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Discussione: Brigata Paracadutisti "Folgore"

  1. #1
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    Lightbulb Brigata Paracadutisti "Folgore"






    RICORDIAMO I NOSTRI FRATELLI, ORA RIPOSANO GUARDANDOCI DALL'ALTO, DA DOVE MERITANO.







    PARACADUTISTA FRANCESCO CIOCI..... PRESENTE!!!




    Da "On Combat" di Dave Grossmann

    "[...] Così come imparare una lingua rende più facile apprenderne altre, l'inoculazione di stress in un'area favorisce un più rapido adattamento ad altri fattori di stress.

    I Paracadutisti sono immunizzati contro i lanci da un aereo, il che li rende truppe d'èlite perfettamente preparate a far fronte in modo rapido e completo alle esigienze di combattimento al suolo."



    I N D I C E

    -Piccola introduzione al topic

    -Breve storia dei paracadutisti

    -Come entrare nella Brigata Paracadutisti

    -Qualche consiglio sulla corsa

    -A proposito dell'AIC...

    -Equipaggiamento: Anfibi

    -Equipaggiamento: Lame, Coltelli e Multiuso

    -Equipaggiamento: Torce e Cose che Fanno Luce

    -Equipaggiamento: Kit di Pulizia Armi

    -Abilitazione Al Lancio ANPd'I (ossia il "Brevetto Civile")

    -I paracadute in dotazione

    -Malfunzionamenti del paracadute

    -Incarico 13/C: Guastatore

    -Considerazioni su M4, Hk 416 & AK47

    -Gli esercizi classici del paracadutista

    -Come si fa a entrare in una FS/FOS (Forze Speciali / Forze per Operazioni Speciali)?

    -Il COFS - Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali

    -Cosa cambia tra le "operazioni CQB" che fanno Incursori o GIS?

    -I testi delle canzoni dei Paracadutisti

    -FAQ

    -Enti Militari relativi ai Paracadutisti

    -Video

    -Files di Interesse

    -Modifiche Topic



    Piccola introduzione al Topic
    Allora lo so che ci sono già una marea di topic in giro per il forum sulla folgore ma proprio per questo pensavo che aprirne uno "ufficiale", dove scrivere tutto e di più sia la cosa migliore, visto anche l'interesse che comunque suscitano i paracadutisti. Diciamo che tutte le info e le domande potremmo riversarle qui in modo di non "diluirle" in 650mila topic dello stesso argomento in giro per il forum. Verrà tenuto aggiornato questo primo post in modo di avere tutto sott'occhio... controllate la fine di questo post, con la lista delle aggiunte/modifiche.

    Vorrei che partecipassero anche gli altri brevettati....magari con la descrizione di qualche loro corso, o tutto quello che cmq posso aggiungere qui.... voi postate, io aggiungo. Ovviamente solo materiale che può essere divulgato

    Iniziamo dalla base....

    Breve Storia dei Paracadutisti da Storico.org
    L’inizio della storia dei reparti paracadutisti italiani è il 1938: ITALO BALBO costituisce in Libia il I ° Reggimento “FANTI DELL’ARIA“, con ascari locali, ufficiali e sottufficiali dell’esercito e dell’aeronautica.

    Nello stesso anno a Tarquinia si apre la Regia Scuola Paracadutisti dove, dal 1940, si addestrano i primi due battaglioni.

    Nel 1941 è costituita la divisione paracadutisti: la 185° CACCIATORI D’ AFRICA che diverrà, nel luglio 1942, la divisione “FOLGORE“.

    Inviata in Africa settentrionale, nel luglio 1942, la FOLGORE è usata come unità di fanteria leggera.

    Nella notte del 24 ottobre 1942 fu scatenata dal nemico la battaglia per la conquista della Libia, con eccezionale dovizia di mezzi e di uomini e prese il nome di battaglia di EL ALAMEIN ed i soldati italiani si coprirono di gloria.

    Inferiori per numero e per materiale bellico, i gloriosi fanti delle divisioni Trento, Bologna, Brescia, Pavia, Trieste, Littorio e dei paracadutisti della Folgore, non indietreggiarono di un passo di fronte al nemico, finchè i loro superiori non lo ordinarono. L’ordine era di resistere ed i nostri soldati resistettero. In questa battaglia è ben noto l’eroico comportamento della Folgore, dei paracadutisti che dovettero rassegnarsi a non usare il paracadute ed a combattere fra la sabbia rovente del deserto.

    Gli eroici paracadutisti della Folgore hanno avuto due precedenti in Africa settentrionale: uno è il reparto paracadutisti libici e l’altro è il battaglione del Maggiore EDOARDO ALESSI, costituito da militi della “FEDELISSIMA“. Questo magnifico battaglione di Carabinieri, uscito dalla Scuola di Tarquinia, dovuto al Col. BAUDOIN, giunse in Africa settentrionale nel novembre 1941, dopo che gli inglesi avevano sferrato la loro seconda offensiva. Vi fu una terribile battaglia nella zona di ELUET EL AZEI e LAMUDA, a sud di BERTA, ma il nemico era di una superiorità schiacciante e nella lotta la maggior parte del battaglione andò perduta ed il 70% dei suoi effettivi, composto dal I° battaglione paracadutisti CC. RR. di Tarquinia cessò di esistere.

    La storia della FOLGORE ha fatto versare fiumi di inchiostro.

    I 6450 paracadutisti, dal momento che lasciarono il suolo italiano fino al giorno in cui si immolarono, quasi tutti, sulle dune di El Alamein, dimostrarono eccezionale coraggio anche perché essi durante le sortite notturne riuscirono ad infliggere notevoli perdite al nemico.

    I ragazzi della Folgore vivono in buca. La bella uniforme perde ogni suo colore. Crescono le barbe.

    Un giorno sloggiano le truppe britanniche di colore da una posizione importante. Tonnellate di munizioni vengono catturate, con viveri, vestiari ed impermeabili di gomma. E’ in questo momento che ROMMEL dice al Col. BECHI (indicando a dito i più barbuti ragazzi della Folgore) : “Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia“.

    La depressione di EL QATTARA è una fossa torrida, sita a 50 metri sotto il livello del mare e l’acqua stagnante emana miasmi febbrili. Non vi è un “Folgorino“ che non sia febbricitante, ma nessuno brontola. Generosi ed intelligenti, si rendono conto delle difficoltà d’ogni genere che occorre superare. Si apprestano a soffrire la fame con eleganza e dignità. Il Col. BECHI sottolinea: “me li vedo deperire senza un lamento, né un brontolio, e mi si stringe il cuore nello scorgere le giacchette già stinte che pendono flosce sui toraci smagriti“.

    Fame o non fame le mosche finiscono nella pancia. Le mosche a due passi dalla depressione di El Qattara vivono a sciami, fitte come nubi, si incollano alla pelle madida, si insinuano nel naso, negli orecchi, su per le maniche ed i calzoni. Chi apre la bocca ne inghiotte una folata. Trascorrono le giornate nel fondo di una buca, stretta come il fosso di una bara. La sete è una brutta bestia! I ranghi della FOLGORE si assottigliano, i battaglioni diventano compagnie, poi plotoni, poi squadre.

    All’alba del 23 ottobre stava per iniziare la sfortunata battaglia di EL ALAMEIN in cui i soldati italiani scrissero una delle più belle pagine della storia della guerra africana. Alle fanterie italiane erano stati intervallati reparti tedeschi. Verso le 22 iniziò la battaglia e fu un inferno. La lotta proseguì violenta per tutta la giornata del 24 e la notte successiva. Ad un certo punto i paracadutisti della 6°, 24° e 19° compagnia si trovarono privi di munizioni. Al grido di “VIVA L’ITALIA“ e “LA FOLGORE MUORE MA NON SI ARRENDE“ scattarono come molle dalle loro buche e combatterono in un impari corpo a corpo. La lotta si svolse ad alterne vicende. Il 4 novembre 1942 la Folgore è isolata nel deserto ed accerchiata dal nemico. La sua sorte è segnata.

    Da questo momento le vicende della Folgore cessano di essere storia e diventano leggenda. Dai bollettini avversari:

    “LA RESISTENZA OPPOSTA DALLA DIVISIONE PARACADUTISTI FOLGORE E’ INVERO MIRABILE“

    “I RESTI DELLA DIVISIONE ITALIANA FOLGORE HANNO RESISTITO OLTRE OGNI LIMITE DELLE UMANI POSSIBILITA‘“

    Dei 6450 ne restano, solo, 340, inclusi ufficiali, ma nessuno ha mai alzato bandiera bianca. Il nemico rende onore alle armi e CHURCHILL disse:

    “DOBBIAMO INCHINARCI DAVANTI AI RESTI DI QUELLI CHE FURONO I LEONI DELLA FOLGORE“.

    Rommel fu sbalordito dall'eroismo degli italiani "I Tedeschi hanno meravigliato il mondo, ma gli Italiani hanno sbalordito i tedeschi"

    Dopo questa campagna alla Folgore viene conferita la medaglia d’oro al valor militare.

    Qualche consiglio sulla corsa
    L'allenamento fisico basilare per un militare, e ancor di più per un paracadutista, è la corsa. Diciamo che poi come importanza, abbiamo un 85% di resistenza (quindi lunghe percorrenze, 40minuti o più) e un 15% di potenza (senza scendere sotto i 1000m).

    Quella che segue non è certo una guida sportiva, ma da un "input" a chi deve iniziare, ha appena iniziato e anche per quelli a un discreto livello. E' tutto scritto sulla base delle MIE esperienze.
    Non sono certo un maratoneta o un campione dei 100m ma ho passato tutte le fasi dall'inizio inizio (mai corso prima e oltretutto venivo dal mondo dei pesi, quindi peggio che peggio) a dei risultati più che discreti.


    Iniziamo con qualche consiglio riguardo al "materiale":

    1)DA EVITARE ASSOLUTAMENTE andare a correre con le cavigliere con i pesi (o con uno zainetto a mò di zavorrata). Molti credono che in questo modo l'allenamento sia più intenso, più efficace e quindi si arriva a buoni livelli in meno tempo. E' una cosa sbagliatissima da fare, sovraccarica eccessivamente le articolazioni, e già la corsa di per sè è una pratica molto stressante per "tutto quello che si muove" dalla caviglia al ginocchio alla schiena.

    2)DA AVERE ASSOLUTAMENTE un paio di scarpette DA CORSA prese SOLO per quello scopo. Al decathlon si trovano anche a 60€ e sono comunque delle buone scarpe per chi inizia. Indispensabili per la salute delle articolazioni e del piede, e comunque essendo fatte apposta, sono più comode. Tanto sono scarpe da ginnastica che userete anche in ambito militare (quindi cercate di prenderle non appariscenti, senza troppi colori sgargianti), quindi è una spesa "utile". Ho visto gente che correva con le All Stars.... da mettersi le mani nei capelli.... così come le scarpe da ginnastica che dà l'esercito al Rav....

    3)MOLTO CONSIGLIATO da avere un completino da corsa: maglietta da running e pantaloncini aderenti al decathlon ve li portate via con un 20€. Vi assicuro che sentirete la differenza rispetto alla roba di cotone, soprattutto sulle lunghe percorrenze. Le calze decathlon pure sono ottime anche se costano un pò. Ultima cosa la giacchetta antivento (sempre stesso negozio), mi pare stia attorno ai 15€, ma d'inverno col freddo o comunque con le giornate ventose fa veramente la differenza. E'leggerissima, non tiene caldo, traspira ma tiene bene il vento. Evitate vestiario firmato (Nike, Adidas & co), hanno ben poca differenza col materiale da corsa Decathlon ma una maglietta ve la fanno pagare 30-40€.... Un extra-extra sono un paio di occhiali da sole sportivi per le giornate estive molto assolate. Fanno il loro lavoro ma non sono certo "vitali" anche se mi sento di consigliarveli.

    4)MOLTO CONSIGLIATO, soprattutto agli inizi: un lettore mp3. Indiscutibilmente è più efficace di molti aiuti "chimici" (tanto che in diverse maratone agonistiche è stato vietato, quindi ci sarà un perchè). Possibilmente con una musica con un ritmo abbastanza veloce (dance, metal, rock.... de gustibus) che si adatti alla vostra andatura. Il volume va tenuto in modo da non poter sentire nè il fiatone nè il rumore dei piedi sull'asfalto.

    5)EXTRA sono tutti gli integratori alimentari. Per la corsa gli unici che hanno una utilità (soprattutto agli inizi, quando il fisico è ancora in fase di "adattamento") sono:
    REINTEGRATORI DI SALI MINERALI (Polase e similari): da prendere dopo (o durante) l'attività fisica, per reintegrare i sali persi con la sudorazione. Personalmente li uso solo d'estate...
    AMINOACIDI RAMIFICATI (chiamati anche BCAA), che vanno presi circa 1ora-1 ora emmezza dopo la corsa, con una quantità di 1g per 10Kg di peso (in genere 1 pasticca equivale a 1g, ma è da controllare sulla confezione), molto utili per il recupero e per limitare fortemente i classici dolorini muscolari del giorno dopo
    CAFFEINA/GUARANA': sono eccitanti, aumentano il battito cardiaco, il ritmo respiratorio (con conseguente maggiore ossigenazione dei muscoli) e fanno sentire meno la fatica. NON FANNO MIRACOLI ma aiutano. La differenza tra i due è che l'effetto del guaranà è più leggero ma più prolungato della caffeina. In genere nelle erboristerie si vendono in pasticche, ma si possono trovare anche liquidi in fialette (vengono metabolizzati molto più velocemente). A stomaco vuoto in genere la pasticca viene metabolizzata (cioè inizia a fare sentire i suoi effetti) in 20-40 minuti, ma ovviamente varia a seconda della persona. Non è consigliabile prenderla troppo spesso, il corpo abituandosi, fa perdere di efficacia la caffeina. Consiglio di usarla un paio di volte a settimana, nel giorni in cui si vuole andare in "sovrallenamento" (vedi dopo). Dosi di 3-400mg o più sono considerate DOPING.


    Metodo di Allenamento

    Per chi inizia da zero (o per tutti quelli che non riescono a tenere un tempo di 5-6min/km a tempo indeterminato), la cosa principale su cui allenarsi è la RESISTENZA (e di conseguenza il fiato).
    Trovate un percorso (possibilmente in piano) che vi tenga impegnati almeno 40minuti tra andata e ritorno. Se non ce la fate più, fate una corsetta di defaticamento blanda blanda quindi riprendete un ritmo più elevato, ma NON FERMATEVI.
    Prendete il tempo che ci mettete a mano a mano che lo fate, e cercate di diminuirlo sempre più (sempre a parità di lunghezza del percorso iniziale). Quando vi sentite pronti (e avete notato comunque miglioramenti sul tempo), allungate la distanza di un paio di Km andando in "sovrallenamento", quindi come prima cercate di diminuire il tempo sul percorso quindi allungatelo ancora.

    Per dare un'idea, un buon traguardo raggiungibile in un paio di mesi allenandosi 3 volte la settimana, è quello di fare 12Km in 60-75 minuti.
    NOTA: I giorni di RIPOSO devono essere di RIPOSO!!!! Non sottovalutateli, il muscolo deve avere il tempo di ricostruirsi. Se volete fate qualcosa come potenziamento della parte superiore del corpo, ma non sfruttate le gambe.

    Arrivati a quel livello, potete pensare di aggiungere qualche allungo durante il percorso. Ovviamente però il recupero sarà sempre effettuato con un passo blando, SENZA fermarsi. Una volta ripreso il fiato, si ricomincia con l'andatura precedente. E' un ottimo metodo per migliorare fiato e muscolo cardiaco, ma serve una solida base di resistenza sotto.

    L'andatura per le lunghe distanze (a parte i periodi di "sovrallenamento" in cui si carica di più) dovrebbe essere tale in modo che riusciate a parlare (provate a canticchiare la canzone che state ascoltando) senza troppa fatica. Significa che non siete in debito d'ossigeno (=quando riuscite a correre respirando solo col naso) o lo siete appena. Se vi accorgete di boccheggiare a mò di pesce, state tenendo un ritmo troppo elevato (a parte, ovviamente, per allunghi e sovrallenamento).

    Gli indici dei miglioramenti sono diversi: si suda meno (a parità di ritmo e di temperatura ovviamente), si respira tranquillamente (quindi non si va in debito), ci si stanca di meno (ed i muscoli producono meno acido lattico) e (sopattutto per la corsa ed il ciclismo) i battiti cardiaci diminuiscono, segno che il cuore (anche lui è un muscolo) è più allenato e con una "pompata" butta più sangue.
    Di siti che spiegano come si usa il cardiofrequenzimetro (=quello che misura i battiti cardiaci) per allenamenti "seri" è pieno (basta che si fa una ricerca con google), ma lo si può usare anche se non si è in grado di tenere un ritmo costante (a seconda dei battiti che aumentano o diminusicono rispetto alla velocità che vuoi tenere, aumenti o diminuisci il ritmo), o anche per sapere quanti sono i tuoi battiti cardiaci a riposo, sotto sforzo e in recupero (cioè l'esame che fa il medico dello sport per il certificato agonistico).

    Tanto per dare un'idea, i battiti cardiaci a riposo di norma vanno dai 60 ai 90: sotto sei brachicardico, sopra tachicardico. Possono dipendere anche da malattie congenite (appunto brachicardia o tachicardia) ma sono comunque un buon indice per valutare l'allenamento. I ciclisti (Pantani & co) arrivavano anche a 40 battiti a riposo....
    Inoltre ci sono diversi test in cui è necessario avere il cardiofrequenzimetro (al decathlon lo si trova attorno ai 30€), che indicano il livello di preparazione o i limiti aerobici/anaerobici.


    Qualche Consiglio

    La corsa di resistenza è uno sport MOLTO, MOLTO psicologico. Come ho scritto sopra, un lettore mp3 aiuta molto, fa sentire molto meno la fatica (meno ci pensi, meglio vai). Inoltre un percorso vario è consigliabile rispetto a uno corto da ripetere magari 4-5 volte, sempre per il motivo che il cervello si "distrae" dalla fatica più facilmente. Per questo sconsiglio la pista da atletica: il meglio sarebbe avere un percorso da fare al massimo 2 volte: andata e ritorno, o meglio ancora un anello in modo da tornare al punto di partenza senza passare di nuovo per l'andata (cioè evitare il giro di boa). Variazioni, come anche solo fare lo stesso percorso ma al contrario, sono sempre "cosa buona e giusta".

