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Discussione: 9°rgt. COL MOSCHIN

  1. #61
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    Citazione Originariamente Scritto da Vulcan_Raven Visualizza Messaggio
    Per gli ufficiali è tutta un'altra cosa perche ci sn dei posti predefiniti dall'accademia. °
    in ke senso? puoi spiegarti meglio?? è lo stesso anke per 4° alpini paracadutisti??

  2. #62
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    in realtà vfp4, uff e suff possono provenire da qualsiasi reparto e incarico, non è obbligatorio essere in Brigata
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  3. #63

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    [...] Di norma, gli ufficiali, i Sottufficiali, i Vsp o i vfp vengono selezionati da appositi nuclei del reggimento, rispettivamente presso la Scuola di applicazione di Torino, la Scuola Marescialli di Viterbo, le altre Scuole e i RAV. In questa occasione tutti gli aspiranti sono sottoposti ad un'attenta preselezione culturale e fisica. Oltre alla valutazione dei titoli, sono previste una prova scritta e delle prove fisiche (trazioni alla sbarra, flessioni, piegamenti alle parallele, addominali e corsa). Esistono anche i reclutamenti "straordinari", che permettono al personale in servizio in altri enti/reparti di transitare al Col Moschin.
    Tratto da un fascicolo di una collezione sui reparti d'èlite italiani.
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  4. #64

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    Citazione Originariamente Scritto da <maverik> Visualizza Messaggio
    come vengono selezionati gli aspiranti incursori? da che reparti? qualunque militare puo essere selezionato?
    da quello che ho capito i vfp4 vengono selezionati esclusivamente all'interno della brigata paracadutisti folgore mentre i vsp e marescialli possono fare domanda tramite i bandi di concorso che il 9° rgt indice periodicamente....l'iter del vp4 è differente rispetto a quello del vfb poiche il vfp4 dopo aver terminato il rafos inizia subito il corso incursori senza aspettare il passaggio in spe cosa che accadeva prima per i vfb che andavano ad alimentare la 111° compagnia Genio Guastatori del 9° rgt in attesa appunto del passaggio in spe per poter inziare il corso incursori...per quanto mi riguarda invece io al capar di pisa ho compilato poco prima di brevettarmi una domanda in cui si esprimeva una preferenza tra le 4 specialità del bacino rafos e cioè 9°, Battalpar, 185° rgt acquisizione obj e Reos e cioè si doveva mettere in ordine numerico il corpo in cui si preferiva andare esempio, 1- 9°, 2- 185, 3- Reos e 4- Battalpar e poi successivamente mi hanno chiamato per fare le preselzioni ed il tirocinio al 9° rgt....e questo è tutto.

  5. #65
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    nn so se qualcuno l'ha gi&#224; detto, ma su qsto sito http://www.specwarfare.it/ ci sono dei video molto interessanti sul nono

  6. #66

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    ciao ragazzi,
    ho 22 anni compiuti il 6 giugno 2008, vorrei sapere una cosa:

    sono ancora in tempo per entrare nell'esercito e poi nel 9&#176;?se si quale &#232; la procedura da seguire?

  7. #67
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    Come si fa a entrare in una FS/FOS (Forze Speciali / Forze per Operazioni Speciali)? -> http://www.militariforum.it/forum/showthread.php?t=1549
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  8. #68

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    Gli ufficiali quale ruolo potrebbero ricoprire al Nono?
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  9. #69
    Caporale L'avatar di =virus=
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    STORIA DEL 9&#176;

    Gli Incursori Paracadutisti del 9&#176; Reggimento d' Assalto "Col Moschin" sono i fieri eredi della tradizione di audacia, patriottismo ed onore di cui i commandos Arditi del Primo Conflitto Mondiale furono precursori.

    Il reggimento prende il nome dalla collina Moschin, luogo ove, durante la guerra del '15 -'18, gli Arditi furono protagonisti di uno dei pi&#249; eccezionali esempi di coraggio del primo conflitto mondiale, difendendo strenuamente le proprie posizioni sotto gli incalzanti assalti dell'invasore austriaco.

    Il coraggio degli uomini di questo reparto d'&#233;lite del Regio Esercito, i quali erano soliti dare l' assalto alle trincee nemiche percorrendo gli ultimi metri che li separavano da queste con un pugnale stretto fra i denti e le bombe alle mani, fu tale che lo stesso Gabriele D'Annunzio, da sempre affascinato dalle imprese militari audaci, vest&#236; la divisa del reparto durante l' occupazione di Fiume del 1920 del quale fu ideatore e comandante.

