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Discussione: Operazioni della Guardia di Finanza

  1. #11
    fabr
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    Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Siena: 43 chili di marijuana. Arrestato 50enne olandese
    13-01-2010 MAXI SEQUESTRO DROGA SIENA | Con il sequestro di oltre 43 chili di droga la Guardia di Finanza di Montepulciano ha assestato un duro colpo al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. A finire nelle maglie dei controlli delle Fiamme Gialle è stato un cittadino olandese di 50 anni che a bordo di una station wagon Opel Astra, presa a noleggio in Olanda, aveva sistemato con cura 4 grandi borsoni di tela blu, 2 nei sedili posteriori e 2 nel bagagliaio. Al loro interno, diversi sacchi di cellophane trasparente contenevano complessivamente 43 chili di marijuana e 120 grammi di hashish.

    L 'autovettura è stata notata in prossimità del casello autostradale di Montepulciano. La sua velocità e la targa straniera hanno insospettito i finanzieri che si trovavano sul posto per eseguire un controllo del territorio, secondo le direttive emanate in ambito provinciale dal Comando della Guardia di finanza con base a Siena.

    Al controllo l'olandese ha esibito una patente rilasciata dalle autorità italiane. Al suo interno le stesse generalità del passaporto, ma l 'indicazione di una residenza romana ha incuriosito ulteriormente i finanzieri. Interrogati via radio i terminali di polizia il documento è risultato falso e avrebbe evitato all'olandese di essere scoperto in caso di un controllo approssimativo. Quella patente, con quel numero, non è stata mai rilasciata da alcuna Prefettura.

    A quel punto sono scattati altri e più serrati controlli. Il mezzo è stato perquisito e la sorpresa è stata grande: all 'interno dei 4 grandi borsoni l 'enorme quantitativo di droga. L 'uomo veniva immediatamente scortato in caserma e tratto in arresto per traffico internazionale di droga mentre l 'autovettura e le sostanze stupefacenti venivano sequestrate.

    Lo stupefacente, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stato acquistato in Olanda per poi essere dirottato sul mercato toscano e laziale anche se su questo particolare i finanzieri devono ancora fare piena chiarezza. L'olandese arrestato rischia fino a 30 anni di reclusione. A dirigere le indagini la Procura della Repubblica di Montepulciano.
    fonte valdelsa.net

  2. #12
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    Un'altra importante operazione delle fiamme gialle.

    I militari della Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Roma e Napoli hanno arrestato 17 persone, mentre 2 sono sfuggite alla cattura, per ordine del Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea - Sez. Criminalità Economica, nei confronti degli appartenenti ad un gruppo che operava nell'illecita duplicazione, "in forma imprenditoriale", di opere audiovisive tutelate dal diritto d'autore.

    I finanzieri del Gruppo di Fiumicino hanno avviato le indagini un anno e mezzo fa, a seguito del sequestro nei pressi dell'aeroporto
    "Leonardo da Vinci" di un'ingente partita di CD/DVD illeciti destinati a rifornire il mercato laziale.

    Lo sviluppo delle investigazioni consentiva, nei mesi successivi, di sequestrare altre partite durante il trasporto da Napoli a Roma,
    denunciandone i responsabili alla magistratura sia in stato d'arresto che a piede libero.

    Le indagini, avviate dall'autorità giudiziaria di Roma e successivamente dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, territorialmente
    competente, hanno evidenziato l'esistenza di una solida e ben organizzata struttura criminale capace di produrre in poco tempo decine di migliaia di CD e DVD ed in grado di fare immediatamente fronte ai sequestri subiti, rifornendo senza interruzione i propri clienti capitolini ed in altre città del Centro Italia.

    Gli indagati, organizzati secondo una precisa ripartizione di ruoli, curavano in proprio tutte le fasi dell'illecita attività: dalla produzione, masterizzando le opere audiovisive in impianti siti all'interno di insospettabili abitazioni nel cuore di Napoli, al rifornimento dei materiali occorrenti, quali supporti vergini, custodie e locandine, dalla raccolta degli ordini dai clienti, quasi esclusivamente extracomunitari, al trasporto del materiale a destinazione ed all'acquisizione dei "master" dai quali effettuare le ulteriori copie.