    Sconsiglio anche il tapis roulant, che oltre alla monotonia del percorso (ammesso che non abbiate una tv da guardare o qualcosa del genere) ha 2 dettagli MOLTO diversi da un percorso su strada:
    1-Il fatto che è il tappeto che "vi tira" al contrario della strada in cui siete voi che "andate avanti"
    2-La strada non ha un sistema di ammortizzazione oltre alle vostre scarpe (a proposito, preferite percorsi in terra o sabbia, al cemento), mentre il tapis roulant ha molle che ammortizzano ogni passo.

    In pratica, se vi abituerete al tappeto, poi vi troverete male sulla strada.

    Un altro consiglio per allenarvi al meglio, è di correre con qualcuno con delle capacità come le vostre O SUPERIORI.


    Alimentazione

    Se non avete pretese agonistiche, va benissimo una alimentazione normale. Cercate di mangiare un pò di tutto.
    Evitate come la peste le diete IPOcaloriche, ossia quelle fatte apposta per perdere peso. Se volete allenarvi per migliorare le prestazioni nella corsa, DOVETE assumere calorie. Non si può pretendere di far andare una macchina che non ha la benzina, no?

    Altra cosa.... sfatiamo i classici luoghi comuni.... di gente che magari deve fare selezioni ed è a limite col peso (nel senso che pesa poco), e allora non va a correre perchè ha paura di dimagrire... tipo
    "vai a correre per strada...è molto meglio .......e cmq se nn sbaglio tu hai problemi d peso...quindi nn correre proprioooo.."

    Detto in 3 parole: E' UNA CAZZATA.

    Tanto per darvi un'idea di quanto bruciate nella corsa (ovviamente è a titolo informativo, le calorie consumate dipendono da una miriade di fattori: peso, vento, pendenza, ecc).


    in 1 ora le calorie perse sono le seguenti (per persona di 70kg)

    Camminare 5,5 km/h 134
    Camminare: 6,5 km/h 151
    Corsa 8 km/h (7+min/km) 269
    Corsa 10 km/h (6min/km) 357
    Corsa 12 km/h (5min/km) 420 (questa è l'andatura 5min/Km)
    Corsa 14 km/h (4,3min/km) 487
    Corsa 16 km/h (3,8min/km)554

    In pratica correndo un ora a 5min/km facendosi 12km consumate le calorie di 2 pacchettini di creker... Oltretutto gli allenamenti medi (di chi non è abituato a fare sport) sono pure più leggeri di quelli in tabella, quindi si brucia ancora di meno.

    Se arrivate a casa dopo corsa e vi pesate e vi accorgete che pesate di meno (da alcuni etti a 1kg e passa d'estate), il 99,9% di quel peso in meno è tutta l'acqua che si perde con la sudorazione.

    Come Entrare nella Brigata Paracadutisti
    Ci sono due vie per essere effettivi:
    1)Da VFP1: la destinazione alla fine del RAV è casuale, e può succedere di capitare in Brigata. Si ottiene il brevetto senza fare la Specializzazione dell'Incarico e il Corso AIC.... cioè si fa direttamente il Corso Palestra.
    Il lato negativo è che non vengono dati incarichi operativi (a parte Aviorifornitore, a Pisa) quindi si va avanti a uffici e servizi. Oltretutto da VFP4 spesso non si ha il cambio incarico con uno più operativo, quindi si rischia di "fare la muffa" a vita (ovviamente ammesso concorsi e trasferimenti vari).
    [EDIT: mi hanno fatto sapere che da un pò i VFP1 NON vengono più brevettati.... quindi o vfp4 o ufficio]

    2)Da VFP4: nella domanda si barra la scelta "Aviotruppe" (o Paracadutisti). Si ha la certezza di essere chiamati ad iniziare l'iter addestrativo,causa scarsità di personale. L'iter addestrativo è diviso in 3 sezioni principali (ovviamente vinto il concorso vfp4):

    (Visite): semplicemente delle visite generiche (molto leggere) che si fanno a Pisa, e il salto decisionale dalla torre di 26m: un salto con l'imbragatura semplicemente per valutare il coraggio del singolo. Se si rinuncia, si rinuncia ai paracadutisti e non si hanno altre possibilità. Tra l'altro spesso si viene trasferiti agli Alpini (sempre per la scarsità di personale).

    A - Specializzazione nell'Incarico: si viene mandati a una scuola a seconda dell'incarico assegnato (l'incarico viene dato assieme alla lettera in cui è scritta la data di presentazione a Pisa per l'inizio dell'iter): ad esempio i Guastatori vengono mandati alla Scuola del Genio a Roma, i Fucilieri a Cesano, ecc. La durata varia a seconda del corso (es. 3 mesi per i guastatori)

    B - Corso di Addestramento Individuale al Combattimento (AIC) che si svolge a Livorno: un corso che da l'addestramento base riguardo a navigazione terrestre, pattuglie, topografia, armi e tiro, nbc.... E' un corso relativamente pesante, fatto anche per far rinunciare chi non ha i giusti requisiti. Diciamo che la botta che si fa lì da un'idea delle vere pattuglie. Si passano anche 2,3 notti fuori nei boschi, riposo ridotto al minimo, sempre zaino in spalla ed altre cose che puntano a far "tirar fuori le palle" del singolo. Non è raro vedere gente svenire durante le marce... Dura circa 3 mesi, ma la durata ultimamente varia da corso a corso....

    C - Corso Palestra a Pisa: dove insegnano tutto quello che devi sapere per lanciarti, e alla fine i 5 lanci di brevetto (2 senza carico,"sportivi" e 3 con carico, cioè lo zaino). C'è un test scritto da superare, e delle prove fisiche ( vedi più sotto ) prima di essere ammessi al lancio. Si fa molta attività fisica al CAPAR quindi generalmente non sono molte le persone che falliscono le prove. Si ha una seconda possibilità,se si scazza pure quella si ha il trasferimento fuori dai paracadutisti. Ovviamente poi l'istruttore decide se si ha raggiunto una preparazione tecnica eccellente per lanciarsi in sicurezza. La durata dipende dalle condimeteo per i lanci.... in genere un paio di mesi.

    Tra l'altro con l'Indennità di Aviolancio si guadagnano (per un militare di truppa) circa 100€ lordi (più o meno 70-80€ netti) in busta paga.

    Prove di ammissione nel corso palestra ( un ringraziamento a gianluka80 ). I valori tra parentesi si riferiscono al miglior punteggio ottenibile dall'esercizio, quelli fuori al minimo.

    10 (20) flessioni con lo schiaffo mani e piedi
    5 (15) trazioni
    10 (20) addominali
    5 (15) parallele
    6'30'' (5'30'') corsa 1500
    mt 1,20 (+ 1,50) salto in alto

    Le valutazioni verteranno inoltre su: salto sul telo mt. 5, plinto, muro, fune mt. 9, corsa 5000 mt in max 25', oltre che per ottenere l'idoneità si valuterà l'esecuzione della torre, capovolte, comportamento in discesa, falsa carlinga, vestizione del paracadute e test scritto.

    Riguardo alle prove di ammissione faccio notare che, come scritto, ogni esercizio darà un punteggio. Il punteggio finale che decreterà l'inizio del corso oppure no si ha DALLA MEDIA di tutti i voti. Ad esempio se sono eccellente nelle trazioni (15) ma faccio meno flessioni di quelle richieste per la sufficienza (diciamo 8 mentre il minimo sarebbe 10), l'ottimo punteggio ottenuto nelle trazioni compensa l'insufficienza delle flessioni, quindi la media è comunque sopra la sufficienza.

    Foto:
    il Plinto (una cavallina più alta)
    Il Muro del Pianto
    Uscita dalla Torre


    Iter per i Marescialli assegnati alla Brigata: ( sempre grazie a gianluka80 )
    durante 1° anno (in genere aprile) preselezioni a Viterbo effettuate da personale della Folgore
    - luglio 1° anno corso palestra con abilitazione al lancio (3 lanci sportivi)
    - 2° anno a novembre/dicembre assegnazione specializzazione (fortuita a volte ci sono + domande che offerte a volte il contrario) o si prende fanteria paracadutista ( e si è assegnati direttamente alla Folgore) oppure genio (ma si deve sperare che la destinazione dopo sia Legnago) e così anche per trasmissioni, ecc.
    - una volta finito il 3° anno e assegnata la destinazione, una volta arrivati a reparto si fa per prima cosa ricondizionamento di circa 5-6 gg. con lanci militari con zaino e arma, e poi Aic quando ne da la disponibilità la Brigata, anche se quest'ultimo iter può subire variazioni a seconda di come decide il reparto


    A proposito dell'AIC...
    Qualche consiglio riguardo a quello che dovreste avere per affrontare il corso AIC per entrare in brigata (foto, prezzi e luoghi d'acquisto compresi). Tra l'altro molte cose sto continuando ad usarle anche nelle pattuglie attuali.

    -Anfibi: al corso accettano o i Matterhorn o i Naia Brutalis. Io ho usato i secondi senza troppi problemi, ma con un paio di accorgimenti:
    1)le solette in gel blu Spenco che si comprano alla Foot Locker a 15€, di tutte quelle che ho provato in assoluto le migliori.
    2)grasso, grasso e ancora grasso x calzature. Io ne ho preso una confezione piccolina (mi pare 5-6€ dal Mercatino a Livorno) con una spazzola. Il grasso è INDISPENSABILE per impermeabilizzare decentemente la pelle (e vi assicuro ne avrete bisogno) e per ammorbidirla. A parte quando eravamo fuori in continuativa, lo mettevo praticamente ogni giorno. Ovviamente prima una pulita per togliere i chili di fango-terra. Non state a fare i fighetti con la cromatina... anche se dopo la continuativa vogliono gli stivaletti puliti, non c'è bisogno che siano lucidi a specchio (e il grasso una volta asciutto è opaco da far paura).

    Foto Matterhorn -> foto
    Foto Anfibi Naia -> foto
    Foto Solette Spenco in Gel -> foto

    -Calzature: ho avuto vesciche solo la prima settimana, poi mi son comprato le calze tecniche della Decathlon, e vi assicuro che valgono tutto quello che costano, se non di più:
    1)a contatto con il piede: Diosaz Raid 500, 2 paia 15€ da Decathlon. Potete prendere anche una taglia più piccola della vostra, tanto sono elasticissimi.
    2)seconda calza più imbottina da tenere sopra la prima: Forclaz 100, 2 paia 11€ sempre da Decathlon.

    Foto Diosaz Raid 500 -> foto
    Foto Forclaz 100 -> foto

    -Mutande: io consiglio i boxer, aiutano parecchio a ridurre lo strusciamento all'interno coscia.

    -Pantaloni: probabilmente vi daranno 2-3 mimetiche complete a perdere stile paracadutista modello vecchio. Io le ho trovate ottime per il corso: essendo sintetiche si asciugano in fretta, si sporcano meno e sono più robuste. I pantaloni poi hanno tasche abbondanti tipo mimetica vegetata (che al corso NON SI PUO' USARE). Sotto i pantaloni cmq consiglio 3 cose:
    1)ginocchiere in gomma interne da pallavolista. Io avevo le Kipsta V300 bianche (decathlon), mi pare che un paio costi sui 10€. Occhio a non prenderle troppo strette... all'inizio non si sentono ma poi SEGANO la gamba. MA comunque quando farete SAST, o stare in ginocchio a terra (e lo farete spesso vi avviso) bestemmierete non poco se nn le avete portate (e quello è il meno... gli sbranchi sulle ginocchia saranno innumerevoli senza...). Io uscita continuativa o no me le mettevo comunque. PS: teoricamente non dovreste tenerle... occhio a non farle vedere agli istruttori....

    2)pantaloncini Kalenji Deefuz 1000 misto da corsa neri (decathlon),il modello più corto a mezza coscia (il modello più lungo dà fastidio con le ginocchere): praticamente azzera gli attriti delle gambe, e comunque rimangono comodi sempre. Costano pure poco: 7€.


    3)cintura: non usate quella della drop col patacco in metallo in mezzo, è scomoda da paura quando ci si stende e punta... quella "operativa" che da l'esercito non è male ma per aprirla e chiuderla ci vogliono 20 minuti (e x pisciare di tempo ne avrete poco). Le migliori sono quelle a strappo (col velcro) tipo quella della foto, rimediata al mercatino di livorno sui 5€ della Vega Holsters (roba buona).

    Foto Ginocchiere Kipsta V300 -> foto
    Foto Pantaloncini da corsa Kalenji Deefuz 1000 -> foto
    Foto Cintura con Velcro -> foto

    -Giacca: a parte la mimetica da parà vecchio stampo che vi daranno, a contatto col corpo mettetevi la maglietta da running della decathlon: Kalenji Boston Misto verde a maniche corte 7€. E' una cosa a dir poco SPETTACOLARE: dopo ore di marcia mimetica e maglietta saranno bagnatissime dal sudore ma.... magia.... una volta tolta addosso sarete praticamente asciutti, e quando dovete cambiarvi al freddo col vento e la pioggia è un vantaggio non da poco.

    PS: se vi servono magliette verdi, sempre alla decathlon vendono quelle bianche in cotone 100% a 2€ l'una: ne prendere 5-6, una confezione di Coloreria Italiana verde militare e ne avrete meglio di prima... perlomeno il collo non si allarga fino alle spalle come quelle naia.

    Foto Maglietta da corsa Kalenji -> foto

    -Collo/Testa: per il collo reputo VITALE il collare in pile... comodissimo e si può tenere come si pare: a mò di sciarpa oppure tirato su sopra le orecchie dietro e sopra il naso davanti. Anche se sudate, se tira vento o è freddo tenetelo se non volete una bronchite... Trovato a 5€ al mercatino di Livorno.

    In testa avrete h24 l'elmetto, ma nei momenti in cui vi fermate oppure vi chiedono di togliere l'elmetto e mettere il copricapo in lana/pile io avevo la bustina e mi son trovato bene. Pure questa sui 5€ al mercatino di Livorno. PS: in pattuglia per i fatti vostri da fermo io usavo la bustina e sopra, allentando i tiranti, l'elmetto (altra cosa che gli istruttori xò non vogliono vedere): terrà più caldo e in più vi rimane comoda perchè potete appoggiare la testa ovunque senza che punte vi si infilino nelle tempie. Tanto all'elmetto vi abituerete presto... io alla fine lo trovavo quasi comodo.Col freddo se avete collare e bustina, sistemati bene, fanno praticamente da passamontagna lasciando scoperti solo gli occhi. Se poi potete dormire (tipo sui mezzi in attesa di arrivare) io mi coprivo pure quelli.

    Foto Collare in Pile -> foto
    Foto Bustina in Pile -> foto

    -Mani: indispensabili guanti in pile o in lana quando state fermi. Avere le mani gelate vuol dire sentire poi freddo in tutto il corpo.Oltre a quelli ve ne daranno un paio da lavoro che userete qualche volta, ma vi conviene prenderne almeno un terzo paio, robusti e sottili da tenere mentre zavorrate. Io inciampando sono finito con la mano destra (quella pure che dovrebbe tenere il fucile) in appoggio sulle spine di una pianta grassa... vi lascio immaginare le bestemmmie.... e i 30 minuti che mi son serviti x togliere le spine. Qui le strade si dividono: ci sono quelli in neoprene e pelle leggera che sono caldi e discretamente impermeabili ma fanno molto presto a sbrancarsi, oppure ad esempio i Vega in pelle scamosciata sintetica sul palmo e tessuto sul dorso, robusti, comodissimi ma col freddo aiutano poco. COmunque rimarrete in movimento e vi scalderete, quindi vi consiglio i secondi. Al mercatino a Livorno li trovate sui 15-20€ mentre quelli in pile belli caldi sui 7€.
    Ci sono anche quelli lunghi fino a metà avambraccio verdi in Kevlar (quindi estremamente robusti) con palmo e coprinocche in pelle. Leggeri per quanto riguarda il tener caldo, ma ottimi in pattuglia. Tra l'altro sono quelli che uso attualmente. Tra i 3 tipi elencati, sono sicuramente i migliori, ma costano circa 30€ (Parà Center a Livorno).

    Foto Guanti in Kevlar -> foto
    Foto Guanti Vega Scamosciati -> foto

    -Giacca in Simpatex/Goretex: In due parole: se non ce la avete (a me a reparto non me l'hanno data e mi hanno ritirato pure la cerata) compratela. Io a san marino l'ho rimediata seminuova perfetta sui 60€ (quelle in goretex originali passano i 200€). Non avete idea quanto vi servirà una giacca impermeabile, traspirante, calda, antivento e con grossi tasconi. QUando sarete sui mezzi o fermi allo stazionamento lo capirete al volo.... Il collo alto poi si può tirare su sopra il naso e abbassando la visiera praticamente riesce a coprire tutta la faccia.

    -Altri accessori: Coltello vincolato alla cintura. Prendetelo buonino.... lo userete spesso. Il mio era il FOX Predator II Folding: pieghevole e la lama ha l'acciaio che c'è negli Extrema Ratio, indistruttibile. E vincolatelo BENE... se lo perdete poi bestemmiate in turco.
    Torcia. Prendete una MagLite, io vi consiglio quella con 2 stilo (Mini MagLite AA). Costa 20€ (mercatino livorno), ma è robusta, impermeabile, fa un'ottima luce di profondità con flusso regolabile e ha una lampadina di ricambio nel tappo. In una parola: eterna. Dopo le cadute, le botte, l'acqua, il sudore, lo sporco, il fango che ha preso, a parte cambiare qualche lampadina (ora tra l'altro ce ne ho messa una a LED) ancora funziona perfettamente. E vi assicuro che di notte se prendete una torcia economica e poi non funziona più.... eh son cazzi!!
    Orologio/Bussola: se non avete già un orologio da trekking (tipo la serie Pro Trek della Casio o i Suunto) con la bussola, prendete una bussolina da metterci nel cinturino, costa un paio di euro al mercatino di livorno. Io come orologio uso il Pro Trek PRG-70 con bussola e altimetro, cose che mi hanno aiutato parecchio durante la navigazione. Una volta regolato l'altimetro nei punti con altimetria nota, scazza di pochissimo ed è utilissimo x vedere se si è sulla posta giusta assieme alla bussola che tra l'altro indica i gradi (utile quando farete navigazione con coordinate polari).


