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Risultati da 41 a 50 di 69

Discussione: La nuova Componente Unica della Croce Rossa

  1. #41
    Caporale L'avatar di Wolf
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    Predefinito Futuro della C.R.I.

    oggi su facebook è apparso questo articolo.
    voi cosa ne pensate?
    cosa sapete in più rispetto a quanto detto?
    che clima si respira nei vostri comitati?

    Croce Rossa Italiana ha le ore contate?

    La Croce Rossa Italiana attende trepidante notizie del suo futuro. Mancano pochi giorni alla data fatidica del 4 novembre quando scadrà la Legge delega che doveva mettere mano alla ristrutturazione dell’Ente e di molti altri ancora.
    Tra voci non confermate e non verificabili di buchi di bilancio per diversi milioni di euro e un vero tesoro costituito da proprietà, lasciti e immobili, la Croce Rossa Italiana attende il suo destino senza poter avere rassicurazioni soprattutto per i suoi 1500 dipendenti civili ed almeno altrettanti militari.
    Il prossimo 25 ottobre, a Roma, si terrà un incontro riservatissimo tra i vertici di CRI e potrebbe essere presentata una ipotesi di lavoro.
    La paura per il futuro si chiama: dismissione del Patrimonio e “privatizzazione”.
    Il Governo potrebbe decidere che l’immenso patrimonio della Croce Rossa può essere sacrificato sull’altare dei bilanci da sanare e che le migliaia di dipendenti possono essere ricollocati, magari negli enti locali che chiedono disperatamente lo sblocco delle assunzioni. Si vocifera addirittura di incentivi per gli Enti che accetteranno di farsi carico di qualche dipendente.
    ma la posta in gioco, se possibile, è ancora più alta. Gli italiani si domandano cosa succederà in caso di terremoti e catastrofi naturali, chi interverrà nelle emergenze nazionali e, ancor più preoccupati, che ne sarà delle decine, centinaia di ambulanze che attualmente servono in modo egregio il territorio.
    L’ipotesi di una privatizzazione del servizio di emergenza e soccorso suscita non poche perplessità e il ventilato affidamento del servizio ai soli volontari pare poco più di un pannicello caldo.
    Ci si domanda come potrebbe un volontario sostenere le spese di manutenzione e acquisto delle ambulanze e come potrebbe essere gestito un parco macchine che necessità di garage, aree attrezzate e strutture costose.
    Le voci (si può parlare solo di queste, al momento) parlano anche di una Agenzia che potrebbe poter gestire, in modo privatistico il logo ed il marchio della Croce Rossa, una eventualità che il personale interno vede con il fumo negli occhi.
    Non si può nascondere, però, che il vero obiettivo della manovra è, però il patrimonio di CRI. Lasciti, acquisizioni e affidamenti che si sono accumulati dalla fondazione sino ad oggi. La Croce Rossa Italiana possiede fisicamente immobili, caserme militari, ex colonie e proprietà varie in tutta Italia. Un boccone goloso per le casse dello Stato sempre più a secco ma anche una preziosa “riserva” necessaria a garantire la sopravvivenza di un Ente che, da sempre, ha un blasone preziosissimo e immacolato. Chi pensa a Croce Rossa pensa immediatamente a soccorso, aiuto, interventi in situazioni di pericolo e persino nella mano amica sul campo di battaglia durante le guerre. Un valore che, certamente, non dovrebbe essere messo all’asta o, peggio, affidato a società specializzate nella liquidazione di beni e proprietà. Il riferimento ad ipotesi che vorrebbero l’affidamento del Patrimonio a società private per la “alienazione” è tutt’altro che casuale, sebbene comprensibilmente non verificabile.
    Di “certo” c’è solo che dovrebbero restare attivi i Comitati Regionali e quello centrale, con sede a Roma.
    Ovviamente per i comitati provinciali e comunali si prospetta la dismissione.
    I dipendenti interinali, a collaborazione e quelli con contratto a tempo determinato sono ovviamente a rischio. Per loro l’ipotesi più probabile è la perdita del lavoro.
    Un problema che presenta più sfaccettature. Quella dell’occupazione ma anche quella del futuro del soccorso. I lavoratori sono per lo più soccorritori, autisti di ambulanze e amministrativi.
    Nei piccoli centri, quindi, si rischia veramente di veder scomparire l’unico presidio del soccorso.
    Resta da comprendere quale reazione avrà la “sede centrale” di Croce Rossa Internazionale, con la sua base a Ginevra dalla fondazione, nel 1863.
    Il parere di CRI potrebbe essere vincolante ma i bene informati già ricordano che Ginevra ha sempre dichiarato che la Croce Rossa Italiana è una associazione di volontariato. La dismissione del personale stipendiato, quindi, non solleverebbe alcuno scandalo.
    L’incertezza regna dunque sovrana e Volontari del Soccorso, Pionieri, Corpo Militare e Infermiere Volontarie (le Crocerossine) attendono trepidanti il loro futuro.
    Ultima modifica di Wolf; 21-10-11 alle 14: 10