    A quest'ultima attività provvedeva un esperto informatico che, grazie alle sue competenze, realizzava i "master" scaricando films di
    primissima visione in lingua straniera, disponibili su siti internet di paesi esteri ove gli stessi vengono immessi nel circuito cinematografico in anticipo rispetto a quello italiano.

    Le indagini hanno consentito di localizzare i luoghi di riproduzione e stoccaggio del materiale illecito, sottoposti a perquisizione su disposizione della Procura della Repubblica con il sequestro, in due distinte occasioni, di 4 centrali di duplicazione clandestina, 286
    masterizzatori, 106.000 CD e DVD illegalmente duplicati, 92.000 custodie e locandine destinate al loro confezionamento e la
    denuncia di 19 responsabili, di cui 12 in stato d'arresto; nel corso delle perquisizioni sono state anche sequestrate due pistole con matricola abrasa.

    Nonostante il duro colpo subito, l'attività illecita, dopo un breve periodo di riorganizzazione, veniva riavviata, come testimoniano le
    intercettazioni telefoniche ed i sequestri di merce illecita destinata a rifornire il mercato "pirata" della capitale, tra cui quello di CD musicali del 59° Festival di Sanremo, effettuato mentre la rassegna canora era in corso.

    All'esito degli accertamenti, la Procura della Repubblica di Napoli ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l'emissione delle misure restrittive personali nei confronti di tutti i responsabili dell'illecito traffico, eseguite nella nottata odierna dai finanzieri dei Comandi Provinciali di Roma e Napoli, rispettivamente agli ordini del generale A. D. G. e del generale G. M..

    Agli indagati vengono contestati i reati di associazione a delinquere, ricettazione e violazione delle norme sul diritto d'autore.

    Gli Ispettori del Servizio Antipirateria della S.I.A.E., che hanno fornito collaborazione tecnica durante le indagini, esaminando il materiale sequestrato, hanno riconosciuto l'elevata qualità delle opere illecitamente riprodotte nonchè l'eccellente livello tecnologico degli impianti utilizzati.

    Ingenti i guadagni conseguiti lungo tutta la filiera dell'illecito commercio: i DVD "pirata", pronti per la vendita e costati all'organizzazione criminale circa 40 centesimi, venivano ceduti in grande quantità ad un prezzo di 60/70 centesimi per essere poi rivenduti, al dettaglio, nelle piu' affollate strade dello shopping capitolino, tra 5 e 7 euro., poi, ad acquisire l'audio in lingua italiana al momento della prima proiezione nei cinema nazionali; infine, utilizzando uno specifico software, sincronizzava il video e l'audio così ottenuti, conseguendo la
    disponibilità dei "master" ed avviando la duplicazione illegale su vasta scala, già poche ore dopo la prima visione cinematografica.


    dal sito gdf.

  3. #13
    ermesgdf
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    (ANSA) - VIBO VALENTIA, 21 GEN -La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 5 milioni di euro nei confronti di Nicola Fiare', presunto esponente della 'Ndrangheta. I beni di cui e' in corso il sequestro sono stati individuati a Roma e nella provincia di Vibo Valentia. L'operazione viene condotta dai finanzieri del Gico di Catanzaro e del Nucleo di Polizia tributaria di Vibo Valentia, in collaborazione con lo Scico di Roma.

    21 Gen 08:28


    Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha concluso un'operazione nel settore del contrasto alla criminalita' economica e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati. Al termine di complesse e articolate indagini, durate due anni, il Gruppo investigativo sulla criminalita' organizzata (Gico) ha denunciato all'Autorita' Giudiziaria capitolina 15 persone che avevano costituito un pericoloso sodalizio criminale, operante prevalentemente nella Capitale, responsabile di prestiti a tassi usurari, del conseguente riciclaggio delle disponibilita' accumulate, nonche' di reiterati reati fiscali.

    Le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia tributaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma-Direzione distrettuale antimafia, nelle persone del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dei sostituti Giuseppe De Falco e Rodolfo Maria Sabelli, hanno eseguito indagini patrimoniali nei confronti di tutti gli appartenenti all'organizzazione criminale pervenendo al sequestro di numerosi beni di ingente valore e di illecita provenienza, quali ville, appartamenti, terreni, aziende, orologi preziosi, autovetture, titoli di credito e polizze assicurative, per un valore complessivo pari a oltre dieci milioni di euro.