    Foto Coltello FOX Predator II Folding -> foto
    Foto Torcia Mini Maglite AA -> foto
    Foto Bussola da Cinturino -> foto
    Foto Casio Pro Trek PRG70 -> foto


    Equipaggiamento: Anfibi


    Visto parecchia curiosita' che suscita l'argomento calzature, giustamente poi, visto che i piedi sono una delle cose piu' importanti di un militare, come lo possono essere le ruote per un'auto, scrivo questo trafiletto con alcune considerazioni PERSONALI riguardo a vari modelli di anfibio che ho provato, per darvi un'idea su dove indirizzarsi se mai voleste comprare qualcosa di "serio", anche solo per una scampagnata nei boschi con gli amici.

    The Basics...
    Gli anfibi sono una delle cose a cui prestare piu' attenzione in assoluto riguardo alla "vestizione" militare. Poco in caserma, VITALE in pattuglia. Avere ad esempio delle vesciche non solo da' fastidio al proprietario, ma rallenta tutto il team e comunque ne abbassa la capacita'. Se si ha un budget limitato, meglio aspettare.
    Sono anche una cosa molto personale, per alcuni un modello possono essere come delle pantofole, per altri inutilizzabili. Sconsiglio di comprarli su internet, se prima non si hanno almeno provati almeno una volta. Spesso il "numero" di una calzatura e' relativo (io vario dal 43 emmezzo al 45 a seconda se sono anfibi, scarpe da ginnastica, o anche solo tra un anfibio e un'altro di altra marca). Va anche considerato il calzino che si andra' a indossare: se sono giusti usando quelli leggeri in cotone significa che vi staranno stretti usando quelli piu' grossi, e viceversa. Spesso si provano usando le calze delle proprie scarpe da ginnastica e poi rimangono stretti con i calzettoni invernali....

    Altra cosa: sembra una cazzata, ma in pattuglia gli anfibi VANNO ALLACCIATI FINO IN CIMA (in caserma si puo' anche evitare se vi e' permesso) e stretti dalla punta al "sopra": e' l'allacciatura completa che vi salva il piede o la caviglia da una storta o peggio (pensate che quando andate giu' male col piede, nel momento che avete solo quello a terra, scaricate sulla caviglia in modo errato in genere piu' di 100-120Kg considerando equipaggiamento e peso corporeo.... romperseli e' veramente UN ATTIMO) ed e' il fatto che il piede NON deve ballare al suo interno la cosa che al 90% vi evita le vesciche. Ho sfruttato piu' di una volta la robustezza di un paio di stivaletti ben allacciati, andando male su un sasso e cavandomela solo con qualche leggero dolorino. Se nonostante siano ben allacciati (che non vuol dire che dovrete avere un laccio emostatico sul polpaccio, sia chiaro) il piede tende a ballare dentro, anche di poco, vi conviene usare una doppia calza: una elastica e leggerissima che vi rimanga bene a contatto col piede (ad esempio quelle studiate per il running), e una piu' grossa esterna. Ricordate anche che TUTTI gli stivaletti hanno un periodo di "rodaggio" prima che siano al top: si adattano alla forma del piede, si ammorbidiscono, tenetelo presente prima di dire "ho speso 200e per sti anfibi che nonostante tutto sono scomodi/fanno venire le vesciche"... Mi e' capitato coi Matterhorn, ma tempo 2-3 uscite sono diventati delle pantofole. Cercate di tenerli ai piedi il piu' possibile se sono nuovi e avete bisogno di usarli a breve, camminateci anche in casa per dire.

    Manutenzione

    Altra cosa IMPORTANTISSIMA su una calzatura tecnica: la manutenzione.
    Pulire sempre la sporcizia attorno all'anfibio anche togliendo i lacci con una spazzola di plastica tenendoli sotto l'acqua, soprattutto se e' fango o peggio ancora acqua salata o sabbia. Le zone da controllare sono anche sotto i tiranti dei lacci (c'e sempre una marea di roba che si infila li') e generalmente tutte le cuciture non devono avere tracce di fango o sporcizia. Se vi capita che vi entri acqua salata anche dentro, risciaquateli anche li' con acqua calda-tiepida molto abbondantemente in modo da togliere tutto il sale, cosa particolarmente importante se sono in goretex.

    NON fateli asciugare vicino a termosifoni o a fonti di calore: rovinano le fibre, sciolgono la colla (se la suola e' termosaldata), stringono la gomma e possono perdere anche un paio di numeri.... visto di persona da uno che li ha lasciati asciugare davanti al camino... vanno tenuti a temperatura ambiente, togliendo anche la suola all'interno.

    Se sono in pelle e' particolarmente importante che siano BEN asciutti, visto che poi li dovrete trattare con una crema apposita (sono perfetti i tubetti della Crispi): mantengono la pelle morbida, nutrita e idrorepellente (continua comunque ad essere traspirante). Assolutamente vietati su stivali tecnici cromatina, autolucidanti e schifezze del genere. Evitate anche il grasso brutalis: e' vero che ammorbidisce e impermeabilizza, ma vi troverete con un paio di stivali in plastica visto che tappa i pori della pelle. Mettetene un po' in giro per la calzatura (piano piano avrete l'occhio per la quantita' necessaria)e spargetela con un panno, soprattutto nelle zone delle cuciture (ricordiamoci sempre anche la zona sotto i buchi per i lacci). Ho detto SPARGERE, non LUCIDARE. Non dovete strisciare finche' diventano lucidi come si fa con la cromatina, ma solo spargerla in tutta la calzatura cercando di non lasciare residui o tacconi, quindi lasciateli riposare per una giornata fino a che la crema non viene assorbita. Spesso su quelli nuovi servono anche 3-4 giorni per farla assorbire del tutto, ma potete comunque usarli.

    Per gli scarponi in cordura, una volta asciugati, potete darci con uno spray idrorepellente (pure quello uso il Crispi), ma e' un extra, l'importante e' toglerci la sporcizia.

    Materiali
    Generalmente si trovano in pelle o in cordura, sono due soluzioni diverse entrambe ottime, ma che hanno i suoi pro e contro.

    La PELLE e' indicata su anfibi che userete prevalentemente in ambienti umidi e freddi: e' molto piu' facile da tenere pulita rispetto alla cordura, basta una passata, tiene piu' caldo e aumenta l'impermeabilita' della scarpa, ma va tenuta ben manutenzionata. Dall'altra parte pero' e' meno traspirante (quindi e' sconsigliata d'estate), inoltre un anfibio in pelle pesa di piu' ed e' piu' costoso. NB: La pelle BUONA e' morbida anche con un anfibio nuovo nuovo (vedi Matterhorn o Meindl).

    La CORDURA (vale anche per gli scamosciati) e' piu' traspirante, piu' leggera, piu' comoda, consigliatissima per i periodi caldi, ma l'impermeabilita' dura meno nel tempo visto che dipende soltanto dalla membrana interna in Goretex, che per ottimo che sia, non e' eterno. Un paio di Crispi del genere hanno retto un anno e mezzo, facendo zavorrate, pattuglie di km su km nei boschi e nel fango, prima che iniziasse a entrare l'acqua.

    In sintesi se non avete intenzione di comprare anche un anfibio dedicato ai climi freddi/umidi, uno scarpone in cordura e' la migliore scelta.

    Altri materiali che fanno parte dell'anfibio:

    GORETEX: semplicemente vitale, un anfibio che ho intenzione di usare in pattuglia che non abbia la membrana in goretex non lo prendo nemmeno in considerazione. Potete stare coi piedi immersi in acqua per 2 ore e rimanete asciutti, e questo vale anche con l'acqua un cm sotto dell' "apertura" della calzatura (coi Matterhorn ho lavorato senza problemi in un fiume con 20cm d'acqua). Indubbiamente riduce la traspirabilita', ma meglio quello che bagnarsi l'interno della calzatura passando su una pozza o attraversando un fiumiciattolo. Avere piedi bagnati vuol dire freddo, vesciche al 100% e alla lunga (e al peggio) andare incontro ai cosiddetti "piedi da trincea", con la pelle che si stacca strisciandoci sopra un dito e che fanno un dolore atroce quando li farete asciugare (provato di persona). E' VITALE, INDISPENSABILE, OBBLIGATORIO che il piede rimanga ASCIUTTO. Non prendete scarpe con altre soluzioni impermeabili (Windtex, Cagatex o Sticazzitex), c'e un MONDO di differenza con l'originale (sia a livello di traspirabilita' che di impermeabilita', ridotte entrambe).

    THINSULATE: utile soprattutto col freddo, e' una fibra sintetica che aiuta a isolare la temperatura del piede rispetto all'esterno. La eviterei con temperature calde, tende a far sudare molto di piu', utilissima invece in inverno. Viene cucita alla scarpa in diverse grammature: piu' e' alta, piu' isola. Tenete presente comunque che non esiste materiale che vi eviti di avere le punte dei piedi congelate se state fermi troppo a lungo.

    VIBRAM: una gomma inventata in Italia all'inizio per le scarpe da alpinismo, ormai un must su praticamente tutti gli anfibi, italiani ed esteri. Una suola in vibram ha piu' tenuta e piu' durata rispetto alla gomma tradizionale. NB: ricordate che una suola cucita puo' essere sostituita senza problemi (es Matterhorn, o anfibi naja), mentre finire una suola termosaldata nel 95% dei casi significa che e' arrivata l'ora di cambiare anfibio, visto che sono pochissimi i posti dove possono sostituirle, e comunque non saranno mai incollate bene come le originali (es la maggior parte dei Crispi).

    ANFIBI "MATTERHORN"

    I Matterhorn, nome generalmente con i quali sono conosciuti, anche se in realtà è solo la marca, sono gli anfibi che vengono dati in dotazione all'esercito Americano. Ci sono diversi modelli, tutti simili, con differenze solo riguardo all'imbottitura (peso di Thinsulate), all'altezza e alla larghezza della pianta (in USA c'è la taglia anche di quella), anche se in Italia nel 90% dei casi si trova solo un modello, quello che potete vedere nelle foto.

    Sono stivaletti molto massicci, eccelsi per zone fangose e bagnate in generale, compresi letti di fiume, attraversabili tranquillamente fino a 20-25cm d'acqua rimanendo con i piedi asciutti. Ottimi anche per i climi freddi grazie all'imbottitura generosa di Thinsulate (200g) e comunque all'ottima pelle, morbida fin dal primo utilizzo.
    Hanno la punta in plastica rigida (ovviamente compresa tra la pelle e l'imbottitura), che consiglio di "formare" infilando palle di carta belle spinte sulla punta in modo che questa tenda a "curvare" verso l'alto e non verso le dita.
    La suola è cucita, quindi sostituibile, ovviamente in Vibram. Inoltre ha la particolarità di avere uno strato di gomma più morbida tra la soletta e la suola vera e propria, che aiuta ad ammortizzare ogni passo. Si nota bene nelle foto essendo di un colore diverso (tendente al grigio). Il carroarmato è il classico modello da fango/terra.
    L'anfibio è completamente in Goretex, garantendo traspirabilità ed impermeabilità. Praticamente tutto quello che potete mettere in uno scarpone di materiale tecnico, ce l'ha.
    Altra particolarità sono le solette interne DRYZ, ossia una gomma brevettata che assorbe il sudore mantenendo quindi i piedi asciutti, e lo fa evaporare una volta slacciati e tolti, morbide e veramente comodissime, vagamente simili alle Spenco in gel, ma molto più durevoli.
    Considerate che i miei hanno 3 anni di pattuglie sul groppone e sono ancora praticamente perfetti.
    Personalmente, dopo qualche km di adattamento ai piedi, sono comodi come delle pantofole.
    Faccio anche notare le cuciture fatte a mano.

    Occhio che sul mercato sono presenti diversi "tarocchi", generalmente meno costosi ma con una qualità minore. Gli originali si riconoscono dall'etichetta Matterhorn all'interno e alla stampigliatura "Made in USA" all'esterno.

    RIASSUMENDO
    Altezza: 29cm
    Laccetti: 145-150cm, passanti ad anello ed a "D" nella parte superiore, quindi adatti all'aviolancio
    Materiale: Pelle
    Suola: Vibram con inserto in gomma
    Interno: Goretex, Thinsulate 200g (versione "imbottitura rossa", quelli con "imbottitura bianca" ne hanno 100g), soletta in gomma Dryz

    PRO
    Eterni, se mantenuti bene (quindi pelle tenuta ingrassata e pulita appena possibile)
    Assolutamente impermeabili
    Morbidi, comodi e caldi
    Alti, quindi con ottima protezione per la caviglia
    Suole sostituibili e ammortizzate
    Praticamente ha tutti i materiali tecnici che potete mettere in un anfibio

    CONTRO
    Costosi, al momento si aggirano sui 200+ Euro
    Pesanti a causa delle dimensioni e del fatto che sono in pelle
    Sconsigliati in estate o con climi caldi, per la loro imbottitura
    Hanno bisogno di una buona "manutenzione"

    FOTO
    http://www.rangeroutfitters.com/15135b630.gif
    http://www.midwestboots.com/Matterho...ots-1950-L.jpg


    ANFIBI "CRISPI OASI GORE HTG"

    La Crispi, una delle migliori ditte italiane (io direi anche estere) di anfibi/scarponi da trekking è nel mercato da una infinità di tempo, quindi i loro prodotti sono tutti eccellenti, con un buon rapporto qualità prezzo.

    Tra le decine di modelli a disposizione, sono andato diretto su quello in oggetto, ossia gli Oasi Gore HTG neri, in quanto avendo già un eccellente stivaletto per il cosiddetto "tempo da paracadutista" (ossia tempo di merda, fango, acqua & co ), ho scelto un paio molto più orientati alle stagioni calde e ai climi più secchi, comunque rimanendo entro certi standard.

    Possiamo dire che sono scarponi all'opposto dei Matterhorn: leggerissimi, per la maggior parte in cordura anzichè in pelle in modo da garantire una migliore traspirazione (visto che col caldo ovviamente si suda di più), ma comunque sempre in goretex in modo che se capita di attraversare qualcosa più di una pozzanghera, i piedi rimangono sempre asciutti. Sono molto più bassi dei Matterhorn ma comunque alti il minimo per avere una buona fasciatura del piede per evitare storte. La suola è termosaldata, ovviamente in vibram. E' possibile sostituirla ormai dai calzolai più "specializzati" ma comunque bisogna ricordare che non sarà mai duratura come l'originale. Inoltre di solito una volta che la suola diventa liscia, si è anche alla fine della vita tecnica dell'anfibio. Essendo più leggero è anche più facile a rovinarsi. I miei sono stati sostituiti dopo 1 anno e mezzo di onorato servizio tra pattuglie e zavorrate principalmente perchè avevo notato leggere infiltrazioni d'acqua all'interno, segno che la membrana in goretex stava cedendo, oltre ovviamente alla suola che era diventata troppo piatta.
    L'unica pecca che ho riscontrato sono state le solette interne, piatte e troppo dure che mi causavano dolori alle dita, sostituite con un paio prese al decathlon con gli inserti in gomma. A proposito, evitate negli anfibi da pattuglia le solette in gel (tipo le Spenco consigliate per i naja), non traspirano.

    Per la pulizia, semplicemente vanno spazzolati per bene togliendo tutta la terra dalla cordura. Si può anche mettere uno spray impermeabilizzante (Crispi Imperwass) una volta BEN ASCIUTTI, ma è una cosa molto relativa... dura poco (come del resto tutti gli spray impermeabilizzanti sugli abiti)

    RIASSUMENTO
    Altezza: (da misurare)
    Laccetti: (da misurare)
    Materiale: Principalmente cordura
    Suola: Vibram
    Interno: Goretex

    PRO
    Non sono molto costosi, si aggirano attorno ai 150-160€
    Leggeri e comodi ma comunque impermeabili ed adatti alle pattuglie
    Facili e veloci da tener puliti
    Più "tuttofare" rispetto ai Matterhorn

    CONTRO
    Sconsigliati per i climi freddi
    Meno duraturi (ma si parla sempre di più di un anno di uso intenso)
    Solette generalmente da sostituire

    FOTO
    http://www.militaria.it/prodotti/P1120450.JPG
    la nuova versione

    Equipaggiamento: Lame, Coltelli e Multiuso (In collaborazione con Gargoyle)

    Per un militare in genere, ma soprattutto per quelli che vanno in un reparto operativo e che quindi passeranno diverso tempo fuori da aree urbane (esempio classico, macchia mediterranea), una buona lama non è un accessorio ma uno strumento indispensabile. Ci sono migliaia di tipi di coltelli, fatti dalle forme e con i materiali più diversi, ma come tutte le cose, ogniuno ha un uso più o meno specifico.

    Partiamo da un paio di presupposti: chi rimarrà operativo in brigata spenderà diversi soldi per l'equipaggiamento visto quello scadente (ammesso che lo diano) dell'amministrazione, e inoltre se dovete spendere dei soldi, fatelo per materiali di qualità. Le torce sono un esempio classico, una Maglite originale è praticamente eterna, a parte le lampadine che ovviamente hanno un tot di ore di funzionamento e che comunque, se non sono a led (e quindi praticamente eterne), ne hanno una di scorta pronto-uso nel tappo del vano batterie. Per i coltelli (e i multiuso in particolare) la regola è la stessa.
    Spendete di più per qualcosa di qualità (senza arrivare a eccessi) ma che duri e, soprattutto, non vi pianti in asso proprio nel momento in cui ne avrete bisogno (Legge di Murphy docet...).

    Con voi dovreste avere sempre (significa SEMPRE) ALMENO una lama multiuso, molto meglio se avete un piccolo ripieghevole (di dimensioni tali che non vi dia fastidio se lo tenete in tasca h24) ASSIEME ad un multiuso. E' MOLTO consigliabile tenere il ripieghevole per tutti i lavori di taglio con una buona affilatura (evitate di arrivare a quella "a rasoio", è meno duratura) mentre la lama del multiuso deve essere affilata in modo da essere praticamente un bisturi, e non dovrà essere MAI usata se non per necessità specifiche (ferite o qualsiasi altro lavoro in cui serva una grande precisione e taglio). Mi raccomando alla punta, che deve essere perfetta almeno nel multiuso. Nel ripieghevole con l'uso è normale che si rovini ma cercate di mantenerla sempre in buono stato.

    Ora mentre per il ripieghevole posso solo darvi una infarinatura riguardo a dimensioni, forma e materiale della lama visto che ne esistono poi una infinità di modelli, per il multiuso le categorie sono molto più ristrette.