    Un cos&#236; vasto senso del dovere e coraggio non pot&#232; non lasciare una traccia indelebile in quella generazione di militari che, a distanza di alcuni anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale, tenteranno di dare seguito alla tradizione di arditismo dei propri precursori.

    Nel 1952, ex ufficiali degli Arditi diedero segretamente il via alla ricostruzione di un reparto di combattenti specializzati in seno al Centro Militare di Paracadutismo ubicato presso Viterbo.

    Il nuovo elemento, inquadrato all' interno dela 1ma Compagnia Paracadutisti, avrebbe visto la luce nel settembre dello stesso anno con il nome di Plotone Speciale. Costituito da paracadutisti, i quali venivano addestrati sulla falsariga dei reparti Arditi con la preparazione addizionale ai lanci in acqua ed al nuoto, il Plotone era posto sotto il comando del Tenente Franco Falcone.

    Il trasferimento del Plotone presso la Scuola di Fanteria di Cesano, occorso il 20 aprile 1953, coincider&#224; con la promozione a Compagnia Sabotatori Paracadutisti, al comando del Capitano Edoardo Acconci, forte di due plotoni rispettivamente composti da paracadutisti di leva e Carabinieri.

    Un primo organico programma addestrativo per i futuri Sabotatori lo si avr&#224; soltanto a partire dal 1954, unitamente all' individuazione di quelli che sarebbero stati i futuri compiti della Compagnia: operazioni di intelligence e sabotaggio in territorio ostile.
    L'iter addestrativo riservato gli aspiranti, vedeva l' acquisizione delle tecniche di sabotaggio, roccia, l' utilizzo degli sci, il combattimento corpo a corpo, la familiarizzazione con una vastissima gamma di armi e mezzi (carri armati compresi), la creazione di "ponti" radio e l' utilizzo delle relative "maglie", la cartografia, e per gli elementi valutati maggiormente idonei sul piano psico-fisico, la padronanza di elementi relativi alle incursioni navali da apprendersi presso il GRUPP.ARD.IN. del Varignano.

    1&#176; giugno 1957 vede il trasferimento dei Sabotatori presso Livorno e, successivamente, nella citt&#224; di Pisa ed il cambio di nomenclatura in Reparto Sabotatori Paracadutisti, venendo impegnato in esercitazioni volte a saggiare le capacit&#224; difensive delle patrie Forze Armate (ai Sabotatori era delegato il ruolo di forza nemica).

    Nel 1961 il reparto far&#224; ritorno a Livorno ove verr&#224; elevato al grado di Battaglione Sabotatori Paracadutisti, posto alle dipendenze della Brigata Paracadutisti Folgore ed articolato su di un Plotone Comando, una Compagnia Allievi, e due Compagnie Operative.

    Nel 1964, ulteriore impulso verr&#224; fornito alla dottrina operativa del Battaglione per mezzo della qualificazione di operatori in possesso di caratteristche tali da renderli in grado di operare in qualsiasi teatro operativo (precedentemente si era infatti preferito "specializzare" gli uomini affidando a costoro solamente operazioni inserite nel proprio campo di competenza , ad esempio quello subacqueo o montano).

    Il 1966 vede il dispiegamento in Alto Adige di un reparto misto al comando di un ufficiale dell' Arma dei Carabinieri costituito da elementi delle forze dell'ordine ed una quarantina di Sabotatori al fine di porre in essere la bonifica di zone sensibili dalla presenza di ordigni esplosivi.

    Nel corso di tali attivit&#224;, protrattesi fino al 1970, troveranno la morte i Sabotatori Sotto Tenente Mario di Lecce ed il Sergente Olivo Dordi i quali cadranno nell' esercizio del proprio dovere nell'attentato di Cima Vallone, il quale causer&#224; inoltre il ferimento del Sergente Maggiore Sabotatore Marcello Fagnani.

    La sera del 4 novembre 1966, l'intero Battaglione &#232; dispiegato nell'area di Pontedera al fine di porre in essere le operazioni di salvataggio della popolazione civile minacciata dallo straripamento dell'Arno.

    Il coraggio, il senso del dovere ed il profondo spirito di abnegazione degli operatori tutti contribuiranno al salvataggio di numerose vite umane.

