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Discussione: Quando il movente per omicidio è "Volevamo vedere l'effetto che fa"

  1. #1
    Maresciallo L'avatar di eyesice
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    Predefinito Quando il movente per omicidio è "Volevamo vedere l'effetto che fa"

    Ho appena letto questa notizia:
    http://roma.repubblica.it/cronaca/20...no_-134941785/

    Purtroppo mi ha ricordo il topic emerso qualche giorno fa...
    Non per polemizzare...ma mi chiedo come si faccia a perdonare.....
    Indubbiamente non saranno fatti miei, ma....si spera sempre nella pena esemplare che qui in Italia stenta sempre a decollare!

  2. #2

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    quale sarebbe la pena "esemplare"? la pena di morte? ma se in Italia non esiste più nemmeno l'ergastolo! lo sai che non esiste più l'ergastolo? l'ergastolo è lo step subito prima della pena di morte, come si fa a invocare la pena esemplare se non esiste più nemmeno il carcere a vita?! suvvia

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Basterebbe ci fosse la CERTEZZA della pena...
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  4. #4
    Utenti Storici L'avatar di basilischio
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    Ii tema del perdono non è così difficile da spiegare in quanto strettamente personale e lagato alle persone che ne sono coinvolte in prima persona. Persona che ha un proprio vissuto, una propria "ideologia " ,una propria fede ecc..
    Entrare con una critica, un giudizio o interferire con la sfera personale delle persone coinvolte è una mancanza di rispetto verso di loro.
    Si può non condividere una scelta di perdono ma non criticarla, per i motivi di cui sopra.

    Volendo riferirsi anche all'atra discussione, i termini della mia posizione non cambiano. Come ho detto che a chi è dedito ad alcool o draga, la patente non va concessa o va ritirata, allo stesso modo andava vietato l'uso di droghe anche ad uso personale.
    Fare certe concessioni è come fornire una possibile arma per commettere qualcosa di insensato, quindi chi ha voluto quella concessione dovrebbe essere il primo ad essere punito.

    Mi è stato insegnato che prevenire è meglio che reprimere, ma pare che al giorno d'oggi si preferisca un giustizialismo con continui aumenti di pena piuttosto che una sana prevenzione che eviterebbe questi lutti.

    Un vecchio detto dice che è inutile chiudere una stalla quando i buoi sono scappati
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  5. #5
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Purtroppo i buoi sono scappati da tempo, @basilischio... da quando lo Stato non solo ha palesemente rinunciato a perseguire e punire vari tipi di reato ritenuti "minori" (ma che sul piano dell'allarme sociale stanno facendo più danni di uno sciame di locuste), ma anche ha fatto passare l'idea che il consumo di alcool e di droghe "leggere" sia più un fenomeno sociale di aggregazione da giustificare, che non invece il seme di una pianta malefica che infesterà in breve tempo tutto l'orto della società civile. Intanto al SERT approdano ragazzini sempre più giovani, poco più che bambini. E per il nostro Staterello, come sempre, è "tuttapposto"....
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  6. #6
    Utenti Storici L'avatar di basilischio
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    @Kojak la conclusione di tutte le discussioni a cui ultimamente ho partecipato porta alla conclusione del decadimento della nostra società e di tutto cio che gli ruota attorno compreso i valori che erano fondamento di una società sana, forte, inattaccabile.

    Piano piano ci siamo arresi al perbenismo, al tutto è lecito che porta a criticare ciò che non ti appartiene (riferimento al perdono). Un decadimento che consente a chiunque di dire castronerie, di fare danni e, nonostante tutto, di rimanere impuniti.......
    ma quale pena esemplare volete che venga applicata; primo non ne esiste una, secondo ci sarà sempre qualche cretino che salterà fuori dicendo che non sono punibili perchè in quel momento incapaci di intendere e volere..... non siamo alla frutta, ma abbiamo già anche preso l'ammazza caffè.
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  7. #7
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Tutto questo va sotto un nome soltanto: Sessantotto....
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  8. #8
    Maresciallo L'avatar di ValerMic
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    Va beh ragazzi ma qui veramente parliamo di gente fuori di testa erano giorni che al posto di mangiare assumevano droghe (cocaina se ho sentito bene) ma di che stiamo parlando .
    >>> Valerio <<<

  9. #9
    Moderatore L'avatar di Kojak
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    Stiamo parlando di una crisi di valori generalizzata, amico mio. Il fatto di cronaca in esame è solo la punta di un iceberg fatto di quotidiano disprezzo di rispetto, educazione, autorità, famiglia, scuola, lavoro... Tutto ciò, portato alle estreme conseguenze, fa mettere in discussione anche il principio intoccabile della sacralità della vita umana.
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  10. #10

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    amico mio la crisi di valori è relativa, non si può fare leva sulla "moralità" della gente per prevenire i reati! per relativa intendo dire che soggettivamente ogni individuo ha un grado di moralità diversa, ammesso che si possa definire cosa sia la moralità. gli individui senza scrupoli, quindi senza moralità, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, non si può fare leva sui valori o altre cavolate del genere (e non intendo dire che non siano importanti ma che debbano stare fuori dal discorso della legislazione in quanto non c'entrano niente con essa).
    la paura, invece, quella riguarda tutti indistintamente: cani e porci, bestie e persone. non esiste individuo che non abbia paura, esistono individui senza valori, senza scrupoli o senza niente, ma la paura riguarda tutti, anche i cani. su questo evidentemente va fatto leva.
    ma come si fa a fare leva sulla paura se l'ergastolo, o per definizione il "carcere a vita", rimane appunto una definizione, se la stessa legge prevede per ogni sei mesi di pena scontata, salvo complicazioni, uno sconto di pena di 45 giorni e che in sostanza si traduce, senza scendere in inutili tecnicismi, nella possibilità per il condannato all'ergastolo (che in italia dovrebbe essere la massima pena) di uscire dal carcere dopo aver scontato SOLO 21 anni di carcere?!
    altro che valori, qua stiamo messi proprio male! servono leggi e pene severe!

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