    NOTA: EVITATE i lama fissa alla rambo lunghi mezzo metro. O ALMENO, fino a che non avete entrambi gli altri (lama pieghevole e multiuso). Un grosso coltello da lavoro è uno strumento molto utile in alcuni casi, ma comunque sicuramente secondario rispetto agli altri due. E se voleste proprio comprarne uno, studiate bene forma, acciaio e accessori (es. tranciafilo annesso) che vi serve. Esempio diretto: il coltello di rambo che si trova in parecchi negozio, non serve a un *****, grosso e con un acciaio troppo morbido
    da essere usato come "attrezzo da lavoro" (bushcraft).

    NOTA 2: una affilatura a rasoio NON significa trovarsi di fronte a un buon coltello, come invece comunemente si pensa.

    Torniamo ai multiuso: ci sono 3 marche principali: Victorinox (svizzera), Gerber e Leatherman (USA). Escluderei subito la prima, sono troppo delicati e inadatti a lavori "rough" (duri). Gerber e Leatherman sono ottimi, ma personalmente dopo averli avuti e provati entrambi, sono sempre più convinto che il top è la Leatherman, praticamente nessuna parte in plastica, un sistema diverso di fissaggio della pinza (a baionetta i Gerber ed a apertura classica a compasso i Leatherman) che la rende più robusta e difficile a rompersi per i secondi. Per i modelli vi rimando a dare un'occhiata al sito della Leatherman, i prezzi variano (in italia) da circa 60€ per il Wave classico a 250€ per il MUT, ultimo uscito. Per la scelta andate a "vostri gusti",ma considerando qualche tips: NON prendete quelli da portachiavi per ovvi motivi (es. il Micra), e fate in modo che abbiamo: lama liscia e lama seghettata (oppure 3/4 liscia e l'ultimo tratto seghettato), seghetto per legno, pinza con tranciacavi (anche se dovrebbero averlo tutti i modelli), il cacciavite con le punte sostituibili (i cosiddetti "bits"). Oltre a questo date un'occhiata al metallo delle lame (varia da modello a modello). Comodissimo anche il "bit kit", ossia due custodie ripiene di bits per un totale di più di 30 punte diverse, brugola, taglio, croce, torx. In Italia ho fatto fatica a trovarlo, nel caso (come nel caso del multiuso in sè) eBay aiuta a risparmiare tempo e soprattutto soldi.

    L'affilatura: a parte acciai estremamente duri (come gli Extrema Ratio, che però la fabbrica riaffila gratis), praticamente tutte le lame possono essere affilate a mano. Sconsiglo la classica pietra ammesso di non essere VERAMENTE esperti, ma comunque non porta i risultati di un affilatore dedicato. Uno di questi, è lo Spyderco. Con una spesa di circa 50€ avrete un affilatore facilissimo da usare che dà veramente risultati eccellenti anche per chi non ha MAI affilato una lama (esperienza personale). Altro punto positivo del prodotto, potete affilare praticamente qualunque cosa, dalle lame classiche a quelle seghettate, forbici, ami, punte e qualsiasi altra cosa debba bucare/tagliare. Assieme a lui trovate anche un manuale che spiega oggetto per oggetto il metodo di affilatura e un cd con video di questi procedimenti. Potete anche affilare gli acciai duri di cui parlavo in precedenza, a patto di prendere come accessorio le pietre diamantate.

    La manutenzione: tenete i multiuso sempre oliati nelle parti in movimento (soprattutto la parte "rotonda" della pinza), il classico WD40 (INDISPENSABILE anche nei kit di pulizia armi) è ottimo a tal scopo. Eccellente anche per togliere la ruggine che si dovesse formare senza dover usare materiali abrasivi (basta olio, una spugna, un pò di pazienza e occhio alle dita se pulite la lama). Se avreste la necessità di pulirlo da materiale organico (sangue, pelle e simili... chi lo ha mai usato per sistemare la carne di un animale sa di che parlo) basta lasciarlo ammollo 10-15 minuti in una soluzione attorno ai 2/3 d'acqua e 1/3 di varachina e poi (questo anche in caso di fango, acqua salata, sabbia, ecc) sciaquarlo abbondantemente sotto acqua corrente, asciugarlo subito (ad esempio con un panno e poi col phon da capelli) e oliarlo per bene. E' "normale" trovare qualche traccia di ruggine sulla maggior parte degli acciai se vi capita di tenerli bagnati per qualche giorno (il caso limite è stato tenerlo a bagno in acqua di mare praticamente una giornata) ma ovviamente sono da azzerare il prima possibile.
    Per gli altri coltelli (soprattutto i lama fissa) consiglio di tenere sempre un filo d'olio per armi su tutta la superficie metallica, per proteggerlo dall'umidità.

    Tecnica: Gli Acciai
    Per facilitare il discorso, anche se molti puristi delle lame non lo apprezzeranno, si possono dividere in due grandi categorie: acciai al carbonio e acciai inox (preciso che il discorso non è né completamente vero, né giusto, in quanto l’acciaio è una lega e come tale è formata da ferro, carbonio e altri componenti in varie percentuali, quindi alla fine anche gli inox hanno del carbonio ma in percentuale minore, e come si diceva prima, questo è giusto per semplificare).

    Le lame carboniose sono più flessibili e resistenti agli urti, alle flessioni e a sforzi meccanici vari, magari perdono il filo più velocemente ma è relativamente facile affilarli nuovamente. Tuttavia la presenza maggiore di particelle di carbonio si lega molto facilmente con l’ossigeno, quindi sono più soggetti alla ruggine, problema risolvibile svolgendo la normale manutenzione del coltello certo, ma restano poco indicati per ambienti salmastri o marittimi, qui il rischio che il metallo venga mangiato velocemente dalla ruggine è elevato.
    Alcuni esempi dei più diffusi e collaudati acciai al carbonio sono il tradizionalissimo 1095 (l’SK-5 è la stessa cosa ma prodotto in Giappone), l’A2 e i più esotici Shirogami 1 e l’Aogami.

    Le lame inossidabili o inox, sono un po’ più “rigide”, meno duttili e resistenti agli urti, ma sono relativamente immuni al fenomeno della ruggine, conservano maggiormente il filo e questa loro capacità di legarsi in modo molto più difficoltoso ad altri elementi, li rende adatti e più sicuri anche per preparare cibi e viveri.
    Fra gli acciai inox è giusto citare i comuni 420HC, 440C, AUS-8, lo scandinavo Sandvik 12C27, il 154-CM, l’N690 messo a punto dall’italiana Extrema Ratio, i laminati VG-10 San Mai III e il VG-10, e i pregiati CPM-S30V e ZDP 189. Merita una nota a parte l’acciaio D2; attualmente è da molti considerato il miglior compromesso fra prestazioni e caratteristiche di acciai al carbonio e inox, tanto da venir considerato un “semi-carbognoso”.

    Va inoltre ben specificato che l’acciaio è solo una delle componenti che caratterizzano la lama di un coltello, oltre a questo e alla forma e alle geometrie che vedremo dopo, va molto considerata anche la tempra. Un acciaio poco pregiato ma temprato a regola d’arte è comunque valido tanto, se non di più, di uno in un acciaio ben più rinomato ma temprato in modo approssimativo.

    Dalla tempra dipende anche il grado Rockwell, altro fattore estremamente importante quando si considerano le caratteristiche di un coltello. Il valore del grado Rockwell (HRC) indica la resistenza di un materiale qualunque, non solo l’acciaio, all’impatto (il valore più basso di questo grado è rappresentato dal talco e il più alto dal diamante). Parlando di leghe metalliche, gli acciai che hanno un HRC elevato, attorno al 58/62, sono robustissime, hanno delle elevatissime doti di taglio, conservano il filo per lunghissimi periodi (anche se quando ci sarà bisogno di riaffilarle saranno molto “dure”) ma sono anche fragili, per assurdo cadendo su di un sasso, si possono rompere.
    Una lama con grado HRC fra il 52 e il 57, è più duttile, resistente agli urti e a sollecitazioni varie, perderà prima il filo ma sarà anche più facile da riaffilare.

    Si potrebbe discutere all’infinito su quale sia l’acciaio “perfetto”. Ognuno può dire la sua e avrebbe ragione e torto assieme. Alcuni pensano che se a un coltello a si chiede solamente di tagliare più che bene, va benissimo un acciaio inox con un grado Rockwell medio/alto. Se invece il coltello deve svolgere lavori da campo, bushcraft e survival, meglio stare su acciai carbognosi con valori HRC medi.

    Tecnica: Elementi Aggiuntivi nelle Leghe di Acciaio
    Gli acciai sono leghe di ferro, carbonio e cromo, alle quali molto spesso, per migliorare ed aumentare l’inossidabilità, la durezza e la tenacità, vengono aggiunti altri elementi, in percentuali minori, quali vanadio, molibdeno, nickel, tungsteno. La migliore ripartizione, unione e fusione di questi elementi tra loro, permette di realizzare un acciaio di ottima qualità.
    Negli anni le case produttrici di coltelli hanno concepito, sperimentato e collaudato innumerevoli ricette per i loro acciai, aumentando o diminuendo le percentuali dei vari elementi che caratterizzano le leghe degli acciai. Qui di seguito si riportano gli elementi più comuni con i relativi vantaggi che apportano. In genere questi sono incisi direttamente sulla base della lama (es. N690Co)

    Carbonio (C): aumenta la durata del filo ed eleva l’elasticità della struttura, aumenta la durezza e incrementa la resistenza a fatica all’abrasione.

    Cromo (Cr): aumenta la durezza, l’elasticità e la tenacità, concorre alla resistenza a fatica e alla corrosione.

    Cobalto (Co): incrementa resistenza e durezza, permette di resistere alle alte temperature, moltiplica gli effetti di altri elementi della lega.

    Rame (Cu): aumenta la resistenza alla corrosione e alla fatica.

    Manganese (Mn): aumenta la capacità di elevare la durezza, disossida e degasa i metalli durante i trattamenti termici, in larghe quantità incrementa la durezza e diminuisce la fragilità.

    Molibdeno (Mo): incrementa la tenacità, capacità ad indurire e resistenza a fatica, aumenta la lavorabilità e la resistenza alla corrosione.

    Nickel (Ni): aumenta resistenza, durezza e resistenza alla corrosione.

    Fosforo (P): diminuisce la fragilità se in alte concentrazioni, aumenta la resistenza, lavorabilità e durezza.

    Silicio (Si): incrementa la duttilità, l’elasticità e desossida e degasa molti metalli.

    Zolfo (S): incrementa la lavorabilità quando usato in piccole quantità.

    Tungsteno (W): aumenta resistenza, durezza e tenacità.

    Vanadio (V): incrementa la resistenza agli urti e la durezza, inibisce la crescita granulare.

    Tecnica: La forma della Lama
    All’acciaio può essere data una particolare forma per dar vita alla lama e quindi al coltello.
    A seconda della forma datagli, il coltello si adatta a particolari utilizzi.
    Per semplificare il discorso, riconduciamo le svariati tipologie di lame esistenti a 4 categorie principali:

    Drop Point
    http://mlknives.com/blog/wp-content/...droppoints.jpg
    ha un solo filo più o meno ricurvo e l'altro bordo piatto per essere maneggiato anche con la mano o attrezzi improvvisati (sassi e legni).
    La curva permette di concentrare la forza in un piccolo punto, rendendo il taglio più semplice. In questo modo il coltello può tagliare, infilzare e affettare.
    La lama più semplice in assoluto, e forse proprio per questo, la più adattabile a qualsiasi esigenza. Ideale per i coltelli utility, survival, outdoor.

    Spear Point
    http://upload.wikimedia.org/wikipedi...nife_blade.jpg
    detta anche a “doppio filo” o “daga”, la lama taglia su entrambi i lati, con un grande punto di impatto, molto affilato.
    Questa forma era utilizzata in passato per coltelli da combattimento come pugnali, baionette e spade, in quanto poteva tagliare in entrambe le direzioni dei fendenti, e punta, in linea con il manico, garantiva il massimo potere di penetrazione.
    È una lama “specializzata”, esprime al meglio le sue potenzialità nel combattimento e nella soppressione, ma il doppio filo è scomodo e pericoloso nei lavori utility o da campo e la punta è troppo delicata.

    Clip Point
    http://www.expeditionexchange.com/ed...o003%20008.jpg
    nota anche come “ad uncino”, è come una lama normale ma con la punta uncinata verso l’alto, per renderla più fine e affilata.
    Il retro della lama può avere una falso filo (controfilo) che può essere anche affilato. La punta affilata è fatta esclusivamente per “prendere e sollevare” (tipo nelle azioni di scuoio) oppure per tagliare in posti difficili da raggiungere. Se la falsa lama è affilata la forza penetrante della punta è notevolmente aumentata, ma anche la sua fragilità.
    Un buon esempio di questa tipologia è il coltello Bowie con la punta uncinata.

    Stile Tanto
    http://getasword.com/1038-2112-large...2010-model.jpg
    è la versione moderna e revisionata del tradizionale coltello giapponese (tanto) che a sua volta si richiama alla spade lunghe (katana) e corte (wakizashi) giapponesi. A differenza delle lame dalle quali trae origine che erano leggermente curve e prive dello spigolo vivo, ma dotate di una curva che dalla lama portava alla punta, la lama è perfettamente dritta e la punta è una seconda lama, con un angolo di sezione, che va dai 60 agli 80 gradi.
    Questa particolare geometria offre diversi vantaggi: la punta è assolutamente massiccia e resistente, è molto facile da riaffilare su pietra, permette di utilizzare maggiormente la lama principale evitando di “consumare” la lama secondaria (quella che forma la punta) conservandola quindi, se si vuole, anche affilata a rasoio per quando serve. Di contro, la presenza della cuspide creata fra lama principale e lama della punta, può risultare scomoda per lavori di utility, questi coltelli sono infatti considerati più che altro degli ottimi ”fighter”.

    Equipaggiamento - Torce, Cose Che Fanno Luce

    Ho deciso di scrivere anche questa piccola "guida" notando la confusione che regna sovrana nella maggior parte delle persone per quanto riguarda l' "illuminare": da quelli che usano una surefire per leggere la cartina a quelli che pensano che nei boschi si debba usare la luce verde perchè si mimetizza meglio con l'ambiente (entrambi casi realmente accaduti).

    Come sempre partiamo dalla base.
    Anche se è sempre da preferire l'occhio umano come sistema di visione notturna, anche perchè le pattuglie non si fanno certo con le torce accese, indubbiamente i sistemi di illuminazione sono molto utili in alcuni casi. Ma come tutte le cose, ci sono differenze nei vari modelli, date a causa della differenza nell'uso di una specifica torcia rispetto a un'altra. Anche qui, non mi stancherò mai di ripeterlo, chi più spende meno spende (ma più che altro meno bestemmia): la qualità di una lampada da 20€ non è la stessa di una magari copiata e identica esteriormente ma che costa 5€. E, tanto per cambiare, la roba americana è la migliore.

    Iniziamo con una prima divisione, in base al loro utilizzo:
    1- Torce di uso generico
    2- Torce tattiche / a uso specialistico
    3- Luci di segnalazione

    1- Torce di uso generico
    Come dice il nome sono quelle torce che si usano per fare un pò di tutto: sono robuste, funzionano generalmente con batterie "commerciali" come stilo o ministilo, ricaricabili o no, hanno un cono di luce variabile a seconda dei modelli ma generalmente non molto luminoso o profondo (direi entro i 20, 30m), possono essere a incandescenza o, per la maggior parte soprattutto ultimamente, a led. Per fare un paio di esempi pratici, le Maglite o anche le torce frontali. Sono quelle che si usano per illuminare una cartina, per cercare dentro lo zaino, o pure per leggere un libro (torcia frontale). Insomma.... di uso generico.

    2- Torce tattiche / a uso specialistico
    Sono lampade di nicchia, più costose della media, robuste ma soprattutto con un cono di luce molto profondo (anche 100m e passa) e luminoso. Anche queste possono essere a incandescenza (Xenon) o a led, a stilo o con batterie al litio (per la maggior parte si usano le seconde). Sono quelle che si vedono messe sotto le armi da fuoco, ma vengono anche usate "a mano". La durata delle batterie è molto ridotta (max 60 minuti, ma alcune anche 20) ma bisogna considerare che di solito vengono accese per pochi secondi/minuti. Oltre a questo il bulbo luminiso ha una vita relativamente breve e sostituirlo costa come buona parte della torcia. Un esempio classico sono le Surefire.

    3- Luci di Segnalazione
    Possono essere di due tipi, chimiche o elettriche.
    Le prime, generalmente usa e getta, non sono torce ma tubi lunghi circa 15cm e 1cm di diametro (in gergo "lightstick", più o meno "bastoncino luminoso"). Si tengono dentro un sacchetto che le protegge dalla luce esterna, al momento dell'utilizzo si tolgono dall'involucro e si piegano spezzando un cilindretto interno e facendo venire in contatto due fluidi. Non sono tossici, casomai ci fossero perdite perchè avete incrinato anche il tubo esterno (anche se eviterei di berli...), non producono calore, sono abbastanza economiche e hanno durate anche di 12 ore. Ce ne sono di tutti i tipi: colorate, bianche, ad alta luminosità ed IR. Esempio sono le Cyalume.
    Per le elettriche ci si riferisce di solito alle luci strobo, o Strobe lights. Sono generalmente "scatoline" rettangolari con una luce da un lato simile ad un flash di una macchina fotografica; una volta accese non fanno luce fissa ma soltanto lampeggi, visibili a Km di distanza. Sono usati generalmente (SEMPRE in modalità IR) per segnalare la propria posizione. Una via di mezzo tra i due tipi sono le Kyrill, robuste e simili come forma e luminosità a Cyalumi ma con un funzionamento elettrico diverso dalle lampadine classiche che assicura una vita molto lunga. Vengono usate di rado (o almeno ne ho viste pochissime in giro) anche perchè alla fine ha l'uso dei Cyalumi ma questi vengono passati dall'amministrazione.

    Il Colore della Luce
    Ogni colore ha una specifica utilità, di solito poco conosciuta. Ricordo anche che ogni colore "assorbe" (non fa vedere) lo stesso colore dove lo state puntando. Questo è importante soprattutto nelle cartine a colori: ad esempio se la puntate con una luce verde, le zone boschive (verdi appunto) appariranno bianche; stessa cosa con il blu (fiumi e botri) e con minor effetto, per il rosso (il marrone dei monti).

