferimenti specifici a persone, quindi niente nomi e cognomi. Grazie.
    Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato: uno stile di vita!!
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  2. #2
    Utenti Storici L'avatar di basilischio
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    Confermo il dato del 1972, almeno per ill fatto è accaduto alla scuola allievi di Trieste.

    Che dire....
    Sarebbe però interessante conoscere le cause di ogni singolo caso per capire le motivazioni legate a diversi periodi storici.
    Se ti fosse sfuggito
    Facile riempirsi la bocca di belle parole, il difficile è mettersi le mani in tasca e tirar fuori qualche euro.
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  3. #3
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Citazione Originariamente Scritto da basilischio Visualizza Messaggio
    Confermo il dato del 1972, almeno per ill fatto è accaduto alla scuola allievi di Trieste.

    Che dire....
    Sarebbe però interessante conoscere le cause di ogni singolo caso per capire le motivazioni legate a diversi periodi storici.
    Le cronache dell'epoca sono molto scarne, a meno che il suicidio non fosse inquadrato in qualcosa di più ampio. Ma questo riguarda pochi casi.
    Voglio soffermarmi anche sulla dinamica: quasi sempre con l'arma d'ordinanza.
    Chi vuole, può accedere all'archivio storico dei quotidiani "La Stampa" e "Il Corriere della Sera". Magari ne saltano fuori altri.

    Esulando dalla mera statistica, la domanda che resta sul tappeto è sempre quella: cosa sta succedendo?
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  4. #4
    Colonnello L'avatar di bacioch
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    Succede quello che succede anche ai civili:
    crisi economica,aumento dei prezzi,stipendi congelati,mutui e rate a cui non si riesce a far fronte,divorzi,alimenti a figli e mogli.
    Non a caso sono aumentati anche i veri e propri crimini perpetrati da agenti(ma anche ufficiali) in servizio(rapine a supermercati,furti di stupefacenti,corruzione)...non esenti perfino ufficiali e sottufficiali di Esercito e Marina.
    Nel giro di poco,dall'essere uno stimato servitore dello Stato(ma anche un piccolo commerciante,imprenditore,impiegato,ecc),ti trovi a essere un semibarbone,cacciato da creditori,ufficiali giudiziari,istituti di credito e la soluzione più ovvia è un colpo in bocca(se hai la pistola),altrimenti un pezzo di corda o un tubo di gomma nello scarico dell'auto(se non te l'hanno ancora pignorata).
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  5. #5
    Maresciallo L'avatar di TuneUp
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    E' un fenomeno tanto doloroso quanto complesso purtroppo.
    Ci sono suicidi sospetti, suicidi apparentemente inspiegabili e suicidi "spiegabili" (quantomeno nell'ottica di chi li commette).
    Ci sono suicidi che maturano da esperienze particolari di servizio, altri generati nell'ambito lavorativo, altri ancora da quello familiare fino ad arrivare alla causa strettamente personale (es. chi scopre di avere una malattia grave e non riesce ad affrontarla, chi viene sopraffatto dal gioco, ecc.), senza considerare le possibili e molteplici combinazioni.
    Sui suicidi sospetti non si può dir nulla, per quelli è necessario che la magistratura faccia il proprio corso (vedasi la moltitudine di poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari morti apparentemente per suicidio nel corso degli anni, magari nell'imminenza di qualche processo importante): le circostanze farebbero propendere per ben altre ipotesi.
    Anche su quelli "inspiegabili" è difficile dire qualcosa, ci sono tanti casi di persone che decidono di togliersi la vita senza un motivo apparente (nessun problema personale, lavorativo, familiare): purtroppo se non sono riusciti a trovare una spiegazione le persone più vicine, figuriamoci cosa potrebbe dire ognuno di noi.
    Giocoforza occorre focalizzarsi su quelli "spiegabili", ovvero quegli eventi in cui è stato possibile ricostruire in maniera certa o quantomeno verosimile la causa del triste gesto.
    Va detto preliminarmente che il personale in servizio presso corpi armati e di polizia, oltre a dover fare i conti con i problemi che possono accadere a tutti gli esseri umani su questa Terra, deve necessariamente far fronte anche a quelli che discendono dall'essere uomini e donne in divisa: militari che partecipano a missioni in zone di guerra, poliziotti/carabinieri/finanzieri che sono costantemente a contatto con criminali di ogni sorta, che indagano su fatti scabrosi (pensate al personale che si occupa di contrasto alla pedopornografia) o in ambiti estremamente a rischio, fino ad arrivare al "semplice" rilievo di un incidente stradale con esiti mortali. Sono cose che possono segnare pesantemente l'animo, molti riescono con l'esperienza - e a volte con un supporto specifico - a superare certe difficoltà, altri no.
    A seguire, tra le varie possibili precondizioni originanti nell'ambito lavorativo, ci sono tutte quelle di non esclusiva pertinenza dei corpi in divisa, come i contrasti tra colleghi o con i superiori, il mobbing e così via.
    In ultima battuta ci sono tutte le possibili cause, a cui accennavo sopra, che potrebbero riguardare una persona qualsiasi (malattie, problemi in famiglia, di gioco, relazionali, dipendenze da alcool o sostanze psicotrope, ecc.), senza considerare le possibili interazioni tra queste, che potremmo definire anche cause "generiche" e quelle viste più su, che contraddistinguono il personale in divisa.
    Quanto detto deve inoltre essere rapportato alla realtà in cui viviamo, allo sfaldamento dei rapporti umani, alla crisi economica, all'incertezza verso il futuro (proprio e dei propri figli, se presenti).
    Insomma, un mix micidiale verso cui occorre prestare la massima attenzione: su alcune cose si può fare ben poco, su altre viceversa sarebbe possibile intervenire preventivamente. Ma occorre la volontà di farlo.