    Idroambulanze dei Sabotatori intervengono sul luogo della sciagura aerea della Meloria, la quale vide la perdita di un Hercules C-130 e del suo equipaggio nonch&#232; di numerosi operatori della Brigata Folgore nella giornata del 18 novembre 1971; nel corso delle operazioni di recupero dei caduti perder&#224; la vita il Sergente Maggiore Sabotatore Giannino Caria. Tra il '72 ed il '74 ha luogo il primo "cross-training" con unit&#224; delle forze speciali statunitensi; nello stesso periodo viene sviluppato il paracadute alare, adottato per primo al mondo proprio dalle unit&#224; Sabotatori dell'Esercito Italiano, e tuttora largamente impiegato da numerose Special Forces.

    Nel 1975 i Sabotatori sono dispiegati sulla tratta ferroviaria Bologna-Arezzo al fine di arginare l' attivit&#224; terroristica volta al sabotaggio della sicurezza nell' area in questione. La qualit&#224; dell' opera posta in essere dai due Gruppi Tattici costiutitisi per l'occasione , &#232; tale da far ben presto decadere la necessit&#224; dell' impiego di questi.

    26 settembre 1975, il Battaglione viene mutato in 9&#176; Reparto d' Assalto Paracadutisti "Col Moschin" e la qualifica di Sabotatore decade a favore di quella di Incursore. Nel 1995 il Reparto &#232; promosso a Reggimento.

    STRUTTURA

    Il Reggimento, attualmente di stanza presso la Caserma Vannucci in Livorno, risulta esser composto come segue:

    - COMPAGNIA COMANDO E SUPPORTO LOGISTICO: si occupa dell' amministrazione del Reggimento e dell'acquisizione di materiale di supporto per gli operatori

    - COMPAGNIA TRASMISSIONI: composta da specialisti delegati alla costituzione di "ponti" radio e gestione delle relative " maglie " al fine di assicurare i collegamenti tra incursori e basi operative

    - COMPAGNIA L.R.R.P. (Long Range Reconnaissance Patrol): ad essa vengono delegate operazioni di ricognizione a lungo raggio in territorio ostile aventi per obiettivo l'acquisizione di elementi utili allo svolgimento tanto di eventuali "azioni dirette" , quali incursioni o sabotaggi , quanto la verifica dei danni subiti da specifici bersagli a seguito di attacchi posti in essere tramite aerei , artiglieria da campo o navale

    - 1&#176; BATTAGLIONE INCURSORI: composto dalla 110ma e dalla 120ma Compagnia, rappresenta la componente operativa del Reggimento. Entrambe le compagnie sono organizzate sulla base di diversi distaccamenti operativi, costituiti da otto uomini ciascuno, al vertice dei quali &#232; posto il relativo

    - Comando R.A.F.O.S. (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali): costituito dalla 101ma Compagnia Allievi e dalla Base Operativa Incursori ubicata presso la foce del fiume Arno, nell' amena ex Tenuta Presidenziale di San Rossore. Compito del R.A.F.O.S. &#232; la preparazione degli aspiranti Incursori e la specializzazione di personale proveniente dalle diverse Armi dell'Esercito quali Aerosoccoritori od Alpini Paracadutisti tramite specifici stage nelle rispettive aree di competenza.

    SELEZIONE E ADDESTRAMENTO

    Gli operativi del Col Moschin provengono in buona parte dalla Brigata Paracadutisti Folgore, ma i corsi sono comunque aperti a personale proveniente dalle Forze Armate tutte (eccezion fatta per l' Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, le quali dispongono di propri reparti per operazioni speciali).
    La selezione degli aspiranti ha luogo nei mesi di ottobre e maggio presso le scuole di formazione per Ufficiali, Sottufficiali e Volontari in Servizio Permanente. I candidati risultati idonei in fase di preselezione verranno inviati, al termine dei rispettivi corsi, presso la 101ma Compagnia Allievi del R.A.F.O.S. ove saranno sottoposti ad un Tirocinio di Formazione volto a selezionare quegli elementi dotati delle caratteristiche psicofisiche richieste; al termine di tale periodo, tutti coloro i quali fossero sprovvisti di abilitazione al lancio vincolato, verranno inviati presso il CE.A.PAR. (ex S.MI.PAR) di Pisa per conseguire la qualifica di paracadutista militare.