    L'attivita' ha consentito di far piena luce su un'intricata rete di transazioni finanziarie effettuate tra diverse societa', intestate a prestanome, ma di fatto gestite da un unico soggetto, tese a 'ripulire' e a reintrodurre nel circuito dell'economia legale denaro proveniente dall'attivita' di usura. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno tratto in arresto un latitante appartenente alla criminalita' organizzata calabrese, destinatario di due misure di sicurezza detentive, con il quale i soggetti indagati erano in affari.


    (ASCA) - Napoli, 20 gen - Commentando l'operazione compiuta oggi dalla Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros, nell'area del vesuviano, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ne sottolinea l'importanza rispetto alla quantita' di beni mobili e immobili sequestrati: ''E' stata un'operazione che ha sgominato i clan Gallo-Vangone-Limelli e che ha fatto molto, molto male''. In sostanza, il ministro ribadisce l'importanza del colpire i clan di camorra, comunque tutte le organizzazioni criminali, nella parte per loro piu' vitale: il patrimonio. Maroni ricorda che solo nell'operazione di questa mattina, ''partita da Napoli ma che ha interessato ben 10 regioni'' la Guardia di Finanza e i Ros hanno compiuto ben 85 arresti e sequestrato 31 societa', 122 beni immobili, 160 auto, 480 conti correnti bancari per un valore complessivo di 65 milioni di euro.
    Ultima modifica di ermesgdf; 22-01-10 alle 15: 20

  4. #14

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    Cocaina sull’asse Gioia-Crotone-Catanzaro – La GdF ha smascherato un traffico di droga che ruotava attorno a una famiglia della Piana e si ramificava in altre città della regione – Trentaquattro in manette e 60 indagati. In 7 mesi smistati dodici chili di droga. Le “vedette” nei quartieri
    REGGIO CALABRIA – Si muovevano con circospezione; sparpagliavano sentinelle nel quartiere per neutralizzare gli appostamenti dei finanzieri; al telefono tentavano di rendere impenetrabili le conversazioni, ma i finanzieri che ascoltavano sapevano che «vino, caffè, assegni, meloni e cavalli» erano in realtà merce di copertura per l’emporio della cocaina che gestivano a Gioia Tauro, con succursali a Crotone e Catanzaro.

    Poi quando la pressione degli investigatori è diventata palpabile, hanno provato a chiudersi a riccio. «Perché qua – temeva uno degli arrestati intercettato che aveva scoperto microspie nella macchina – ci fanno un c….così». E così è stato. Ieri la Guardia di finanza ha tirato la rete di un’inchiesta (operazione “Alba chiara”) che ha smascherato un capillare traffico di cocaina.

    Lo sforzo operativo ha impegnato duecento finanzieri, in gran parte dislocati nei quartieri Ciambra e Monacelli a Gioia Tauro, epicentro dello sforzo investigativo. In tutto sono 38 le persone raggiunte da misure cautelari (29 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 4 con obbligo di dimora). Ma l’operazione aveva un raggio ben più ampio (sono sessanta gli indagati), ridimensionato dalla scrematura del Gip del Tribunale di Reggio, Domenico Santoro.

    Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina. Genitori, figli e donne, partecipavano – secondo gli investigatori – all’attività familiare. Una sorta di “formicaio” che in soli sette mesi avrebbe smistato 12 chili di cocaina con un giro d’affari da due milioni di euro.

    Infatti l’inchiesta – in questa fase – ha fatto inceppare gli ingranaggi che movimentano al dettaglio il mercato della droga. Secondo la ricostruzione degli inquirenti le redini dell’organizzazione erano in mano ai fratelli Damiano e Antonio Bevilacqua, attorno ai quali ruotava un gruppo familiare capace di supportare l’attività come una catena di montaggio.

    D’altronde, scavando nell’anagrafe tributaria gli inquirenti hanno accertato che buona parte degli indagati non dichiarava redditi e non svolgeva altre attività lavorative. Così c’era chi aveva il compito di apripista, guidando l’auto che precedeva il corriere con la droga; poi c’era la donna che si occupava solo di contabilità, segnando i crediti dei clienti e i debiti nei confronti dei fornitori.

    In questo scenario emergeva – sulla base dell’attività investigativa – - il ruolo di Vincenzo Trunfio, indicato dalla Guardia di finanza come l’anello di congiunzione con i quartieri più alti, la cerniera di trasmissione che alimentava il sottobosco con puntuali forniture di cocaina.