  2. #42
    Tenente L'avatar di asics3
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    La privatizzazione rimarrà solo sulla carta, chi è quella persona che vorrebbe comprare una associazione così vasta ma che in più di una regione ha i conti in rosso? Non si è nemmeno stati in grado il mese scorso di privatizzare la Croce Rossa del Trentino, che ha i conti assolutamente a posto (in Alto Adige è un altro conto, hanno qualche debituccio a causa dei militari).
    Gli stabili che andrebbero venduti per risanare i conti non sono certamente i garage per le ambulanze, ma quelle centinaia di case ed edifici ABBANDONATI che sarebbero di proprietà della Croce Rossa ma di cui in realtà a quest'ultima non gliene può fregare di meno
    ex VVF volontaria; In Croce Rossa: Autista-Soccorritore dipendente e volontaria, Unità Cinofila per ricerca dispersi superficie-maceria-valanga, ex Delegata gruppo giovanile, operatrice TLC, operatrice PostoMedicoAvanzato.



  3. #43
    Maresciallo L'avatar di Mande
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    Infatti, la privatizzazione consiste solamente nei bilanci dei gruppi locali (più che privatizzazione io lo chiamerei "federalismo", ovvero tutti i soldi raccolti rimangono al gruppo, senza mandarli a Roma, lasciando anche più autonomia nella gestione dei beni, e i comitati superiori dovranno organizzarsi a racimolare tutto ...). Per quanto riguarda le proprietà e l'organizzazione della cri ho sentito che in futuro prossimo verrà venduto tutto il possibile e semplificato al massimo (come l'introduzione formale (formale perchè nel mio comitato si opera già in componente unica, basta solo formalizzarla sulla carta) della componente unica.
    ex volontario di protezione civile e volontario cri

  4. #44
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    Io per ora resto in silenziosa attesa, poi si vedrà. Non credo proprio che spariremo, sinceramente.

  5. #45
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    Componente unica civile, mi sta bene.

    Ma come la mettiamo con le due componenti ausiliarie delle FF.AA.?

    E in caso di dismissione della CRI, dove andrebbero a finire?

  6. #46
    Maresciallo L'avatar di Mande
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    Le due componenti militari rimangono militari, con la differenza che possono svolgere anche servizi per la cri non del corpo militare (ad esempio in zona si iniziano a vedere sulle ambulanze del 118 anche personale militare, chi lo vuole fare) la componente unica è solo per le componenti civili, sarà solo componente civile e componente militare
    Ultima modifica di Mande; 21-10-11 alle 18: 21
    ex volontario di protezione civile e volontario cri

  7. #47
    Tenente L'avatar di asics3
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    Citazione Originariamente Scritto da Domenico Visualizza Messaggio
    Componente unica civile, mi sta bene.

    Ma come la mettiamo con le due componenti ausiliarie delle FF.AA.?

    E in caso di dismissione della CRI, dove andrebbero a finire?

    Citazione Originariamente Scritto da Mande Visualizza Messaggio
    Le due componenti militari rimangono militari, con la differenza che possono svolgere anche servizi per la cri non del corpo militare (ad esempio in zona si iniziano a vedere sulle ambulanze del 118 anche personale militare, chi lo vuole fare) la componente unica è solo per le componenti civili, sarà solo componente civile e componente militare
    Esattamente, Mande ha risposto giusto. Se guardi nell'immagine che avevo messo nei primi post vedrai chiaramente che la Componente Unica trentina prevede una riformazione della componente Civile, la quale diverrà unica. La CRI sarà quindi formata da componente Civile ed una Militare.
    La Cri non verrà dismessa vedrai, quindi non poniamoci il problema di dove finiranno :-) (anche se, a parer mio, una soluzione sarebbe che vengano presi dall'EI mantenendo però le stesse mansioni di adesso)
    Ultima modifica di asics3; 21-10-11 alle 19: 00
    ex VVF volontaria; In Croce Rossa: Autista-Soccorritore dipendente e volontaria, Unità Cinofila per ricerca dispersi superficie-maceria-valanga, ex Delegata gruppo giovanile, operatrice TLC, operatrice PostoMedicoAvanzato.



  8. #48
    Maresciallo L'avatar di Mande
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    Che poi la componente unica è già operativa su gran parte del territorio nazionale... si tratta solo di formalizzarla...
    ex volontario di protezione civile e volontario cri

  9. #49
    Caporale
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    io spero l'attuino quanto prima.

    Per quel che riguardano le paure e gli spauracchi...ricordo che siamo un organizzazione che ha 150 anni ed è una delle punte di diamante del nostro paese; anche se qualche ministro o commissario volesse affossarci, in parlamento non ci sarebbe una volontà politica di far progredire quest'idea.....
    Quindi CRI vivrà, solo avrà occasione di diventare come le altre consorelle degli altri paesi.

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Mande Visualizza Messaggio
    Le due componenti militari rimangono militari, con la differenza che possono svolgere anche servizi per la cri non del corpo militare (ad esempio in zona si iniziano a vedere sulle ambulanze del 118 anche personale militare, chi lo vuole fare) la componente unica è solo per le componenti civili, sarà solo componente civile e componente militare
    Se è per questo noi abbiamo un commissario pio in provincia che sta pure nel corpo militare.

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