    Luce Rossa: sicuramente la più utile in campo militare, disturba poco la visione notturna in quanto è un colore poco percepito dai nostri occhi.
    Luce Verde: disturba più della rossa la visione notturna, aumenta i contrasti ed è invisibile agli animali. Viene usato più spesso dai cacciatori, o dai militari che non capiscono l'inutilità di una luce verde per i nostri scopi.
    Luce Blu: anche questa utilizzata più spesso dai cacciatori, intensifica il contrasto del sangue, facendolo apparire completamente nero al contrario degli altri oggetti che saranno in diverse tonalità di grigio.

    Schema della sensibilità dell'occhio umano ai vari colori -> http://img.photobucket.com/albums/v5...itivitypng.jpg

    Luce IR (infrarossa): è una luce fuori dallo spettro visibile, utilizzata come fonte di illuminazione per i sistemi di visione notturna (appunto) infrarossi. Si può ottenere tramite apposite lampade/led oppure con un filtro IR posizionato davanti alla luce. Questo filtro blocca quasi completamente tutte le onde di luce visibile lasciando però piena potenza a quella IR. In pratica si può dire che visore notturno + surefire IR = occhio nudo + surefire non schermata, con il dettaglio non trascurabile che la fonte di luce è quasi invisibile. Col variare della qualità cambia la quantità sia della luce IR che quella visibile emessa: di solito non si ha un oscuramento totale, ma una leggerissima luminosità rossa del filtro, che aumenta con il calare della qualità di questo.

    Differenza tra Lumen e Candela

    Sono entrambe misure di luminosità, ma concettualmente diverse.
    In parole semplici il lumen (lm) è la quantità di luce mandata in tutte le direzioni (ad es. una candela dentro una sfera), la candela (cd) è quanto di questa luce si trova in un dato spazio, ossia la direzionalità della stessa. Ad esempio la candela al centro di prima manda 12lm a 360°, ma in un angolo di 1 steradiante (65°) misuriamo 1cd

    Meglio LED o Lampadina a Incandescenza?
    Ultimamente si è avuto un sorpasso incredibile dei LED rispetto alle lampadine ad incandescenza, soprattutto per le torce di uso generico. Il motivo è semplice: un led ha una vita quasi eterna, è praticamente impossibile da rompere o bruciare, a parità di luce consuma molto meno e ne dà in uscita molto più bianca. Inoltre nei modelli più "seri" un circuito elettronico riesce a far dare la stessa intensità luminosa al led sia a batteria piena che a quasi scarica, con un "crollo" alla scarica totale, al contrario delle lampadine normali che diminuiscono di luminosità a mano a mano che la batteria si scarica. Oltre a questo, nei modelli più costosi gli stessi circuiti elettronici riescono ad aumentare il voltaggio della batteria, facendo quindi torce funzionanti con una stilo che fanno luce come altre che necessitano di 2-3 batterie per la stessa luce (ovviamente a discapito della durata).
    D'altra parte nonostante lenti e parabole create ad hoc, anche nei migliori modelli, non si è ancora raggiunta una profondità luminosa pari a quelle lampadine di alto livello ad incandescenza (come le Xenon delle Surefire). Quindi per quanto i led possano essere la scelta nelle lampade ad uso generico, per le torce tattiche ancora si preferisce il bulbo a incandescenza. Inoltre i led hanno una luce bianca "pura" con emissioni IR vicine allo zero, quindi non possono essere usate con filtri infrarossi.

    Batterie: meglio le stilo/ministilo o quelle al litio (CR123 e simili)?
    Facendo un rapporto dimensioni/peso e potenza, le CR123 surclassano tranquillamente anche le migliori batterie stilo. Sono piccolissime, leggere, hanno una "shelf life" (ossia il tempo di immagazzinamento durante il quale si ha l'autoscarica) lunghissimo, fino a 10 anni, e soprattutto sono molto potenti. D'altra parte sono costose (dai 2 ai 5€ a batteria), non semplicissime da trovare e soprattutto NON ricaricabili. Ce ne sono di ricaricabili, ma per motivi elettronici che non sto a spiegare per non dilungarmi, non sono utilizzabili su torce ad alta potenza (torno di nuovo alle Surefire). Quindi possiamo dire che il miglior rapporto qualità prezzo si ha con batterie stilo/ministilo ricaricabili sulle torce di uso generico, ma bisogna passare alle CR123 sulle torce ad alta potenza (che tra l'altro sono rarissimi i modelli che non funzionano con queste batterie). Inoltre ammesso che non sia una lampada che usate molto spesso, sono sconsigliate le batterie ricaricabili, in quanto a causa dell'autoscarica vi si scaricheranno prima per quello piuttosto che per l'uso effettivo.

    Cosa e Quando
    Dopo tutta la "teoria", passiamo alla pratica di cosa dovreste avere dietro, e perchè, per essere al top durante le uscite.

    Torcia da tenere sempre appesa al collo: la miglior scelta è la Maglite solitaire. Minuscola, funzionante con una ministilo, ha una lampadina di riserva nel tappo (come tutte le Mag del resto). Fa una luce perfetta per l'uso classico di lettura della mappa, anche se dovete ricordarvi di tenerci la mano attorno in modo da farne vedere il meno possibile all'esterno. La luce NON VA FILTRATA O COLORATA per i motivi esposti sopra (problemi di lettura colori delle cartine). Attenzione se la tenete appesa al collo, è facile che il tappo si sviti e quando vi serve rimarrete un pò di merd. vedendo che al collo avrete appeso solo questo. Stringetelo a morte o meglio fategli un giro di nastro adesivo. Costo: circa 10€.

    Torcia uso generico da tenere sempre nel jacket: anche qua andiamo su Maglite, ma la versione con 2 stilo. Indistruttibile anche lei (la mia è la stessa ormai da 4 anni), non risente di umidità o pioggia (come non ne risente la solitaire). Su di lei però va applicato il filtro rosso, consiglio quello di casa Maglite originale. Potete prendere il modello di torcia che esce già a led (costa circa il doppio però) oppure prendere su eBay aftermarket il bulbo(lo fa la Terralux), spendete qualcosa di meno. Comodo anche il "tailswitch", ossia l'interruttore posteriore per accenderla. Costo: 20€ a incandescenza, circa 40€ a led, 10€ il kit che contiene i filtri.

    Cyalumi da tenere sempre nel jacket: almeno 2 classici da 12 ore (rosso e verde) e 1 IR

    EXTRA, ossia che potete comprare una volta che avete i modelli base.

    Torcia Tattica: il miglior rapporto qualità/prezzo si ha con la G2 Nitrolon della Surefire, 60 lumen e 2 batterie cr123. Personalmente ho la G3 (3 batterie per 120 lumen) e un filtro IR davanti, dentro il jacket e la G2 "liscia" piazzata sotto il fucile.

    Torcia da Elmetto: una specie di frontale che si aggancia a fianco all'elmetto. La fa la Surefire, funziona con una CR123. Ha 5 led che puntano anteriormente (3 bianchi ad alta luminosità e 2 rossi), si può scegliere se accendere i bianchi o i rossi e con 3 "potenze" diverse. Oltre a questo ha un led IR sul fianco che si può accendere a parte e ha la funzione di strobo (lampeggio IR). Veramente utilissima per le uscite notturne.

    Altre torce che ho / ho usato

    Petzl Frontale a led: è la classica torcia frontale, 5 led e 4 modalità di illuminazione (High, Med, Low e lampeggiante). Fa parecchia luce e non consuma molto. Di contro, funziona con 3 ministilo quindi se usate le ricaricabili dovete avere un caricabatterie ad uscite singole, e non ha un filtro o una modalità rossa. Costo: circa 20€

    Led Lenser:
    come la frontale non ha un uso "operativo" ma credo che sia la classica torcia da tenere in macchina o nel portachiavi definitiva. Funziona con una stilo e tramite i circuiti elettronici che avevo indicato precedentemente, fa un'ottima luce, è compattissima, la batteria dura parecchio, è Made in USA (come Maglite e Surefire, quindi ottima qualità) e anche lei ha O-Ring che proteggono i componenti interni dall'umidità. Costo: circa 30€

    Inova Microlight:
    la fanno in diversi colori, è piccolissima (ne ho una in ogni portachiavi), costa attorno ai 5€ e le batterie durano parecchio anche se spesso conviene cambiare la torcia più che le batterie (anche se su eBay si trovano a buon prezzo). Ha 3 modalità di funzionamento (Hi, Low e lampeggio). Di contro non è impermeabile e col sudore o l'umidità in generale l'elettronica va in "crash" e si accende/spegne in modo alquanto casuale.

    Foto

    Maglite Solitaire e Mini Maglite -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0783.jpg
    Come si tiene la Solitaire per leggere la mappa -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0784.jpg
    Surefire G2 e G3 -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0787.jpg
    Differenza di dimensioni tra Maglite e Surefire -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0788.jpg
    Surefire da elmetto -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0789.jpg
    Frontale e Led Lenser -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0792.jpg

    Equipaggiamento - Kit di Pulizia Armi
    Un'altra cosa da tenere a mente nelle compagnie operative, fucilieri in primis (ma poi ovviamente tutti quelli che hanno armi individuali) è che il proprio equipaggiamento va tenuto nelle migliori condizioni.
    La parte più importante del vostro equipaggiamento è l'arma.
    In armeria in genere danno qualcosa a livello di kit di pulizia..... qualche pezzetta, un pò d'olio e forse pure lo scovolino. Tutte cose che oltretutto dovrete restituire.
    Questo per dire che, tanto per cambiare, dovete pensarci voi, e avere i vostri kit personali di pulizia delle armi. Ci sono 2 "livelli" di kit, un pò come per i kit medici: uno piccolissimo che avrete SEMPRE dietro, nel combat jacket/gibernaggio/body armour e un'altro molto più abbondante, chiamiamolo "logistico", da tenere in stanza (o nel mezzo) per quando dovrete pulire le vostre armi a fondo "con comodo". Ovviamente i kit variano a seconda delle armi assegnate, ma la base è sempre la stessa.

    KIT DI 1° LIVELLO
    Deve essere il più compatto possibile, in modo di averlo SEMPRE dietro, con il MINIMO indispensabile per pulire un pò di tutto. Ovviamente dovrà essere usato, per quanto possibile, il kit di 2° livello.

    Passando alla pratica:
    -Una decina di pezzette
    -Brugola da 5mm (se utilizzate l'SCP)
    -Uno spazzolino da denti, segato in modo di averlo lungo 6-7cm, per grattare fango/sporcizia
    -Un pennellino largo 10-20mm, sempre segato per averlo lungo come lo spazzolino, per spolverare o togliere residui leggeri
    -Una boccettina d'olio (il migliore multiuso è quello naja, nelle bottiglie bianche, travasato in una boccettina di plastica vuota. Controllate che ci sia la scritta CLP nella bottiglia originale).
    Il tutto, sempre per contenere spazio e averlo impermeabilizzato, entro un paio di sacchietti cuki arrotolati su di loro.

    Un'ottima aggiunta è il kit multiarma della OTIS (circa 50€), comprendente scovolo flessibile in cavo d'acciaio, scovolini che vanno dal .22 al calibro 12, pezzette (ad hoc) ed olio. Il tutto in un'astuccio compatto vincolabile al kit di 2° livello (quando sto in caserma) o al gibernaggio (quando si esce).

    KIT DI 2° LIVELLO
    Deve essere quello con tutto, compresi materiali più specialistici, per pulire A FONDO almeno SCP e M92 (quindi 5.56 e 9mm). Come contenitore, consiglio quello che vendono alla Decathlon per il materiale da pesca: è una borsa a forma cubica (circa 30cm per lato) con dentro una serie di contenitori di plastica per le minuzie. Tenete la borsa e uno di quei contenitori, comodo per tenerci le cose piccole. Evitate valigette rigide, si rompono in fretta, sono scomode e lo spazio all'interno è meno sfruttabile. I
    materiali si trovano quasi tutti in ferramenta e armeria.

    Dentro dovreste avere:
    -Brugola da 5 (per l'scp)
    -Spazzola per le candele delle auto (tipo spazzolino ma con le setole metalliche), utile per grattare
    -1 maglietta di cotone (perfette quelle naja...), utilissima per asciugare o pulire grandi superfici senza rompervi con 2 mila pezzette
    -una serie di pennelli, diciamo 10,20mm per spolverare parti interne ed esterne dell'arma
    -un altro pennellino (10mm) da usare come "spargiolio": è molto più efficace inumidire il pennello di olio e poi passarlo sulle superfici piuttosto che mettere direttamente l'olio sull'arma o sulle pezzette e poi spargerlo. Questo va usato SOLO per oliare l'arma alla fine in modo da tenerlo il più pulito possibile. Ovviamente siccome sarà sempre unto, va tenuto dentro una busta di plastica
    -una serie di cacciaviti: 2 piccoli (1 a croce e 1 a taglio) e 1 belli grosso. I piccoli sono utili come cacciaspine o per strisciare le pezzette nelle parti strette, i grossi per strisciare la maglietta naja. Se ne volete un ad hoc, trovate un dremel e a uno cacciavite grande limategli la croce/il taglio in modo da averla rotonda e morbida, per bucare meno la maglietta quando lo usate.
    -uno spazzolino da denti
    -una spugna da carrozziere (quelle tipo carta vetrata), per grattare residui carboniosi o grumi di ruggine
    -spugna abrasiva (ad es. di quella per levigare il legno)
    PS: ANDATECI PIANO con i materiali abrasivi. Spesso sono indispensabili, ma grattate il meno possibile, soprattutto sulle parti brunite, visto che questa serve anche per evitare la formazione di ruggine
    -pezzette... non andate a risparmio
    -boccetta di olio CLP (lo stesso del kit di 1° livello, magari con la boccetta più grande però)
    -Kit di Pulizia 9mm (una scatola da 15€ che comprende scovolo rigido e teste per il 9mm)
    -Kit di Pulizia 5.56 americano (un astuccio come per il 9mm ma con la roba per il 5.56, circa 30€)
    PS: occhio agli scovoli rigidi, sono molto delicati nella parte della filettatura e si spaccano in tempo zero se non ci state attenti. Spingeteli dentro (SEMPRE da camera di cartuccia verso il rompifiamma) tenendoli poco dietro la camera, non direttamente sull'impugnatura
    -bomboletta di WD40 (ottimo per tutto, per la pulizia, toglie la ruggine e ovviamente lubrifica)
    -(finezza) l'affare a punta che il dentista usa per la pulizia dei denti... io l'ho chiesto e me lo ha lasciato. Eccellente per pulire i fori di presa gas e le minuzie del fucile/pistola
    -(finezza) una bomboletta di gel solvente. Io uso il Birchwood Bore Scrubber in gel. Comodissimo per pulire le parti dove possono esserci depositi di materiali combusti (camera di cartuccia, canna, cilindro presa gas). Se ne spruzza un pò, si sparge con le dita e si lascia agire un 15-20 minuti, quindi si ripulisce con pezzetta o maglietta. Si porta via una grossa parte dei residui di sparo.
    -(se volete) guanti in lattice. Indubbiamente olii, solventi e sporcizie varie non fanno bene alla pelle. Personalmente non li uso, si impigliano e si spaccano subito. Fate vobis...
    -un piccolo "kit per lenti", composto da un panno in microfibra da tenere dentro un sacchetto quando non lo usate, una pompetta (ad es. di quelle per le macchine fotografiche) e del liquido detergente

    OLIO: WD40 o CLP?
    Vi sareste sicuramente chiesti perchè ho messo 2 olii diversi nel kit. Ogniuno ha i suoi pro e contro, ed è più utile in certe occasioni dell'altro. Brevemente possiamo dire che entrambi possono essere utilizzati per pulire (il clp va più a fondo, ma il wd40 è più facile e rapido da rimuovere) e per oliare, ma in questo caso mentre il clp lascia sempre una traccia oleosa (diciamo che non si asciuga mai) il wd40 invece si asciuga ma lascia comunque le parti lubrificate. Ovviamente nel caso della lubrificazione è più efficace il clp proprio per l'olio che rimane, ma se questo può essere ottimo nel bosco medio italiano, è un grosso problema per zone polverose (vedi ad es. Afghanistan) in quanto poi la polvere si appiccica subito nelle parti unte e alla fine i componenti che scorrono grattano tra di loro, rendendo facili gli inceppamenti.

    Foto
    L'intero kit -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0775.jpg
    Materiali dentro la valigietta di plastica -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0778.jpg
    Kit per lenti -> http://img.photobucket.com/albums/v5...6/CIMG0781.jpg

    Abilitazione al Lancio ANPd'I (ossia come ottenere il "Brevetto Civile") (Grazie a PARA' TIRATORE91)

    Questo è per tutti coloro che cercano info sul brevetto ANPdI. Tanto per cominciare è l’unico brevetto di paracadutismo che un civile (o un VFP1) possa conseguire per ottenere un punteggio nei concorsi (2pt. per il VFP1 e 0,5 per il VFP4). L’ente che lo rilascia è l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (l’associazione degli appartenenti ai paracadutisti in servizio e in congedo). Il corso punta a portare un allievo a potersi lanciare con materiali e procedure simili (se non uguali) a quelle della Brigata Folgore. Il corso dura all’incirca 11 settimane (ne vengono organizzati 2 o 3 all'anno anche a seconda del numero di iscritti) con una frequenza di 3 volte a settimana (la frequenza e la durata sono a discrezione della sezione dove andrete) e le singole lezione hanno durata di 3 ore che si dividono in 1h e1/2 di preparazione fisica, una pausa di circa 15’ per la doccia e il cambio di vestiti e infine una parte teorico tecnica sulle procedure di lancio (nel primo periodo si farà più teoria , col proseguire del corso si passerà anche a esercizi pratici). Ora spiegherò ogni parte della lezione:
    1) Preparazione fisica: prevede esercizi volti ad aumentare la resistenza e la forza dei muscoli, in particolar modo i muscoli delle gambe (fondamentali per l’atterraggio) ma anche la parte superiore del corpo non è trascurata. A pieno regime (quindi dopo circa 2 settimane) si corre su distanze dai 5 ai 7 km, di seguito si fa stretching e infine esercizi a corpo libero a volontà: flessioni (i paracadutisti le fanno per ogni cosa: esercizio, punizione festeggiare ecc.), addominali e ogni altra cosa passi per la mente degli istruttori (e non mancano certo di fantasia)
    2)Parte torico/tecnica: prevede in un primo tempo lezioni sugli argomenti della libretta (che probabilmente vi verrà fornita altrimenti scaricatela dal sito dell’ANPdI), quindi: materiali in uso (paracadute principali e di emergenza dei quali si devono imparare dimensioni, velocità di discesa ecc.), procedure a bordo degli aeromobili (civili e militari ma purtroppo questa parte è quasi del tutto inutile dato che non sono disponibili vettori militari), comportamento durante il lancio (uscita dall’aeromobile, procedure di “navigazione”, emergenze e collisioni), atterraggio (cioè capovolte, ovvero dei contorcimenti che solleveranno solo le critiche degli istruttori fino al giorno dei lanci). E’ previsto inoltre che si imparino le canzoni dei parà (fondamentali come il resto, da cantare durante il volo) e la storia della Folgore. La parte pratica prevede in sostanza capovolte ripetute all’infinito prima da terra e quindi da punti rialzati (trespolo) e infine dalla carrucola e simulazione delle procedure di lancio da un falso imbraco (detto pollaio) sul quale simulerete tutto il lancio dall’uscita dal vettore all’attimo prima della capovolta
    3)Esami finali: a fine corso verrete sottoposti a esami di resistenza (5000m in 25 min.), di conoscenza teorico/tecnica (esame orale e scritto sugli argomenti della libretta) e prova pratica di capovolte
    4)Lanci: la conclusione del corso è il momento più atteso da ogni allievo, farete 3 lanci di abilitazione da aeromobile civile (per saltare da uno Spartan o da un Hercules dovrebbe esserci un miracolo), con materiali simili a quelli della Brigata Folgore (i paracadute sono solo meno porosi, quindi hanno minore velocità di discesa), ma senza equipaggiamento militare (cioè zaino e arma).