    L’inchiesta si è messa in moto nel 2007 con il solito controllo di routine sul territorio. Da qui i finanzieri hanno iniziato la scalata investigativa, nella prima fase supportata dalla procura di Palmi. Poi si sono affiancati i pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia.

    A richiedere le misure cautelari sono stati i pm della Dda Roberto Di Palma, Stefano Musolino e Giuseppe Bontempo.

    Il raggio d’azione del traffico di droga non era circoscritto a Gioia Tauro, ma si estendeva anche Crotone e a Catanzaro, dove i fratelli Bevilacqua avevano altri “canali di distribuzione”. In queste due città, infatti, il mercato degli stupefacenti poteva contare sui flussi di cocaina che partivano da Gioia Tauro.

    Ma in quale logica s’inquadrano i Bevilacqua nello scenario mafioso della Piana?

    Gli investigatori hanno una lettura chiara: «Manovalanza emergente nell’orbita dei Piromalli. Si tratta di un’organizzazione che nelle dinamiche criminali dell’area di Gioia Tauro – hanno spiegato ieri in conferenza stampa il colonnello e il capitano della Finanza, Alberto Reda e Luca Barbara – sta assumendo nuovi spazi, andando progressivamente a sostituirsi a gruppi storici quali quello dei Molè, attualmente in grave difficoltà».

    L’offensiva investigativa di ieri ha segnato la convergenza tra diverse articolazioni della Guardia di finanza. Il Comando provinciale di Reggio Calabria ha coordinato uno sforzo operativo che ha fatto leva anche sui contributi dello Scico di Roma e del Gruppo aeronavale di Messina.
    Who Dares Wins
    FINANZIERE ALLIEVO

  5. #15
    ermesgdf
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    operazione gdf a Conza
    http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=61367

    Guardia di Finanza sequestra l'azienda Villa Pini
    CHIETI. La Guardia di Finanza, su disposizione del Gip del tribunale di Chieti, ha provveduto al sequestro dell'azienda Villa Pini il proprietario coinvolto nella sanitopoli abruzzese.

    Lo ha comunicato nel corso della seduta del Consiglio regionale il presidente della Giunta, aggiungendo che come amministratore giudiziario è stato nominato Ugo Zurlo.
    Questo è il primo provvedimento che coinvolge l'azienda in relazione alla gestione della stessa e al mancato pagamento degli stipendi.
    A novembre scorso, invece, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara aveva eseguito dei sequestri preventivi, finalizzati alla confisca per equivalente, di beni mobili e immobili di proprietà dell'imprenditore della sanità privata e della società a lui riconducibile.
    La gestione della società non era stata toccata.
    A disporre i sequestri era stato il gip del Tribunale di Pescara su richiesta del pool di magistrati che indaga sulle presunte tangenti nel mondo della Sanità.
    Le somme illegittimamentei sarebbero pari a circa 33 milioni di euro.
    Angelini, anch'egli indagato, è il grande accusatore dell'ex governatore d'Abruzzo Ottaviano Del Turco, quest'ultimo arrestato nel luglio del 2008 nell'ambito dell'inchiesta che decapitò la giunta di centrosinistra dopo le rivelazioni sulle presunte tangenti pagate ai politici dal patron di Villa Pini.
    Nei mesi scorsi sulla vicenda di Villa Pini - con i dipendenti che non percepiscono stipendi da dieci mesi - era intervenuta anche la commissione parlamentare guidata da Ignazio Marino che aveva chiesto un intervento rapido a tutela dei lavoratori.
    Nei giorni scorsi sono state confermate le trattative per l'aquisto del gruppo sanitario da parte della Neuromed di Pizzilli (Isernia), che fa capo al gruppo della famiglia dell'eurodeputato (Pdl).
    «Con il sequestro di tutte le strutture del gruppo Villa Pini, finalmente si potranno risolvere i problemi dei lavoratori, con un interlocutore più affidabile», ha commentato il segretario generale della Cgil-Fp Abruzzo.
    «Chiederemo immediatamente - ha sottolineato Ranieri - al commissario di richiedere la cassa integrazione per i 1.600 lavoratori del gruppo, visto che la Regione nei giorni scorsi aveva riferito che l'unico ostacolo all'erogazione era rappresentato dalla richiesta da parte di Angelini».