    P.S.: La questione dell'arma d'ordinanza non è dirimente, è sicuramente più facile premere un grilletto che gettarsi da un cavalcavia o sotto un treno. Ben più interessante sarebbe concentrarsi sul clima sociale e culturale in cui maturano certi eventi, soprattutto quelli che riguardano le guardie giurate.
    L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia...

  6. #6

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    Concordo pienamente con bacioch (che fa parte dello staf) è quello che mi sono detto anch'io!!! Cioè i finanzieri, CC, PS ecc tutto il personale in divisa sono persone come tutte le altre, aventi anch'essi problemi di ogni genere... crisi economica, problemi familiari e tanto altro!!! Quindi come può capitare ad un semplice civile può ad una persona in divisa!!! Che poi mi sono piaciute anche le parole di tuneUP, non metterei come causa la 'difficoltà di servizio' e mobbing tipo non si va d accordo con un collega o superiore questo credo di escluderlo perché non alberga solo in ambito militare ma in qualsiasi ambito... molto esatto invece il fatto che ogni giorno si ha a che fare con diciamo momenti o situazioni poco piacevoli, omicidi , incidenti stradali o sul lavoro ecc situazioni poco piacevoli che segnano e come!!!

  7. #7
    Maresciallo L'avatar di TuneUp
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    Citazione Originariamente Scritto da ApriliaMx Visualizza Messaggio
    ...non metterei come causa la 'difficoltà di servizio' e mobbing tipo non si va d accordo con un collega o superiore questo credo di escluderlo perché non alberga solo in ambito militare ma in qualsiasi ambito...
    Come ho specificato, possono esserci cause e concause, così come situazioni personali possono riverberarsi sull'ambiente di lavoro e viceversa. E' raro che ci sia una causa esclusiva, nella maggior parte delle volte è proprio un insieme di cause a far scattare la follia suicida (e anche omicida eventualmente).
    Tanto per dire, un soggetto depresso per motivi familiari potrebbe non essere in grado di percepire correttamente alcune dinamiche che attengono all'ambito professionale per cui anche un cambio di turno o di mansione potrebbe apparire ai suoi occhi come un atto "ostile" da parte del superiore gerarchico (oppure una congiura dei colleghi) e non come un normale cambiamento/avvicendamento.
    Allo stesso modo un soggetto con gravi problemi in ambito lavorativo potrebbe arrivare a sfogare le proprie ansie e frustrazioni in ambito domestico, nei confronti dei figli o del coniuge.
    L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia...