    Per quanto riguarda i PREZZI il corso (corso palestra, lanci, tuta sportiva e forse caschetto) 650 euro, assicurazione 130 euro (bisogna stipularla con una compagni convenzionata con l’associazione) e visita medico-sportiva per il paracadutismo (qui il costo varia da medico a medico, ma in media sono 35 euro). Una cosa importante: il corso è fatto in un ambiente “para-militare” quindi disciplina e ordine sono d’obbligo (a Roma ad esempio gli allievi sono responsabili della pulizia degli spogliatoi) quindi non presentatevi capelli lunghi, orecchini ecc. non farete una buona impressione e sarete pregati di “ripulirvi” (non si chiede la testa rasata ma un taglio dignitoso). E un’altra cosa: gli istruttori vi sembreranno i peggiori bastardi della terra, perché vi chiedono magari di ripetere ancora un’altra volta un esercizio che non è perfetto (magari voi lo ritenete sufficiente ma a loro non basta), ma loro lo fanno per voi, infatti una volta fuori dall’aereo sarete soli e dovrete contare solo su quanto avete appreso (molte cose dovranno diventare puri automatismi, anche se fatti con coscienza delle vostre azioni) e se non lo avete appreso bene rischiate di farvi male (come dicono “a terra ci arriverete sicuro, ma bisogna vedere come). Quanto ho detto è il corso come si svolge nella sezione ANPdI Roma ma pressappoco è così in tutta italia.
    NOTA BENE: se da VFP1 siete assegnati alla Folgore non indossate il brevetto ANPdI per nessun motivo e se siete ammessi al corso palestra (il corso di preparazione al lancio) e avete il brevetto ANPdI non dite a un istruttore “ma a me all’ANPdI hanno detto diversamente…”

    I Paracadute in Dotazione (grazie a gianluka80)
    PARACADUTE DORSALE MC1- 1B/1C

    Paracadute a fenditure (direzionale) del tipo ad “apertura automatica” la cui calotta, emisferica, è formata da 30 fusi a 5 zone con fenditure spingenti, posizionate nella porzione posteriore della velatura rispetto al suo avanzamento, costruita in tessuto di nylon ad alta resistenza di 86 mq di superficie. E' impiegato normalmente per i lanci misti (carichi + personale) da vettori ad ala fissa e, per lanci di personale, da vettori ad ala rotante.

    Calotta
    Calotta emisferica con tessuto antistrappo in nylon o fibra poliammidica, formata da 30 fusi, ciascuno composto da 5 zone. Nelle porzione posteriore della calotta, rispetto all'inserimento, sono presenti delle fenditure che interessano i fusi da 5 a 25. Sul bordo inferiore della calotta é applicata una rete antimalfunzionamento, lungo tutto il perimetro alta 45 cm.

    Fascio funicolare
    Dal bordo della calotta diparte un fascio funicolare composto da 30 funi in fibra poliammidica, lunghe 7,8 metri.

    Imbracatura
    L'imbracatura è costituita da nastri di fibra poliammidica e da maglie metalliche e da ganci eiettori “quick ejector”. la perfetta adattabilità dell’imbracatura avviene attraverso la regolazione dei nastri diagonali sulla schiena, dei nastri cosciali all’altezza dell’inguine e del nastro pettorale sul petto. La parte anteriore dell'imbracatura è munita di due maglie a "D" per l'aggancio del paracadute di emergenza (superiori), e due anelli per l'attacco dei contenitori (inferiori).

    Custodia
    E' destinata a contenere la calotta debitamente ripiegata nella guaina e ad assicurare lo stivaggio del nastro di vincolo a vista. La custodia è collegata ai nastri dell'imbracatura ed è costituita da un corpo centrale, mentre la chiusura è realizzata mediante il ripiegamento di quattro lembi disposti a croce. Lo stivaggio del nastro di vincolo è realizzato mediante due serie di elastici. Nella parte inferiore, lateralmente, è applicato il nastro di ancoraggio munito
    di fibbia auto bloccante. Lateralmente è visibile il tallone con la matricola del paracadute. Guaina e nastro di vincolo
    All’interno di essa è stivata la calotta; è costruita con tessuto cotone-terital ed ha una forma parallelepipeda.
    La parte frontale è corredata di asole in nastro dove sono applicati gli elastici per lo stivaggio del fascio funicolare. Il nastro di vincolo lungo circa 5 mt. è in fibra poliammidica e prevede ad una estremità il moschettone metallico e all'altra una cappia collegata con la guaina porta calotta.

    Valigia di trasporto
    La valigia di trasporto è stata studiata e realizzata in maniera che possa contenere sia il paracadute dorsale che l'ausiliare anche se non ripiegati. E' costruita in tessuto poliammidico pesante siliconato ed ha due maniglie a nastro in nylon. La chiusura è stata realizzata con due cerniere lampo in resina sintetica.

    Dati di interesse sono:
    - bassa quota di lancio;
    - elevata affidabilità operativa;
    - velocità di avanzamento 2 m/s
    - velocità di discesa 4,7 m/s (16,92 km/h) con uomo equipaggiato del peso massimo di 160 kg;
    - peso del paracadute chiuso 14 kg;
    - calotta: 86 mq suddivisa in 30 fusi, a loro volta formati da 5 zone;
    - Set 10 Strong ha un coefficiente di porosità ancora più basso, che permette velocità di discesa più bassa
    anche con maggior carico
    - Durata in servizio (service life) 10 anni o 500 lanci

    IL PARACADUTE DORSALE T 10 C

    Il paracadute dorsale T10 C, a calotta semisferica ad apertura automatica tramite fune di vincolo (f.d.v.), si
    compone di 6 parti principali:
    - Calotta;
    - Fascio funicolare;
    - Imbracatura;
    - Custodia;
    - Guaina (POD) e nastro di vincolo;
    - Valigia di trasporto.
    Calotta
    Ha forma emisferica in tessuto antilacerazione di fibra poliammidica, di 86 mq, costituita da 30 fusi, divisi a loro volta in 5 zone. Sul bordo superiore e inferiore della calotta e all'interno dell'orlo di unione sono presenti dei nastri di rinforzo in fibra poliammidica. Lungo tutto il perimetro del bordo inferiore della calotta è cucita una rete antirovesciamento alta circa 40 cm. E’ sprovvista di fenditure e comandi. N.B Fascio funicolare – Imbracatura – Custodia – Guaina e nastro di vicolo: identici al modello MC1- 1B/1C

    Dati di interesse sono:
    - bassa quota di lancio;
    - elevata affidabilità operativa;
    - velocità di discesa 4,7 m/s (16,92 km/h) con uomo equipaggiato del peso massimo di 160 kg;
    - peso del paracadute chiuso 14 kg;
    - calotta: 86 mq suddivisa in 30 fusi, a loro volta formati da 5 zone;
    - durata del ripiegamento 120 giorni.

    IL PARACADUTE AUSILIARE T10 R –MIRPS

    Paracadute ausiliare, emisferico ad apertura comandata tramite maniglia, è costituito da tre parti principali:
    - Calotta con paracadute estrattore;
    - Fascio funicolare;
    - Custodia.

    Calotta
    Costruita in tessuto antilacerante di fibra poliammidica. Ha una superficie di 43 mq., formata dall'unione di 24 fusi composti a loro volta da 3 zone. All'estremità del foro apicale, tramite un nastro, è vincolato un paracadute estrattore piombato.

    Fascio funicolare
    Dal bordo della calotta si diparte un fascio funicolare formato da 24 funi (resistenza allo strappo di 180 kg), che raggiunge l'asola dei ganci a farfalla all'interno della custodia.

    Custodia
    Costruita in nylon ed opportunamente sagomata in modo da presentare un rettangolo di fondo e quattro lembi di chiusura. E' dotata di due maniglie di trasporto, una superiore e una laterale sinistra. Nella parte anteriore possiamo notare: la maniglia di apertura con la relativa pattina di protezione, la pattina di protezione degli spinotti di apertura e 6 elastici di richiamo dei lembi. Nella parte posteriore: due asole per il nastro di ancoraggio, due ganci a farfalla ed i relativi spinotti di sicurezza.

    Dati di interesse sono:
    - rapida apertura a bassa velocità;
    - elevato grado di affidabilità;
    - velocità di discesa 6,5 m/s (23,4km/h) (circa);
    - peso dei paracadute chiuso 6,2 kg;
    - durata del ripiegamento 365 giorni;
    - è presente la molla di espulsione.


    Malfunzionamenti del Paracadute (grazie a gianluka80)
    La sequenza di apertura del paracadute, per cause di diversa origine, può risultare modificata e sfociare in una non corretta, o addirittura mancata, apertura. Si parla in questi casi di "malfunzionamento". Di norma il malfunzionamento è il risultato di una uscita non corretta da parte del paracadutista. In questa ottica l'addestramento in torre ed in falsa carlinga assumono un elevato significato sotto l'aspetto della sicurezza.
    I malfunzionamenti si suddividono in due categorie, in funzione della velocità che il paracadutista potrebbe raggiungere se non intervenisse correttamente:

    Malfunzionamenti Totali:
    a) PACCO CHIUSO
    b) FIAMMA

    Malfunzionamenti Parziali:
    a) PERA
    b) SEMI ROVESCIAMENTO DELLA CALOTTA
    c) ROTTURA DI DUE O PIU' FUNI DI SOSPENSIONE
    d) ROTTURA DELLA VELA

    Tale suddivisione ha valore solo dal punto di vista didattico. Praticamente infatti la risoluzione di tutti i malfunzionamenti è basata sulle medesime manovre, che portano all'apertura del paracadute ausiliare. In particolare. verificate la mancata o non corretta apertura del paracadute principale il paracadutista deve:
    - guardare la maniglia del paracadute ausiliare.
    - impugnarla con la mano destra, trazionarla, assumendo contemporaneamente la seguente posizione
    - testa rovesciata indietro;
    - braccia distese verso il basso e arretrate rispetto al corpo;
    - corpo inarcato all'indietro;
    - gambe unite e distese e piedi uniti.

    IMPORTANTE – qualora non si avesse l’immediata fuoriuscita della velatura di emergenza – è opportuno aiutare manualmente con alcuni pugni lateralmente sulla custodia, l’apertura dei lembi di chiusura della custodia stessa. Se nonostante ciò la velatura non prende aria e non si apre ma cade verso terra, recuperarla manualmente e gettarla di lato aiutando il fascio funicolare a spiegarsi.


    Prima di descrivere i malfunzionamenti è opportuno considerare l'aspetto di un paracadute correttamente aperto.
    Esso appare di forma semisferica ad un osservatore esterno. Il paracadutista che impiega il paracadute lo vede come un grosso cerchio regolare, dal cui bordo partono le funicelle che convergono, poco sopra la costa, verso le estremità distali delle quattro bretelle di sospensione. Sulla velatura in relazione al tipo di paracadute impiegato possono essere presenti le fenditure; è perciò indispensabile conoscere il materiale utilizzato.
    Ogni immagine diversa deve essere tempestivamente valutata, sulla base di quanto descritto di seguito.

    PACCO CHIUSO
    Descrizione: è il nome che si assegna, per ovvi motivi, alla mancata apertura del paracadute principale. La velocità che il paracadutista raggiungerebbe se non attivasse l'apertura del paracadute ausiliare sarebbe elevatissima. Cause: il pacco chiuso può essere causato da rottura di:
    a) cavo statico
    b) moschettone
    c) nastro di vincolo
    Teoricamente anche il mancato aggancio del moschettone al cavo statico potrebbe dare origine a questo malfunzionamento, ma i controlli effettuati su questa operazione da parte del DL, dell'ASL, del paracadutista e del paracadutista che segue nella fila, rendono l'evenienza praticamente impossibile.
    È un malfunzionamento che si verifica molto raramente data la elevata qualità dei materiali impiegati e i frequenti controlli cui sono sottoposti.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare
    immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione
    prevista.

    FIAMMA
    Descrizione: lo sfilamento della calotta non è seguito dalla completa apertura, determinando un malfunzionamento che, visto lateralmente, appare come la fiamma di una candela. Cause: eccessivo attorcigliamento del fascio funicolare e/o falsi nodi
    impediscono all’aria di fluire regolarmente nella calotta.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione prevista.

    PERA
    Descrizione: il nome di questo malfunzionamento trova origine dalla forma che assume il paracadute se visto lateralmente.
    In realtà il paracadutista che dovesse avere questo malfunzionamento, al momento del controllo calotta, vedrebbe una strozzatura alle funi sormontata da una calotta di dimensioni molto ridotte, tanto da poter vedere distintamente la parte esterna della velatura. Cause: un avvitamento del fascio funicolare particolarmente pronunciato (almeno i due terzi) e
    talmente alto da impedire la completa distensione della calotta provoca questo malfunzionamento.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare
    immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione
    prevista.

    SEMI ROVESCIAMENTO DELLA CALOTTA
    Descrizione: questo tipo di malfunzionamento è comunemente noto come “reggiseno” ed è immediatamente riconoscibile dal caratteristico aspetto che assume il paracadute; il semi rovesciamento può essere simmetrico o asimmetrico. Cause: il malfunzionamento si verifica quando un lembo della calotta si rovescia e forma un lobo secondario che si riempie d'aria. Aggiungiamo che questo malfunzionamento potrebbe anche essere causato dalla sovrapposizione sulla calotta di una o più funicelle, durante la fase di spiegamento della vela.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione prevista.

    ROTTURA DI DUE O PIÙ FUNICELLE
    Descrizione: è difficile descrivere come apparirebbe il paracadute in questo tipo di malfunzionamènto in quanto il numero e la posizione delle funi di sospensione rotte possono essere assai variabili. Sicuramente il perimetro della calotta sarebbe deformato.Cause: lo sfregamento delle funi di sospensione contro parti dell'equipaggiamento del paracadutista.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione prevista.

    ROTTURA DELLA VELATURA
    Descrizione: sulla velatura si notano lacerazioni; di norma la forma la calotta non appare deformata. Cause: uno sfregamento conseguente ad una non corretta uscita da parte del paracadutista. Se al controllo calotta il paracadutista verifica la presenza di lacerazioni in più parti della calotta (devono essere interessati almeno due fusi), deve intervenire per risolvere il malfunzionamento.
    SOLUZIONE
    Terminato il conteggio, se non è stato avvertito lo shock d'apertura trazionare immediatamente la maniglia del paracadute ausiliare, assumendo la posizione prevista.

    APERTURA DI UN GANCIO RAPIDO SPALLARE “ONE SHOT”
    Qualora accidentalmente si dovesse aprire un gancio rapido spallare (“one shot”) inevitabilmente la calotta perdendo uno dei due punti di collegamento con la imbracatura e si sgonfierà immediatamente. Si procederà immediatamente all’apertura del paracadute ausiliare.


    Incarico 13/C: Guastatore
    il personale con questo incarico frequenta un corso che gli insegna la base su tutto ciò che è esplosivo, ad esempio:
    -Identificazione Ordigni Inesplosi: cioè capire se quel pezzo di ferro arrugginito a terra è una bomba d'aereo da 500libbre o uno scaldabagno, ma questo si allarga a mine, bombe a mano, da mortaio, da obice, ecc
    -Circuiti Esplosivi: ossia come maneggiare esplosivi, detonatori, miccia in modo da farli esplodere come vuole l'operatore, comprese le demolizioni
    -Mine: creazione di campi minati C/C, identificazione delle principali mine italiane e straniere, metodi di distruzione o disinnesco
    -Trappolamenti: sapersi muovere in aree trappolate come case, ottenere informazioni da varie fonti, riconoscere e disinnescare i trappolamenti
    -ecc ecc.

    Oltre alla specializzazione esplosivistica (chiamata "modulo MINEX") si ha poi quella generale del genio: suo impiego, montaggio dei ponti principali (tipo il Bailey), conoscenza dei mezzi, loro mascheramento, ecc.

    Ovviamente si hanno dei test scritti e pratici, molto complessi tra l'altro. C'è PARECCHIO da studiare.
    E' l'unico corso che non può essere ripetuto se si viene buttati fuori: si ha con certezza il cambio incarico.
    Alla fine dell'iter si viene mandati all'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti con sede a Legnago (VR). Andando avanti con gli addestramenti, da VSP in poi, si possono ottenere specializzazioni più avanzate come EOD (Explosive Ordinance Disposal), EOD 2° Livello, IEDD (Improvised Explosive Device Disposal), EOD o IEDD con specializzazione BC (Batteriologico/Chimico)

    Considerazioni su M4, Hk 416 & AK47
    Ci devono essere dei motivi per considerare un'arma migliore di un'altra che vanno oltre dei dati a tavolino o del fatto che "è brutta che non si guarda". Ovviamente presupponendo che non c'è UN'arma tuttofare (o almeno, è adattabile) ma per ogni esigenza bisogna avere un equipaggiamento adatto (andreste a fare un assalto urbano con un psg-1?).