    Mafia, maxi sequestro di 550 milioni di euro





    PALERMO. La Direzione Investigativa Antimafia e la Guardia di Finanza hanno sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 550 milioni di euro.



    Il Tribunale di Agrigento, accogliendo due autonome proposte avanzate, separatamente, dal Direttore della Dia, generale dei carabinieri Antonio Girone, e dalla Dda di Palermo, con il coordinamento del Dipartimento criminalità economica della Dda del capoluogo siciliano, diretto dal dottor Roberto Scarpinato, ha disposto la misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’imprenditore agrigentino.

    Cascio, già condannato nell’ambito del processo “Mafia & Appalti”, con sentenza passata in giudicato, a sei anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso, per avere preso parte al noto “sistema Siino” - ideato dall’indiziato mafioso, “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra - il 2 settembre 2008, è stato inoltre destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo, poiché ritenuto responsabile “di avere partecipato ad un sodalizio criminoso, organico a cosa nostra, al fine di acquisire il controllo di attività economiche e realizzare ingiusti vantaggi e profitti dal 1994 al 2008”.

    In particolare, Cascio, secondo l’accusa, ha gestito attività economiche e lavori in subappalto, nonché interessi imprenditoriali per conto di esponenti dei clan, assicurandosi il controllo monopolistico del mercato del calcestruzzo e del movimento terra. Con la forza intimidatrice, derivante dallo status di mafioso, ha imposto, unitamente ad altri sodali, tale controllo sugli altri operatori economici del settore che, con prezzi estremamente concorrenziali, tentavano di inserirsi nelle forniture. Lo stesso ha avuto, inoltre, rapporti con Filippo Guttadauro, 59 anni, fratello del 62enne Giuseppe, medico, già reggente il mandamento mafioso di Brancaccio, coniugato con Rosalia Messina Denaro, sorella del noto latitante Matteo Messina Denaro, ritenuto il successore di Bernardo Provenzano alla guida di Cosa Nostra.

    L’imponente operazione ha interessato società operanti nel settore del commercio degli inerti, del calcestruzzo e degli appalti, nonché beni mobili ed immobili ed è il risultato di articolate indagini economiche e patrimoniali svolte sul conto del precitato Cascio e delle società a lui riconducibili nell’arco degli ultimi trent’anni, che hanno consentito di accertare, tra l’altro, la sperequazione patrimoniale.

    Sono stati sottoposti a sequestro preventivo: 15 tra ditte individuali e società di capitali operanti prevalentemente nel settore edilizio ed intestatarie, tra l’altro, di: 200 appezzamenti di terreno siti nelle province di Trapani e Agrigento; 90 fabbricati (appartamenti, magazzini e autoparchi); 9 stabilimenti industriali, tra cui diversi silos siti nel Porto di Mazara del Vallo; 120 automezzi (autovetture, pale meccaniche, camion, escavatori, ecc.). Sequestrati, inoltre, beni direttamente riconducibili a Cascio ed alla moglie, anche per interposta persona fisica e giuridica: 60 appezzamenti di terreno e 80 fabbricati (ville, appartamenti, palazzine, autorimesse e magazzini) siti nelle province di Trapani ed Agrigento; 50 veicoli di differenti cilindrate; una imbarcazione da diporto.
    Ultima modifica di ermesgdf; 11-02-10 alle 23: 47