    L' addestramento prosegue presso il R.A.F.O.S. in San Rossore, con l'acquisizione di tecniche di combattimento, infiltrazione e sabotaggio. Essendo il personale del Reggimento adibito sovente ad operazioni oltre le linee nemiche, grande enfasi &#232; attribuita alla preparazione psichica dei candidat, i quali devono essere in grado di affrontare situazioni estreme quali prigionia, interrogatori, evasione, fuga e sopravvivenza in ambienti ostili sia dal punto di vista climatico che per la presenza del nemico.

    Terminato il corso 80B, il personale proveniente dai ruoli Volontari e Sergenti ha concluso il proprio iter formativo. Coloro i quali provengano dai ruoli Sottufficiali ed Ufficiali accedono ai successivi corsi di specializzazione che li porteranno a conseguire la qualifica di Incursore.

    Per costoro, l'iter formativo si articola come segue:

    - corso subacqueo presso la sede del COM.SUB.IN. (Varignano), della durata di dodici settimane, per mezzo del quale gli allievi verranno introdotti all'impiego degli apparati subacquei A.R.O. e A.R.A.

    - acquisizione di tecniche di lancio tattico (H.A.L.O/H.A.H.O; High Altitude Low Opening/High Altitude High Opening, quest'ultimo utilizzato per le infiltrazioni con l'ausilio di paracadute a profilo alare) presso il CE.A.PAR

    - corsi basici di sci e roccia, entrambi tenuti presso il C.E.A.L.P. di Aosta e della durata di otto settimane

    - corso anfibio della durata di quattro settimane volto all' impiego ed alla manutenzione dei vari battelli in dotazione al Reggimento, i quali spaziano da piccole canoe fino ai R.I.B. (Rigid Inflatable Boat) ed ai potenti gommoni autogonfianti Zodiac Commando dotati di due motori fuoribordo da 175 cavalli, apparati radio, radar per la navigazione, G.P.S. ed in grado di trasportare un intero distaccamento operativo in aggiunta al timoniere ed al mitragliere posto a prua

    - corso F.I.B.U.A./M.O.U.T. (Fighting In Built-Up Areas/Mobile Operations in Urban Terrain), volto all' acquisizione di tecniche relative al movimento tattico, agli interventi di salvataggio ostaggi, ed al combattimento in ambiente urbano o comunque ristretto per il quale ci si avvale di specifiche "killing houses"

    - corso di riconoscimento di armi e supporti tecnici in dotazione alle forze nemiche e con i quali gli operatori potrebbero trovarsi a venire in contatto

    - corso telecomunicazioni volto alla conoscenza e gestione dei vari apparati per comunicazioni in dotazione al Reggimento.

    Al termine di tale rigoroso processo di selezione (della durata di circa due anni nel corso dei quali l'attrito oscilla tra l'ottanta e l'ottantacinque per cento), i "neo-Incursori" vengono affiancati ai distaccamenti operativi onde maturare quel grado di esperienza e professionalit&#224; richiesto agli operatori del Reggimento. A partire dal 2003, il Reggimento ha introdotto anche l' impiego del cavallo, sulla scorta dell' ottima esperienza maturata dai reparti similari esteri in Afghanistan. L'apprendimento di tali elementi avviene presso il Centro di Addestramento Ippico dell' Esercito Italiano, ubicato in quel di Grosseto. Appare necessario specificare come l'attivit&#224; addestrativa e di specializzazione non ha termine con il conseguimento della qualifica di Incursore. Elementi dotati di un particolare profilo psicofisico verranno inviati presso la I.L.R.R.P.S. (International Long Range Reconnaissance Patrol School) di Pfullendorf (Germania), la quale vede fra i propri "studenti" alcuni fra i migliori operatori del G.I.S. e del N.O.C.S.

    La necessit&#224; di un continuo aggiornamento delle conoscenze degli operatori, pone inoltre questi al centro di un intenso programma di scambio con le unit&#224; similari dei paesi alleati, ponendo il personale a contatto con alcuni fra i migliori reparti per operazioni speciali quali lo Special Air Service britannico, il Korps Commando Troepen olandese, lo Jaegercorpset danese , e gli uomini dello U.S.A.S.O.C. (U.S. Army Special Operations Command) di stanza presso Fort Bragg in North Carolina.

    MEZZI

    Come ogni reparto di forze speciali, il parco mezzi del Col Moschin &#232; piuttosto nutrito. I vettori impiegati dal reparto spaziano da veicoli off-road 4X4, ai battelli, fino a giungere all' impiego dei deltaplani a motore.