    Perchè penso che l'HK416 sia un fucile eccellente? I motivi principali sono solo 2:

    1) La base, il castello, ossia "la scocca" dell'M4 che al contrario dei vari X qualcosa (XM8 e via così) è stata sperimentata, sfruttata, provata, rivista, modificata, rotta ma soprattutto usata in combattimenti reali con condizioni reali e non in prove/poligoni/addestramenti.
    Oltre a questo è stata creata per essere comoda, corta al punto giusto e soprattutto customizzabile fino all'eccesso. Il fatto che ci sono più di 4 brand diversi che lo producono, e che comunque è made in USA, l'enorme successo che ha avuto tra operatori militari (americani ed esteri) e non (contractors) beh.... già spiega tutto.

    2) La componentistica interna: l'm4 è stato rodato e rodato, e i suoi difetti sono ben conosciuti.
    Spendo due parole su questi: sono generalmente gli stessi di tutte le armi made in usa (ossia inceppamenti e necessità di avere gli organi in movimento puliti e lubrificati) ma il motivo (come la maggior parte delle persone pensa) NON è che non sono capaci a farle... E' semplicemente il loro modo di pensare: per sfruttare al massimo un calibro si ha bisogno di giochi tra le parti mobili MINIMO. Per questo che un M16 tira fino a 800m (ovviamente con l'aiuto di ottiche, e comunque grazie a un buon tiratore) e un M4 sta sui 600 nonostante sia comunque più compatto della serie AR (che sta sui 400m). Facendo 1+1.... si ha un piccolo calibro (=minor peso, maggior numero di munizioni trasportabili, maggiore gestibilità dell'arma, minor dimensione dei caricatori a parità di numero di proiettili trasportabili all'interno) con prestazioni eccellenti (tra l'altro per conoscensa sappiate che l'ogiva standard americana è differente dalla nostra. La nostra per loro è considerata come modello "perforante", ma non mi dilungo in dettagli tecnici)
    Il lato negativo.. beh lo conosciamo tutti. Ma non è a livello di come generalmente viene esagerato. E' vero che è facile ad inceppamenti, ma a tutti i soldati viene insegnato che la cura dell'arma viene prima di quella della persona, e comunque spendere 5 minuti per smontare, spennellare per togliere la polvere e oliare (o al peggio oliare le parti in movimento e basta) è sempre fattibile, lo fanno anche i nostri AR ai poligoni. Anche le M92 si inceppano se non sono ben oliate, non credete.
    Tornando al discorso.... il problema maggiore dell'M4 è il suo sistema di recupero di gas: alla lunga i detriti si depositano sui fori di apertura e se poi sommiamo polvere, sabbia e sporcizia varia, fanno presto a chiudersi. Di conseguenza il gas che passa è insufficiente a riarmare il fucile.
    La Heckler ha risolto il problema con un pistone a presa diretta: un pistone viene spinto all'indietro dai gas portati in un cilindro (i due componenti sono molto simili a quelli del motore a benzina, per farvi capire). In questo modo i forellini si usano solo per fare uscire all'aria le eccedenze di gas, e gli inceppamenti si sono fortemente ridotti (in una prova di 10mila colpi divisi in 10 armi uguali, si è passato dai 600 degli M4 ai 350 degli M4 con maggiore lubrificazione, ai 200 dei 416).


    Questo sistema (usato nel G36) è stato montato su un "guscio" da M4 (la parte interna comunque è stata creata ripartendo quasi da zero vista la diversa componentistica) creando l' HK416 (per dirne una, ha sostituito gli M4 dei Delta).

    Dico qualcosa anche degli AK47, i classici "fucili dei terroristi" in calibro 7,62.
    Non sono stati creati per essere armi da specialisti (come lo è l'm4), piuttosto armi che possano essere prodotte in massa in modo economico (consideriamo che le fabbriche che lo creano non hanno precisione chirurgica), usate da tutti in tutti i contesti, che diano meno problemi possibili e in caso che possano essere smontate da tutti.
    Considerate che in genere chi ha in mano un AK47 non ha ricevuto delle lezioni di armi e tiro come si fa da noi....

    Il risultato? Un fucile estremamente economico e producibile in massa senza bisogno di macchinari precisi/costosi/difficili da reperire(1° vantaggio), con pochi componenti interni robusti ed affidabili, quindi smontabile anche da uno che non ne ha mai visto uno prima.... e ve lo dico anche per esperienza personale. Inoltre pochi componenti + grosso gioco tra di loro = difficili inceppamenti, un uso semplicissimo (fuori dal fucile ci sono solo grilletto, selettore peraltro sicura-raffica-singolo che la dice lunga sul modo di pensare dei russi, e levetta per estrarre il caricatore). Basta vedere il fatto che lo usano anche i bambini. Infine camerato in un grosso calibro, che anche se colpisce male, fa il suo effetto.

    Il calibro. La maggior parte di quelli che parlano dell'AK pensa che il "suo" 7,62 sia anni luce davanti al "nostro" 5.56, confrontandolo con altre armi sempre 7,62 (mg,svd dragunov). Si sbagliano.
    L'errore di fondo è che il calibro dell'Ak47 è 7,62 x 39mm mentre quello dell'MG (nonchè "7,62 standard" delle forze NATO, cioè il .308Win) è 7,62 x 51mm; peggio ancora il dragunov, che è 7,62 x 54mm.

    Brevemente:
    5.56x45mm NATO -> 1796 J (palla da 63gr @ 936m/s)
    7,62x39mm -> 2073 J (palla da 123gr @ 720m/s)
    7,62x51mm NATO -> 3526 J (palla da 174gr @ 790m/s)
    7,62x54mm -> 3779 J (palla da 181gr @ 805m/s)

    (tanto per fare un confronto un .50BMG o 12,7x99mm, ossia la Browning M2, è attorno ai 20mila J)



    Da qui si deduce facilmente (parlando solo del calibro) che la gittata efficace di un 7,62x39 è molto inferiore rispetto a un 5.56 (potenza simile ma palla molto più pesante). In ingaggi ravvicinati (entro i 200m) si ha una penetrazione leggermente maggiore e un passaggio di energia palla-bersaglio molto più elevato a favore del 7,62 ma che cala drasticamente all'aumentare della distanza. Al contrario del 7,62x51 che praticamente ha 2 volte la potenza del 5.56 con una palla che pesa quasi 3 volte tanto.

    Se però aggiungiamo anche la scarsa balistica dell'arma in sè (parlando sempre di AK47) questi dati vengono "sfalsati" in quanto la palla non lascia la canna perfettamente in modo longitudinale (ossia come siamo abituati a pensare con la girostabilizzazione intorno al proprio asse del 5.56) ma "rotola" anche dal senso "punta-coda". I rompifiamma tagliati in modo obliquo erano stati creati per ridurre questo effetto. Considerando anche questo abbiamo una ulteriore diminuzione della gittata, della precisione e della penetrazione in cambio di una stopping power maggiore.

    Detto in due parole, sparare contro un bersaglio dietro a sacchi di sabbia con un AK/SCP è un discorso, con una MG è un'altro.

    Come potete capire c'è un abisso tra il modo di pensare occidentale/USA e quello orientale/russo.
    I russi non hanno mai avuto la tecnica (a livello sia di processi costruttivi e di ricerca arretrati sia proprio di modo di pensare) di creare armi "precise", e quindi si sono gettati sempre sulla potenza. Questo è il concetto detto proprio terra-terra, e vale dai fucili alle bombe d'aereo agli ordigni nucleari.


    Gli esercizi classici del Paracadutista
    -Flessioni con le mani larghezza spalle
    -Flessioni con le mani doppia larghezza spalle (più larghe possibili insomma)
    -Flessioni con le mani a rombo (si devono toccare tra loro i due pollici e i due indici delle mani)
    -Flessioni con lo schiaffo (partendo da quelle a larghezza spalle ci si dà uno slancio di potenza con le braccia, si battono le mani e si torna a terra a larghezza spalle)
    -Flessioni con lo schiaffo mani e piedi, quelle che fanno fare al corso palestra come prova fisica (come quelle con lo schiaffo con la differenza che si devono alzare anche i piedi.... una specie di saltello a quattro zampe. Qui ho trovato un Video Dimostrativo... cliccate "The Move: Explosive push-up" nel menù a sinistra se non vi carica il video )
    -Trazioni alla sbarra con il dorso delle mani verso di se ( Immagine Esplicativa )
    -Parallele ( Immagine Esplicativa )
    -Addominali (di tutto di più ma rigorosamente a corpo libero)
    -Corsa (stando sui 5min a km per 10-15km)


    Come si fa a entrare in una FS/FOS (Forze Speciali / Forze per Operazioni Speciali)?
    I bandi di concorso escono in genere 2 volte l'anno (dipende dalla disponibilità di personale e soprattutto di soldi), con il nome di "Domanda per il Bacino di Reclutamento FS/FOS". Nella domanda si possono mettere in ordine di preferenza i 4 reparti dell'EI: 9°COl Moschin, 4°Ranger, 185° RAO e REOS.
    La domanda può essere presentata da VFP4, SUff e Uff, da qualsiasi reparto e con qualsiasi incarico. Chi non ha il brevetto lo prenderà durante il corso.
    [AGGIORNAMENTO: al momento l'unica via per entrare è far domanda durante il Corso Palestra, non sono previsti a breve termine concorsi straordinari per personale di altri reparti]
    Faccio notare che spesso i reparti tengono nascoste queste comunicazioni per non perdere personale, quindi consiglio sempre di chiamare il 9°RGT e informarsi presso qualcuno alla 101^cp Allievi.
    Tra l'altro le ultime settimane del corso palestra (per chi sta brevettandosi) vengono al CAPAR i vari rappresentati delle FS/FOS per fare una introduzione dal vivo e prendere i nomi (sempre tramite la domanda) degli interessati. Che sappia io lo hanno fatto con tutti i corsi.

    Una volta presentata la domanda semplicemente si attende di essere chiamati, iniziando così l'iter: preselezioni fisiche e tirocinio, quindi generalmente si viene rimandati a reparto (anche se ora sembra stia cambiando) per un mesetto, quindi si inizia il corso OBOS (Operatore Basico per Operazioni Speciali) presso il RAFOS (Reparto Addestrativo Forze per Operazioni Speciali) al 9°RGT. Il corso OBOS è lo stesso per tutte e 4 le preferenze. Al suo termine si inizia la specializzazione nei vari reparti (ad esempio l'80B per il 9°, ecc).

    Si ha una sola possibilità una volta passato il tirocinio... ossia se si viene cacciati dall'OBOS non è possibile ripetere il corso.

    Domanda classica: chi viene da un reparto di paracadutisti è avvantaggiato? Si e no.... l'esito del corso dipende dalla persona, dal suo allenamento, da quanto è portato per quel lavoro... e sono cose che non cambiano da un reparto all'altro. C'è da dire però che chi viene dalla Brigata è generalmente meglio allenato fisicamente e mentalmente più preposto a pattuglie, zaino, sudore e fatica.

    In breve: preselezioni fisiche -> tirocinio -> obos -> specializzazione (ad es. 80b per chi vuol fare l'Incursore)

    Qua ci sono le immagini della domanda per il Bacino di Reclutamento FS/FOS.... è del 2004 quindi non prendetela come oro colato, ma da un'idea su cosa cercare.... PER INFO AGGIORNATE su bando e domanda, come ho scritto sopra, chiamare la FURERIA della 101^CP del 9°RGT
    Pag 1
    Pag 2
    Pag 3

    Sito non-ufficiale del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" -> Colmoschin.it

    AGGIORNAMENTO: Sappiate che con l'attuale regolamento, tutti quelli che verranno buttati fuori ad OBOS/80B, avranno la quasi-certezza di avere il trasferimento presso un altro reparto della Brigata, in quanto come 30A/Fuciliere (il cambio incarico in 30A lo avranno tutti quelli che verranno trasferiti al 9° per inizio iter OBOS) non possono rimanere al 9° Reggimento

    COFS - Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (da www.difesa.it)



    COS'E:
    Il COFS è stato costituito il 1° dicembre 2004, con lo status di Reparto Incursori paracadutisti interforze, sulla base di una decisione dell'allora Capo di SMD (Amm. Di Paola) scaturita da una precisa iniziativa del Ministro della Difesa pro-tempore (On. Martino).
    Con tale decisione, la Difesa Italiana si è dotata, per la prima volta nella sua storia, di uno strumento specifico per la condotta delle Operazioni Speciali, completando così la ristrutturazione iniziata con la creazione del COI per il comando delle operazioni convenzionali.



    In particolare, la creazione di tale struttura di comando - alle dirette dipendenze del Capo di SMD - ha posto finalmente l'Italia in linea con l'orientamento degli altri principali Paesi dell'Alleanza Atlantica. In tale consesso le Forze Speciali rappresentano una risorsa di rilevanza strategica alle dipendenze del Vertice politico-militare nazionale tramite una specifica struttura di Comando e Controllo.
    Oltre alla funzione di Comando di Pianificazione nelle mani del Capo di SMD, il COFS è un Comando proiettabile, recentemente validato dalla NATO quale Comando di Componente per le Operazioni Speciali nel quadro dell'NRF (NATO Response Force). Tale risultato, di rilevanza storica, è stato conseguito nel corso del 2008 dopo un lungo, articolato, oneroso e complesso percorso addestrativo che ha portato le nostre Forze Speciali a confrontarsi con procedure e tematiche NATO di estrema complessità.
    Al COFS fanno capo tutte le Forze Speciali italiane attualmente impiegate nelle operazioni nei principali e più delicati teatri operativi.
    Il baricentro dell'attività del COFS è rappresentato infatti da 4 unità di Forze Speciali appartenenti alle tre Forze Armate e dell'Arma dei CC e destinatarie di una specifica "Missione Interforze" loro assegnata dal Capo di SMD. In particolare, il riferimento è al:

    • 9° Rgt. d'Assalto paracadutisti. "Col Moschin" dell'Esercito che, erede dei reparti Arditi della 1^ e 2^ Guerra Mondiale, rappresenta l'unità di maggiore consistenza organica nonché il naturale protagonista delle Operazioni Speciali che si sviluppano in ambiente terrestre;
    • Il GOI (Gruppo Operativo Incursori) della Marina Militare, creato e strutturato, fin dalla sua nascita nella 2^ Guerra Mondiale, per operare prevalentemente in ambiente marittimo;
    • Il 17° Stormo Incursori dell'Aeronautica Militare che, benché di recente costituzione, trae le proprie origini e tradizioni dagli ADRA (Arditi Distruttori Regia Aeronautica) del 2° conflitto mondiale;
    • Il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri, creato negli anni '70 per contrastare il terrorismo che affliggeva, in quel periodo, l'Italia.

    L'azione delle Forze Speciali viene normalmente integrata e potenziata da quella di alcune unità di Supporto Operativo, tra le quali meritano una citazione particolare il 26° Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali dell'Esercito, il 4° Rgt. Alpini Paracadutisti "Monte Cervino" e l'11° Rgt. Trasmissioni, tutt'oggi impegnati fianco a fianco degli incursori in Afghanistan.
    Più in generale, le aviotruppe nel loro complesso rappresentano le più tipiche unità di supporto alle Forze Speciali, grazie alla condivisione con le stesse di molte procedure operative come il sistema di infiltrazione mediante aviolancio, nonché l'addestramento ad operare per piccoli nuclei con le procedure tipiche dell'interdizione e contro-interdizione d'area.


    COSA FA:
    Il COFS è il Comando Operativo posto alle dipendenze del Capo di SMD per la gestione delle Operazioni Speciali. La sua azione è determinata direttamente da parte del vertice politico-militare nazionale.
    Le Operazioni Speciali si svolgono in contesti ostili o non permissivi anche a grande distanza dalle unità amiche.

    Esse consistono in un complesso di movimenti e trasferimenti intermodali, multiambientali e normalmente non palesi o discreti, nonché in comunicazioni, attività logistiche e azioni sull'obiettivo con cui un'unità di limitata consistenza organica ma di elevato profilo operativo si infiltra in un'area obiettivo, consegue nella stessa risultati di rilevanza strategica e successivamente rientra alla propria base.

    Le Forze Speciali sono, per costruzione, le unità designate a tali tipi di operazioni e si possono avvalere del supporto di altre forze, tra cui quelle a loro più affini per addestramento, mentalità e tipologia di azione, primi fra tutti i paracadutisti (con particolare riferimento ai "rangers", agli acquisitori obiettivi e agli "esploratori").
    Negli ambienti operativi navali possono avere un ruolo di supporto anche le unità anfibie.
    Le Operazioni Speciali presuppongono sempre la disponibilità di unità di volo dedicate, ad ala fissa e rotante, nonché di specifiche risorse per il comando e controllo e per le comunicazioni.


    IL SIMBOLO:



    Il simbolo del COFS è tratto dall'elemento centrale del quadro "Il giuramento degli Orazi" di Jacques-Louis David (1784), nel quale il Padre affida ai figli le armi con cui affronteranno i Curiazi di Alba Longa. Nella mitologia romana, con lo scontro tra gli Orazi e i Curiazi la Roma delle origini si affermò definitivamente sugli altri villaggi laziali, iniziando la sua gloriosa ed inarrestabile ascesa. L'elemento simbolico (inscritto in uno scudo da fanteria romana) rappresenta la difesa della Patria (la mano del Padre) nei tre elementi naturali (le tre spade - terra, mare e cielo) in cui si sviluppano le Operazioni Speciali. Il quadro di David si trova presso il museo del Louvre di Parigi.
    Il motto - "etiam si omnes ego non" - Tratta da S. Paolo, la citazione, individua la determinazione dell'uomo eletto a vivere secondo virtù ed emergere dalla massa, sfruttando le proprie qualità morali e spirituali.