  8. #8
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Per carità, tutte osservazioni pienamente condivisibili. Ma... c'è sempre un ma...
    Parlo per quanto riguarda la PS, per gli altri Corpi sentiremo i relativi appartenenti. Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta avevamo le stellette e un regolamento tra i più stringenti, che interferiva anche nella vita privata del militare (si pensi alla disciplina sul matrimonio). Una guardia di PS viveva nell'incertezza della rafferma triennale, nella continua speranza di passare dal limbo di guardia "aggiunta" a quello di guardia effettiva. Non esistevano gli straordinari, gli stipendi erano da fame, vi era tutta una serie di obblighi (dalla permanenza all'accasermamento) che rendevano ancora più difficile portare una divisa. Se poi avevi sopra di te il comandante sbagliato, la tua vita professionale assumeva le connotazioni di un inferno. Eppure in quegli anni abbiamo notizie di pochissimi suicidi e di altrettanto pochi omicidi/suicidi, questi ultimi spesso legati a questioni sentimentali e al mancato coronamento del proprio matrimonio. Di sicuro siamo ben lontani dall'ecatombe del 2015, con 14 suicidi (e omicidi/suicidi) accertati. Voglio spingermi oltre: nel 2015 nel solo bimestre luglio-agosto abbiamo avuto ben 6 suicidi, uno a settimana.
    E l'effetto emulazione sembra essere un tragico filo conduttore che accomuna gran parte di questi suicidi.
    Allora, rispetto a cinquant'anni fa, cos'è cambiato nell'uomo in divisa? Sono "solo" gli aspetti economici a condizionarne comportamenti e cedimenti?

    Pongo poi un'altra questione, strettamente legata a quanto detto: l'abbandono istituzionale che caratterizza le rispettive Amministrazioni di appartenenza. Se un uomo in divisa viene morso dal demone della depressione, o se più semplicemente sta attraversando un momento della sua vita particolarmente buio, non esistono strutture ufficiali appositamente pensate per aiutarlo. Se vai dal medico del Corpo, si apre il baratro dell'aspettativa non retribuita: via pistola, manette e tesserino e deferimento alla CMO, con tempistiche da quaresima che aggravano (non aiutano) la situazione. Nessuno ha mai pensato alla cosa più ovvia: una convenzione con studi di psicanalisti cui il dipendente possa rivolgersi in modo assolutamente anonimo e garantito. Tali convenzioni esistono in molte realtà straniere, in alcune di esse lo psicologo fa parte del Corpo di appartenenza e garantisce l'anonimato dei suoi pazienti.
    Solo in Italia chi va dallo psicologo deve essere per forza un matto..... E questa considerazione superficiale e sbagliata sta impedendo a molti di correre ai ripari...
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  9. #9
    Utenti Storici L'avatar di basilischio
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    Cosa sta succedendo! !
    Appunto, bisognerebbe conoscere i motivi di ogni singolo caso e capire se è una "epidemia" legata ai tempi che cambiano.
    Scorrendo i dati relativi agli anni si può dire che fino al 2008 era tutto "nella norma" e da lì in poi si è avuta una importante impennata, di cui bisognerebbe sapere di più per capire, perché se è pur vero che oggi non c'è assistenza psicologica è anche vero che in passato era anche peggio ma i dati contrastano, quindi le cause vanno recercate altrove, nel senso che bisognerebbe rimuovere le cause che portano al suicidio, così da evitare di dover curare possibili suicidi.
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  10. #10
    Maresciallo L'avatar di ValerMic
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    Secondo il mio parere è un "misto fritto di tutto" mi spiego:

    un tempo era sicuramente vero che nelle nostre FFPP-FFAA si "viveva peggio" di oggi se andiamo a guardare i regolamenti non solo della PDS ma anche nell'Arma ed era anche vero che molto spesso si vedeva questo campo come l'ultima spiaggia se non si trovava un lavoro (simbolo di grande ignoranza fatemelo dire) ma "si era forti" e c'erano soprattutto delle certezze o quasi, economiche prima di tutto ma anche familiari. Oggi abbiamo una crisi economica che ha colpito tutti indiscriminatamente, rapporti familiari allo sbaraglio, torni a casa e magari hai sulle spalle tuo figlio 30enne che purtroppo non ha trovato ancora una sistemazione o magari (peggio) è dovuto tornare da mamma e papà, stipendi fermi al palo da anni e cosa non da meno siamo cambiate noi stessi in meglio o in peggio non so ma viviamo un epoca in cui apri il giornale e leggi ci si è suicidati perchè si è stati lasciati dalla ragazza/moglie (quante volte abbiamo sentito di agenti che prima uccidono la loro famiglia e poi si tolgono la vita?).

    Forse ma dico forse ci si potrebbe capire uno 0.1% in più se fosse nota l'eta degli agenti suicidi e magari (ma credo sia tutto abbastanza uniforme in questo caso) la regione dove si prestava servizio e il reparto.
    >>> Valerio <<<

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