    La mobilit&#224; terrestre &#232; assicurata dalla presenza delle tradizionali jeep IVECO VM-90, nonch&#232; delle Land Rover DEFENDER 90WMIK (Weapon Mounted Installation Kit), le quali possono esser munite di mitragliatrici Browning M2 o lanciagranate Sako MK19 da 40 mm. (in grado anche di fornire tiro "a parabola", utile per battere le postazioni nemiche con un pesante fuoco di soppressione), e trasportabile dagli elicotteri CH-47 in un numero di due unit&#224; per apparecchio. Le nuove DEFENDER sono inoltre caratterizzate dall' assenza di sportelli e parabrezza, e sono dotate di un robusto roll-bar a proteggere il posto guida. Interessante notare come esse abbiano visto il loro primo impiego operativo nell' ambito della missione afghana della task force "NIBBIO".

    Per ci&#242; che riguarda i battelli, la punta di diamante &#232; sicuramente costituita dai gommoni autogonfianti Zodiac Commando muniti di fuoribordo da 40 cavalli, e dai gommoni a chiglia rigida Zodiac Hurricane, in grado di trasportare un distaccamento operativo al completo, oltre al pilota ed al mitragliere di prua. Sono muniti di due fuoribordo da 175 cavalli in grado di raggiungere i 50 nodi con un'autonomia di 180 miglia, G.P.S., 2 bussole, radar, Loran, e montano a prua una mitragliatrice da 12,7 mm., od un lanciagranate automatico da 40 mm.

    Il pilota &#232; munito di caschetto protettivo, all' interno del quale &#232; possibile siano integrati gli apparati di comunicazione radio VHF/HF. Tra le altre imbarcazioni, troviamo canoe Hart, R.I.B. (Rigid Inflatable Boat) prodotti dalla Plasteco, e scafi a chiglia rigida con fuoribordo.Dal 1996 sono operativi presso il reparto un certo numero di deltaplani a motore, muniti di motori Rotax a due tempi (uno per apparecchio) e voluti nel 1991 dal Ten. Col. Giulio Ottaviani, con il fondamentale contributo della Medaglia d' Oro al Valor Militare Stefano Paolicchi, il quale cadr&#224; nell' adempimento del proprio dovere a Mogadiscio il 2 luglio 1993.

    Essi possono svolgere ottimamente compiti di ricognizione, acquisizione obiettivi, ed infiltrazione/esfiltrazione di personale. Viste le ridotte dimensioni, ed i costi di acquisizione e manutenzione molto contenuti, rappresentano uno strumento versatile che trova per&#242; limiti d' impiego nelle condizioni meteorologiche e nella scarsa resistenza al tiro di armi leggere (la sua traccia radar e termica &#232; comunque notevolmente ridotta). Per maggiori informazioni sull' impiego di questo mezzo, rimandiamo all'articolo "La Folgore in Delta" su, ricordando che il pezzo in questione risale al 1996.

    AMBITO OPERATIVO

    Nell' ambito operativo del Col Moschin rientrano attivit&#224; quali sabotaggi, incursioni, la presa di obiettivi sensibili in territorio nemico, la cattura di personalit&#224; nemiche di spicco, il salvataggio di ostaggi di guerra, il Combat S.A.R. (Search And Rescue) volto alla ricerca ed al recupero di personale militare disperso in territorio ove elevata venga ad essere la presenza di forze ostili, operazioni N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) riguardanti il salvataggio di personale civile in zona di guerra (da ricordarsi in tale frangente l'operazione congiunta con il G.O.I. del COM.SUB.IN. posta in essere in Ruanda nel maggio 1994), la ricognizione a lungo raggio in zona operazioni onde porre in essere l'individuazione di potenziali bersagli per il tiro aereo, o d'artiglieria e la verifica degli eventuali danni da questi subiti, nonch&#232; operazioni HUM.INT. (Human Intelligence) per l' acquisizione delle pi&#249; svariate informazioni e compiti di antiterrorismo interno.

    A tali incarichi vanno ad aggiungersi quelli relativi alla F.I.D. (Foreign Internal Defence), volti all' addestramento ed alla qualifica di personale militare e di polizia dei Paesi alleati: istruttori del 9&#176; Rgt. Col Moschin distaccati presso la Missione Italiana di Assistenza Tecnico-Militare (M.I.A.T.M.) in Malta hanno personalmente curato l' addestramento di reparti d' &#233;lite dell'Armed Forces of Malta quali gli incursori del R.D.T. e gli operatori della C Company conseguendo risultati assolutamente encomiabili.