    Cosa cambia tra le "operazioni CQB" che fanno Incursori o GIS? Chi sono i migliori?
    Partiamo subito da un concetto: NON ci sono i "migliori" in senso assoluto, ma sicuramente ci sono i "migliori" nel proprio campo.
    Qui di seguito un piccolo specchietto, tanto per far capire le differenze tra una irruzione del GIS (in italia, visto che è lì che sono addestrati a operare) e del 9° all'estero (alcune differenze che mi vengono in mente):

    1) il target: solitamente in italia c'è lo squilibrato che si barrica in casa, o a limite quello che spara da una finestra, che generalmente butta le armi quando entrano.del resto loro hanno detto che nella missione perfetta non sparano un colpo. All'estero c'è il kamikaze a cui non importa vivere o morire, ma solo di portarvi con lui.

    2) il peggior nemico: per il gis è il questore, visto che se ammazzano qualcuno ne rispondono loro, e generalmente sono cazzi amari. Per il 9°.... chi effettua la cinturazione della costruzione.... per il blu su blu.

    3) il viaggio verso la costruzione: il gis se la fa con tutta calma coi loro mezzi, arrivano e iniziano a prepararsi. Il 9° già deve combattere per arrivarci, all'obiettivo, visto che è in zona nemica.... mine, attentati, .....

    4) la planimetria: il gis si è già studiato a memoria la disposizione delle stanze, delle entrate, i movimenti per entrare e in quali stanze. il 9° una volta abbattuta la porta.... deve improvvisare.

    5) equipaggiamento: il gis parte relativamente scarico, il 9° deve avere l'equipaggiamento da prima arrivare sull'obiettivo e poi eseguire la DA

    6) il gis ad ogni modo, è già in italia, che la missione vada bene o vada male. AL 9° se va male, sono in Escape & Rescue.... e la loro sopravvivenza dipende esclusivamente da loro.... e al contrario dei compatrioti, sono in zona nemica.

    Come si può capire c'è un ABISSO tra il modus operandi del GIS e di una FS come il 9°RGT.

    Di conseguenza, modus operandi diverso, addestramento ancora più diverso.

    Addestramento diverso = diversi i campi di utilizzo delle due FS

    E tra i campi di utilizzo, si intende anche l'operare in italia o all'estero.


    I testi delle canzoni dei Paracadutisti
    Un elenco completo lo trovate qua, sia i testi che le canzoni da ascoltare online -> Canzoni Folgore da Brandolipo.com

    FAQ - Frequently Asked Questions
    (cioè... se non lo sapete studiatevi l'inglese ). Ovviamente anche questa "sezione" verrà aggiornata non appena vedrò domande che sono state poste più volte. Le prime sono state le prime che mi sono venute in mente spulciando una decina di pag.

    1D) Le donne possono entrare nelle FS/FOS?
    1R) Nel bando per il bacino FS/FOS non c'è scritto niente a riguardo, quindi (a logica) non è vietato per loro fare domanda. E se si può fare domanda significa che si può anche tentare il corso. Chi rimedia qualcosa di "ufficiale" a riguardo mi contatti pure...

    2D) Dobbiamo già essere in grado di fare gli esercizi richiesti per il Corso Palestra oppure ci renderanno in grado di superarli al CAPAR?
    2R) La seconda... una buona parte del periodo del corso palestra viene usata per l'allenamento fisico. E poi comunque anche all'AIC ci si allena parecchio, e inoltre anche nei tempi morti al CAPAR (tipo in caserma in attesa dell'inizio degli altri corsi).

    3D) E' vero che bisogna avere 10/10 naturali?
    3R) In Brigata c'è gente che porta gli occhiali, o che si sono operati. Ovviamente però portare gli occhiali o peggio le lenti a contatto in pattuglia... beh ci arrivate da soli. Nel 9° puoi tenere gli occhiali in caserma, non nelle uscite. Quindi chi ha necessità perchè ci vede non perfettamente, converrebbe operarsi. Se l'operazione finisce bene, non ci sono altri problemi. Riguardo ai decimi da vfp4, se passi le visite vfp1 vai bene così anche per la Brigata. Inoltre, sempre riguardo al 9°, loro ti addestrano.... se riesci a fare quello che richiedono, sei ok. Altrimenti ti mandano fuori. Ergo se ad esempio in poligono non vedi bene il bersaglio e quindi spari a *****.... OUT.

    4D) Per entrare nel 9°RGT bisogna essere Uff/SUff? Che grado devo avere per ricoprire il ruolo di..... ?
    4R) Per entrarci, e per qualsiasi incarico o specializzazione, il minimo è Caporale VFP4. Non ci sono differenze sostanziali per il corso se sei un capitano, un maresciallo o un caporalmaggiore. Semplicemente quelli con il grado più alto (o i più anziani, in caso di stesso grado) fanno i responsabili di sezione, e/o i capisquadra.

    5D) Quante possibilità ho di iniziare l'Iter per diventare Paracadutista, se barro la relativa casella alla presentazione della domanda da VFP4?
    5R) Il 110%.... voglio dire che, essendo i reparti operativi come lagunari e paracadutisti sempre con scarsità di personale, se si fa domanda per prestare servizio in uno di quei reparti, si ha la certezza di iniziare l'iter. DI INIZIARE.... poi riguardo al finirlo dipende da voi...

    6D) Quali sono le FS/FOS Italiane attualmente operative?
    6R)
    * Gruppo Intervento Speciale (GIS) - Carabinieri, un'Unità Antiterrorismo
    * Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) - Polizia di Stato, un'Unità Antiterrorismo
    * Anti Terrorismo Pronto Intervento (ATPI) - Guardia di Finanza
    * 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"
    * Comando Subacquei ed Incursori (Com.Sub.In.) - Marina Militare Italiana
    * 17° Stormo Incursori - Aeronautica Militare
    * 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi "Folgore" R.A.O.
    * 4° Reggimento Alpini Paracadutisti (Rangers) "Monte Cervino"

    7D) Perchè quando ci si lancia si urla "1001 1002 1003"ecc.?
    7R) E' un metodo utilizzato per il conteggio dei 5 secondi limite necessari all'apertura della vela del paracadute. Dicendo MILLEUNO invece che direttamente UNO si ha quella "perdita di tempo" necessaria per contare circa un secondo a numero sotto adrenalina.... dove si conterebbe UNODUETREQUATTROCINQUE in un paio di secondi invece che 5.
    Il conteggio completo in addestramento è: "1001,1002,1003,1004,1005" poi "1 , 2" (durante il quale si fa controllo visivo del completo dispiegamento della vela... cioè SI GUARDA IL PARACADUTE) poi "1" (nel caso di mancato dispiegamento della vela, si tira la leva dell'emergenza)

    8D) Sono meglio i GIS/NOCS o gli Incursori nelle operazioni di CQB? Perchè i GIS/NOCS vengono impegnati poco o nulla all'estero?
    8R) Partendo dal presupposto che non sono più bravi gli uni o gli altri, e che differenti FS/FOS hanno differenti campi di specializzazione, c'è un abisso tra il "modus operandi" di chi viene addestrato per operare in italia e chi all'estero. Per alcuni esempi, vedi più sopra "-Cosa cambia tra le "operazioni CQB" che fanno Incursori o GIS? Chi sono i migliori?"

    9D) A quanto ammonta l' Indennità di Aeronavigazione di un Paracadutista?
    9R) L' Indennità Aeronavigazione Paracadutisti è di circa 113€ NETTI minimo, poi aumenta all'aumentare del grado


    Enti Militari relativi ai Paracadutisti
    CAPAR- Centro Addestramento Paracadutisti (Ex-SMIPAR)
    Caserma Gamerra, Via di Gello 158 (Pisa, 56100)
    Tel: 0505 64509, TelMil: 1314390 / 1319906

    187° Reggimento Folgore
    Caserma Vannucci, Via dell'Ardenza 113 (Livorno, 57100)
    Tel: 0586 501021 (centralino Vannucci), TelMil: 1311790

    186° Reggimento Folgore
    Caserma Bandini, Piazza Amendola 26 (Siena, 53100)
    Tel: 0577 41261 / 0577 44617 / 0577 41262, TelMil: 1311266

    183° Reggimento Nembo
    Caserma Marini, Viale Italia 68 (Pistoia, 51100)
    Tel: 0573 22771 / 0573 33600, TelMil: 1311269

    8° Reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore
    Caserma D.Briscese, Via del Pontiere 16 (Legnago)
    Tel: 0442 20716 / 0442 24550, TelMil: 1210303 / 1250005

    RECOM (Reparto COmando e Supporti Tattici RCST)
    Caserma Ex HM Rugiadi, Via del Panificio 1 (Livorno, 57100)
    Tel: 0586 425894 / 0586 852732 / 0586 403061, TelMil: 1311374 / 1311375 / 1311386

    9° Reggimento "Col Moschin"
    Caserma Vannucci, Via dell'Ardenza 113 (Livorno, 57100)
    Tel: 0586 501021 (centralino Vannucci), TelMil: 1311790

    185° Reggimento RAO
    Caserma Carlo Pisacane, Via Guglielmo Marconi 5 (Livorno, 57100)
    Tel: 0586 852712 / 0586 852713, TelMil: 1311990


    Video
    Alcuni video da Youtube (voglio sottolineare che io li ho solo linkati, non caricati sul sito), relativi ai Paracadutisti:

    Lancio con C130J (segnalato da gianluka80) -> clicca qui
    Lancio con CH47 (segnalato da gianluka80) -> clicca qui
    Lancio assiale da C130, visto dall'interno dell'aereo -> clicca qui
    Il salto dalla Torre -> clicca qui
    Il salto dalla Torre 2 -> (segnalato da 270bis) -> clicca qui
    Alcuni addestramenti al combattimento -> clicca qui
    Una pagina di video riguardanti il 9°RGT Col Moschin (dal relativo sito) -> clicca qui
    Corso Palestra e Lanci - 1 (segnalato da 270bis) -> clicca qui
    Corso Palestra e Lanci - 2 (segnalato da 270bis) -> clicca qui


    Files di Interesse
    Tutti i file qui segnalati sono stati uploadati su RapidShare. Se non avete un account potete cliccare su "Free User".
    NB:nella versione free user non usate download accellerator (flashget, etc) altrimenti non vi farà scaricare il file. Inoltre se vi dice che il file non è più disponibile mandatemi un messaggio che lo riuppo (vengono cancellati in automatico dopo un tot di giorni senza download).
    Per i file video consiglio di scaricare ed installare sia Klite Codec Pack (lo trovate anche in questa lista) con relativo player sia VLC. Se vi danno problemi col primo, usate il secondo che digerisce di tutto :P

    --RDM - Regolamento di Disciplina Militare (DOC) -> Link Diretto al File
    --Codice Penale Militare in tempo di Pace (PDF) -> Link Diretto al File
    --Trattamento Economico Volontari 1 Gennaio 2008 (PDF) -> Link Rapidshare
    --Elenco completo degli indirizzi di Enti Militari ed.2004 (PDF) -> Link Rapidshare
    --MMPI 2 (test psicologico 567 domande) (grazie a ...TESKIO...) (ZIP) -> Link Diretto al File
    --Direttiva VFP4 2007 (PDF) -> Link Rapidshare
    --Un fumetto che racconta la storia di El Alamein (PDF) -> Link Diretto al File
    --"Field Stripping" di alcune armi (PDF) -> Link alla pagina di Download (fondo pagina)
    --Manuale americano completo Browning M2 .50HB,in inglese (PDF compressi con Winrar) -> Link Rapidshare
    --Manuale americano completo M249 (FN Minimi), in inglese (PDF) -> Link Rapidshare
    --Guida su come connettere un GPS Garmin FORETREX al pc senza spendere 70€ di cavi (PDF) -> Link Rapidshare
    --KLite Codec Pack Full + Windows Media Player Classic v.431 (EXE) -> Link Rapidshare
    --HJSplit (ZIP) -> Link Diretto al File
    --Minigun World (WMV) -> Link Rapidshare
    --Manuale Abilitazione al Lancio ANPd'I (PDF) -> Link diretto al File
    --M16 Rifle Marksmanship (smontaggio, uso, accessori, ecc della serie M16-M4), in inglese (PDF) -> Link diretto al File
    --Urban Combat Skills (tecniche CQB), in inglese (DOC) -> Link Rapidshare

    --Documentari e altri File Video -> Link al Topic




    ---Modifiche Topic---
    28/08/08 Aggiunto "Enti Militari relativi ai Paracadutisti"
    28/08/08 Aggiunto "Come si fa a entrare in una FS/FOS"
    28/08/08 Aggiunto "Gli esercizi classici del Paracadutista"
    29/08/08 Aggiunto "I testi delle canzoni dei Paracadutisti"
    29/08/08 Aggiunto CAPAR tra gli enti militari
    29/08/08 Aggiunto "Breve Storia dei Paracadutisti"
    31/08/08 Creato nuovo Topic, Aggiunte le prove fisiche e l'Iter per i Marescialli
    31/08/08 Aggiunti link a foto in "Come Entrare nella Brigata Paracadutisti"
    12/09/08 Aggiunto "Video"
    12/09/08 Aggiunto "A proposito dell'AIC..."
    12/09/08 Aggiunto "Indice"
    13/09/08 Aggiunto "I paracaduti in dotazione"
    13/09/08 Aggiunto "Malfunzionamenti del paracadute"
    18/09/08 Aggiunte le immagini della domanda per le FS/FOS nel relativo punto del topic
    24/09/08 Aggiunto "FAQ"
    29/09/08 Aggiunto altro video del salto dalla torre
    02/10/08 Aggiunti altri video sul 9°RGT
    02/10/08 Aggiunto "Files di Interesse"
    22/11/08 Aggiunte varie sulle sezioni
    07/12/08 Aggiunti altri file video
    07/01/09 Aggiunto "Considerazioni su M4, Hk 416 & AK47"
    07/01/09 Aggiunto "Cosa cambia tra le "operazioni CQB" che fanno Incursori o GIS? Chi sono i migliori?"
    18/03/09 Aggiunti altri 2 video, tra l'altro ben fatti, sul corso palestra e sui lanci, con le relative procedure
    24/05/09 Aggiunto RDM (regolamento disciplina militare) e Codice Penale Militare in tempo di Pace
    31/05/09 Aggiunto Manuale Abilitazione al Lancio ANPd'I e M16 Rifle Marksmanship (smontaggio, uso, accessori, ecc della serie M16-M4), in inglese
    07/06/09 Aggiunto Urban Combat Skills (tecniche cqb)
    19/08/09 Aggiunto "Abilitazione Civile ANPdI"
    28/10/09 Aggiunto "COFS"
    19/11/09 Aggiunto "Qualche consiglio sulla corsa"
    12/01/10 Aggiunto "Piccola guida sugli Anfibi"
    19/03/10 Aggiunto "Mini Recensione Matterhorn"
    27/11/10 Aggiunto "Mini Recensione Crispi"
    07/01/11 Aggiornato
    "Considerazioni su M4, Hk 416 & AK47"
    07/03/11 Aggiunto "Equipaggiamento - Lame"
    12/03/11 Aggiunto "Equipaggiamento - Kit Pulizia Armi"
    07/04/11 Aggiunto "Equipaggiamento - Torce"
    Immagini Allegate Immagini Allegate
    Ultima modifica di gagliardi; 09-09-15 alle 14: 58
    Meine Ehre Heisst Treue (Il mio Onore si chiama Fedeltà)
    Tra Motociclisti Salutarsi è... Salutare!!
    Si Vis Pacem Para Bellum
    “The difference,” I answered carefully, “lies in the field of civic virtue.
    A soldier accepts personal responsibility for the safety of the body politic of which he is a member,
    defending it,
    if need be, with his life. The civilian does not.” [Robert Heinlein, Starship Troopers]

  2. #2

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    Finalmente...il thread tuo con il nome tuo...

    Proporrei anche di postare delle foto...

  3. #3
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    tu vattene che sei pericoloso sui miei topic!!!

    Riecco le foto che aveva postato Ardito:




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  4. #4
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  5. #5
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  6. #6
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    se intendi il "pacco" davanti con l'etichetta gialla, è il paracadute di emergenza MIRPS (Modified Improved Reserve Parachute System)


    Si,quello intendevo!
    Ma durante quelle prove o cosa serve?

  7. #7
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    in genere te lo metti semplicemente per fare i salti con tutto l'eqp possibile in modo da essere più vicino al salto "reale" (difatti i lanci dalla torre in tuta non li ho mai visti... sempre in mimetica). A volte lo facevano addirittura aprire in esercitazione, ma nei vecchi corsi.

    PS. un ringraziamento alla nostra Danielina111 che ha sistemato un pò i due topic (questo sticky e quello vecchio bloccato). Qua sul Militariforum il nostro staff è sempre operativo
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  8. #8
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    10 (20) flessioni con lo schiaffo mani e piedi
    5 (15) trazioni
    10 (20) addominali
    5 (15) parallele
    6'30'' (5'30'') corsa 1500
    mt 1,20 (+ 1,50) salto in alto

    Dobbiamo già essere in grado di farli noi questi esercizi oppure quando arriviamo a pisa ci massacrano già loro con addestramenti ed ed.fisica?



    Citazione Originariamente Scritto da Surefire Visualizza Messaggio
    Le valutazioni verteranno inoltre su: salto sul telo mt. 5, plinto, muro, fune mt. 9, corsa 5000 mt, oltre che per ottenere l'idoneità si valuterà l'esecuzione della torre, capovolte, comportamento in discesa, falsa carlinga, vestizione del paracadute e test scritto.


    Se hai qualche foto sul muro,plinto(scusa ma non co cos'è)postale se puoi!

    Ma se per caso non riesco a fare un esercizio vengo escluso dal corso?

  9. #9

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    breil sicuramente se già cominci ad allenarti da ora non ti fa male...io già lo sto facendo...eh con le parallele,flessioni,corsa già sto messo bene, eh con questo chiedo a surefire...i 5000metri in quanto tempo?

  10. #10
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    x gli esercizi la storia è sempre la stessa, se già riesci a farli (o comunque ci sei vicino) fai molta meno botta. Ma comunque renderanno tutti capaci di farli.

    Le foto del muro, del plinto e dell'uscita dalla torre le ho postate (come link) alla fine de "come entrare in brigata".

    Se l'istruttore ritiene che non sei idoneo al lancio (quindi non vai bene nell'esecuzione delle prove tipo falsa carlinga ecc), vieni bocciato e rimandato al corso successivo (ultima possibilit&#224. Le altre che sappia io le passano praticamente tutti... ovvio che se ad es. hai paura a buttarti sul telo.... vai MOLTO male...

    Il tempo dei 5km nn me lo ricordo....
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