  6. #16
    fabr
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    Gioia Tauro. Sequestrate oltre 12 tonnellate di sigarette
    GIOIA TAURO 29/01/2010. Continua incessante l’attività repressiva della Guardia di finanza e della Dogana nel porto a contrasto dei traffici illeciti nel settore del contrabbando di sigarette. Due distinte operazioni anticontrabbando, condotte congiuntamente dai militari della 1ª Sezione operativa della locale Compagnia e dai funzionari del Servizio di vigilanza antifrode doganale, hanno consentito, di rinvenire oltre 12 tonnellate di sigarette di contrabbando. Le brillanti attività concluse, sono il risultato della perfetta sinergia degli investigatori, impegnati quotidianamente ad effettuare un’attenta “analisi dei rischi”, eseguita incrociando i dati e monitorando le rotte delle navi e gli scambi commerciali, previsti all’interno dell’area portuale gioiese. Particolarmente interessanti e fantasiosi si sono rivelati alcuni dettagli delle spedizioni sequestrate. I contrabbandieri, allo scopo di “camuffare” un carico di 4.000 chilogrammi di sigarette di contrabbando, hanno dichiarato sulla documentazione doganale che lo stesso, destinato in Sicilia e proveniente dalle Filippine, conteneva addirittura “aiuti umanitari”. Un’apposita perizia eseguita successivamente al sequestro, ha determinato che le sigarette effettivamente trasportate all’interno del container, marca “Benson & Hedges”, erano anche contraffatte. Il valore della merce sequestrata ammonta a 628.891 euro con un totale di tributi evasi pari a 534.485 euro. A brevissima distanza temporale, il certosino lavoro di “intelligence” del personale specializzato, ha consentito di scoprire un altro carico di sigarette di contrabbando, ancora più sostanzioso, relativo ad una spedizione composta da 41.150 stecche di sigarette, corrispondenti a 8.230 chilogrammi, marca “Alhamraa”, occultate da 50 box doccia di ottima qualità. Prima di procedere all’ispezione fisica del container, la conferma della presenza delle bionde è stata ottenuta sfruttando la tecnologia dell’apparecchiatura “Silhouette Scan”, con la quale è stato controllato il contenitore, già “cartolarmente” selezionato dal personale preposto. L’esame, effettuato sottoponendo ai raggi “X” il contenuto della spedizione, ha fatto immediatamente rilevare la non omogeneità del carico, rispetto ai colli contenenti “box doccia”, dichiarati nella documentazione doganale. Il valore di tale merce sequestrata ammonta a 1.300.445 euro con un totale di tributi evasi pari a 1.105.229 euro. Gli investigatori, fin dal 2009 avevano focalizzato la loro attenzione sui traffici di merce proveniente dal Medio Oriente. Lo scorso anno infatti, all’interno del porto, monitorando le spedizioni giunte prevalentemente da analoghe rotte commerciali, sono state sequestrate oltre 50 tonnellate di sigarette di contrabbando. fonte "La Gazzetta del Sud" e "Reggiopress".http://reggiopress.blogspot.com/2010...-oltre-12.html
    Ultima modifica di fabr; 30-01-10 alle 17: 30

  7. #17
    ermesgdf
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    Guardia Di Finanza: Tutti I Dettagli Della Maxi Operazione "Punto Com"
    Cronaca 18 Novembre 2008 @ 15:47Maxi operazione della Guardia di Finanza di Siracusa. Scoperta e sgominata organizzazione criminale che gestiva la raccolta illegale di scommesse sportive via internet in tutte le province della Sicilia orientale


    Questa notte è stata eseguita l’operazione battezzata “PUNTO COM” in adempimento a misure cautelari disposte dal G.I.P. su specifica richiesta della Procura di Siracusa.
    Gli uomini delle fiamme gialle del Comando Provinciale di Siracusa hanno tratto in arresto 10 persone ritenute responsabili a vario titolo, di essersi associate al fine di creare e gestire siti internet, assolutamente illegali e sconosciuti al sistema monopolistico statale, che sarebbero serviti per la raccolta di scommesse sportive on line.

    -30 Persone Denunciate All’a.G.
    -20 Denunciati A Piede Libero
    -3 Le Ordinanze Di Custodia Cautelare In Carcere

    Indagini Tecniche :
    -170.000 Conversazioni “Registrate”
    -12.000 Ore Di Ascolto

    Sequestrati:
    1 Un intero compendio aziendale operante nel settore dei videogiochi
    1 Società operante nel campo dell’informatica
    1 Agenzia di raccolta scommesse telematiche
    1 Sala da gioco
    Ultima modifica di ermesgdf; 11-02-10 alle 23: 43

  8. #18
    fabr
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    Scoperte discariche abusive con oltre 30 tonnellate di materiale tossico

    Cosenza, 3 feb. (Adnkronos)

    Due discariche abusive e oltre 30 tonnellate di materiale tossico e altamente pericoloso sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Scalea lungo il Tirreno cosentino.
    La prima, di circa 200 metri quadrati, rinvenuta nei pressi di San Nicola Arcella, costituisce ''un vero e proprio monumento dell'illegalità ambientale'', spiegano i finanzieri.