    ATTIVITA’ OPERATIVE NOTE

    Il Col Moschin &#232; un' unit&#224; d' &#233;lite altamente specializzata, impiegabile tanto in operazioni di pace quali "RESTORE HOPE" in Somalia o nell' ambito delle missioni SFOR nell' ex Yugoslavia, quanto in operazioni antiterrorismo volte al salvataggio di ostaggi od alla neutralizzazione di covi di terroristi . Da Beirut alla Somalia, ove nel corso delle operazioni denominate "CANGURO" agli incursori era affidato il compito di rastrellare le aree di Mogadiscio nelle quali si sospettava si nascondessero il generale Aidid ed i suoi uomini (oltre ad aver partecipato ad alcune operazioni segrete), fino alla Bosnia-Erzegovina ed il Kosovo , gli operativi del reggimento sono sempre stati tra i primi a partire accanto agli uomini della Brigata Folgore ed i Carabinieri del Tuscania . Nell' ambito delle missioni all'estero , in particolar modo nell' area dei Balcani , &#232; interessante inoltre considerare il ruolo che gli incursori possono rivestire quale forza di reazione rapida antiterrorismo . In teatri operativi particolarmente caldi , quali quelli ad alta componente multietnica ove esistano due o pi&#249; schieramenti a fronteggiarsi , non &#232; remota la possibilit&#224; di attentati rivolti tanto contro i civili quanto contro il personale militare chiamato a svolgere compiti di "peace keeping". Non solo, se si considera che alcuni criminali di guerra serbi risultano tuttora latitanti si pu&#242; ben considerare un ulteriore impiego di un reparto specializzato quale il 9&#176; come squadra delegata alla cattura dei suddetti, ruolo del resto gi&#224; ricoperto dallo S.A.S. britannico nell'ex Yugoslavia.

    Maggio 1994, Ruanda, operazione "IPPOCAMPO": operazione N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) condotta congiuntamente agli operatori del COM.SUB.IN. Giunti presso l' aeroporto di Kigali a bordo di Hercules C-130, gli operatori reperiscono in loco i mezzi di trasporto necessari, impiegando jeep e pick-up abbandonati dai civili in fuga. Dopo aver revisionato i mezzi ed averli privati delle portiere (le quali non forniscono alcuna protezione balistica, rendono il mezzo pi&#249; pesante ed impediscono una fuoriuscita rapida dallo stesso) gli incursori del COM.SUB.IN. e del Col Moschin penetrano per diversi chilometri in territorio ostile salvando religiosi e cittadini europei dalle violenze dei clan Hutu e Tutzi tra loro in lotta.

    Mercoled&#236; 16 gennaio 2002 / ... , operazione "ENDURING FREEDOM": giungono nella seconda met&#224; di gennaio 2002 i primi operatori del Col Moschin distaccati con il Contingente Italiano presso Kabul . Durante la missione in Afghanistan, gli Incursori hanno definitivamente eliminato i fucili d' assalto Steyr AUG dalla propria armeria. In fase di prova presso i poligoni, la sabbia ha infatti provocato l' inceppamento del 96&#37; dei fucili! Lo Steyr &#232; un' arma di fabbricazione austriaca, ideato per operare in ambienti a bassa presenza di polveri e sabbie.

    5 giugno 2003/ ..., Iraq, operazione "ANTICA BABILONIA": gioved&#236; 5 giugno 2003, Bari ha salutato la partenza della nave da sbarco anfibio SAN GIUSTO e l' inizio dell' operazione "ANTICA BABILONIA", in Iraq. Imbarcati, i Fucilieri di Marina del Reggimento "San Marco" ed il personale G.O.I./ G.O.S. del COM.SUB.IN. Scopo dell' operazione, che impegner&#224; circa tremila uomini provenienti dalle quattro armi delle nostre forze armate, sar&#224; quello di “concorrere, con gli altri Paesi della coalizione, a garantire le condizioni di sicurezza e stabilit&#224; necessarie a consentire l'afflusso e la distribuzione degli aiuti umanitari e contribuire, con capacit&#224; specifiche, alla condotta delle attivit&#224; di intervento pi&#249; urgenti per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali"

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  10. #70
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