    Sul terreno sono stati rinvenuti materiale di risulta, in gran quantità, numerosi mobili ed elettrodomestici e circa 6 tonnellate di ''eternit'' frantumato, quindi altamente pericoloso per la salute e l'incolumità pubblica.

    Il proprietario del terreno è stato denunciato per violazione delle disposizioni in materia ambientale.

    La seconda discarica abusiva, di circa 600 metri quadrati, è stata invece scoperta nel territorio comunale di Grisolia, in una zona rientrante nell'area sottoposta a tutela dal Parco nazionale del Pollino.

    Quella parte di territorio è definita ''zona 2'' ovvero di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, con limitato grado di antropizzazione e dove, quindi, vige il divieto di apertura di discariche anche autorizzate.

    Sono stati rinvenuti rifiuti di diverso genere, tra cui anche la carcassa bruciata di un'automobile sulla quale sono state avviate indagini per accertarne la provenienza o l'eventuale impiego per delitti.

    fonte - sito GdF

  9. #19
    Maggiore L'avatar di Victor
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    Palermo, 4 febbraio 2010



    Un evasione fiscale di circa un milione di euro è stata scoperta, durante un controllo, dalla Guardia di Finanza di Termini Imerese (Palermo).

    In particolare il controllo è stato eseguito su una ditta individuale che si occupa di materiale da costruzione a Caccamo, nel Palermitano.

    L'attività ispettiva delle Fiamme Gialle ha permesso di accertare che il titolare della ditta, S.R., per l'anno di imposta 2009 non ha registrato sulle prescritte scritture contabili ricavi per oltre 1,3 milioni di euro, omettendo di versare all'erario Iva per circa 260mila euro.

    I finanzieri hanno quindi avanzato la richiesta, all'ufficio delle entrate, di applicazione della misura cautelare del sequestro a
    garanzia del credito dell'erario che consente all'amministrazione finanziaria di chiedere, con istanza motivata l'iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e, di conseguenza, l'autorizzazione a procedere al sequestro conservativo dei suoi beni, compresa l'azienda.

  10. #20
    ermesgdf
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    Siracusa: operazione della GdF contro immigrazione clandestina. Arrestato un egiziano

    Cronaca 7 Gennaio 2010 @ 11:21Login o registrati per inviare commentiCommentaNell’ambito dei servizi di vigilanza dell’area portuale aretusea, finalizzati alla repressione dei traffici illeciti e dei fenomeni di immigrazione clandestina, militari della dipendente Compagnia di Siracusa procedevano al fermo di 2 soggetti extracomunitari che dopo aver fatto accesso all’area soggetta a vigilanza doganale salivano velocemente a bordo di un peschereccio ormeggiato in banchina.
    I militari pertanto procedevano agli immediati controlli di rito per l’identificazione dei due soggetti fermati, dei quali veniva accertata la nazionalità egiziana.

    Per uno di loro emergeva, con l’ausilio del sistema informatizzato di identificazione delle impronte digitali in uso alla Questura di Siracusa, la presenza di diversi “alias” rilasciati in occasione di precedenti controlli da parte delle Forze di Polizia (Linosa, Fiumicino, Caserta).

    In particolare è emersa a carico dello stesso l’esistenza di un provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato emesso dal Questore di Caserta, sin dal 23 ottobre 2008, a cui l’immigrato non aveva ottemperato, permanendo in clandestinità nel territorio nazionale.

    Tenuto conto dell’esito degli accertamenti prontamente eseguiti, l’extracomunitario egiziano clandestino, di anni 32, sentito il conforme parere del Magistrato di Turno presso la locale Procura della Repubblica, veniva tratto in arresto per inottemperanza alle disposizioni in materia di soggiorno ed in particolare per violazione all’articolo 14, comma 5-ter, del relativo testo unico (Dlgs 286/98), così come modificato dal recente pacchetto sicurezza (legge 15 luglio 2009, n.94).

    Il soggetto veniva, quindi, associato alla Casa Circondariale “Cavadonna”, a disposizione dell’A.G. competente.

    Sono tuttora in corso indagini finalizzate ad accertare eventuali ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico del comandante del peschereccio sul quale il soggetto di nazionalità egiziana veniva notato salire a bordo.
    Ultima modifica di ermesgdf; 09-02-10 alle 15: 26

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