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Discussione: LEGIONE STRANIERA - Informazioni e discussione generale

  1. #5021
    Moderatore L'avatar di Orange
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    Vedo che la sezione é caduta in letargo : probabilmente parlare di tatuaggi su questo topic non é veramente un buon segno.
    Scherzi a parte voglio ringraziare tutti voi per aver saputo evitare post incendiari e aver saputo rispettare questo forum, i suoi utenti ed i suoi regolamenti.

    Detto questo, per rilanciare un po' la discussione, voglio darvi qualche altra informazione riguardo lo spirito e la "mentalità Legione", prendendo sempre spunto da fatti ed episodi che ho vissuto in prima persona, per essere sempre sicuro di riportare la verità.

    Questa volta voglio parlarvi di obbedienza, di rispetto delle tradizioni, e dell'umiltà.

    Sapete tutti che in Legione c'é una disciplina di ferro e che gli ordini non si discutono. Da noi si dice che, una volta ricevuto un ordine, il solo fatto di pensarci su vuol dire cominciare a disobbedire, e le sanzioni arrivano rapide, veloci ed a volte "energiche". Eppure.........

    Nel 1999 ero a Djibouti, e durante i preparativi per la cerimonia di Camerone, il Colonnello comandante la 13ème DBLE, aveva deciso che per la sfilata che segue e conclude la cerimonia, la bandiera della 13 sarebbe stata portata e scortata in testa al reggimento da una guardia d'onore composta da militari dell'esercito regolare francese, appartenenti ad una compagnia del materiale distaccata presso la Legione.
    Appena arrivata la nota di servizio, io ho detto al mio Maresciallo che comandava la sezione che non avrei in nessun caso partecipato alla sfilata.
    Poiché tutti sono sui ranghi durante Camerone, il Maresciallo mi ha detto che non poteva proteggermi in nessun caso ed anzi era obbligato a mettermi a rapporto dal Capitano.
    Il Capitano, un messicano che veniva dal 2 REP, che aveva partecipato al lancio su Kolwezi, ed era ben conosciuto per essere "gentile, affabile ed umano" ho creduto che esplodesse. Gli ho detto di preparare il bollettino di punizione e di mettermi a rapporto dal Colonnello, perché in nessun caso avrei sfilato, e prima di partire in cella per una quarantina o sessantina di giorni, volevo spiegargli qualche cosa.
    Il giorno dopo ero davanti al Colonnello che mi ha detto se sapevo e se mi rendevo conto di quanto mi sarebbe potuto costare il mio rifiuto di eseguire un ordine.
    Gli ho risposto che lui era il capo del reggimento e poteva prendere tutte le decisioni che voleva. Il mio non voleva essere né un gesto di sfida né un gesto di insubordinazione, ma lui, il Colonnello, anche se dava gli ordini, non era e non sarebbe stato mai un legionario. Io invece lo ero, avevo pianto di male, di fatica, di stanchezza, di freddo, di fame per diventarlo. Avevo delle cicatrici sul mio corpo che mi ero fatto in combattimento per la Legione. Avevo camerati che mi erano morti intorno per la Legione. Lui poteva fare quello che voleva, ma per rispetto ai miei camerati caduti, ai nostri veterani, alle mie ferite non avrei mai sfilato dietro la mia bandiera portata da gente che non aveva nessun merito per avere l'onore immenso di poterla portare, di poterla scortare e di aprire la sfilata facendosi seguire da un reggimento intero di legionari in armi.

    Il Colonnello é rimasto semplicemente zitto e dopo qualche attimo mi ha lasciato andare.
    Non c'é stato nessun bollettino di punizione, nessuna ritorsione, niente di niente.
    Evidentemente e logicamente, un Colonnello non si scusa e mantiene la sua condotta.
    Sicuramente il Colonnello ha avuto il buon senso di capire il senso del mio discorso e della mia presa di posizione, che in ogni caso (sono d'accordissimo) resta da proscrire!!
    Quindi quel 30 aprile 1999, non ho sfilato, ma ero addetto alla sonorizzazione ed all'amplificazione sulla piazza d'armi, durante la cerimonia e la sfilata.

    Alcuni mesi dopo, il 17 ottobre, il giorno del mio compleanno, verso l'una e mezza di pomeriggio ero rientrato a casa e stavo mangiando con mia moglie, quando qualcuno a bussato alla porta di ingresso.
    Era il Colonnello che era venuto a casa mia per augurarmi buon compleanno, ed offrirmi in regalo l'originale del primo numero del Kepi' Blanc, degli anni '50, che é la rivista mensile della Legione. Oltre a questo c'era un biglietto di accompagnamento, nel quale scriveva alcune cose di cui non parlero', ma che per me sono tanto preziose quanto tutte le mie medaglie.

    Ecco qua.
    Penso che se volete delle informazioni sulla Legione, sulla realtà quotidiana della Legione, in questo breve racconto ne potete trovare parecchie : l'iter burocratico per una sanzione grave, Camerone, le tradizioni della Legione, la capacità che hanno anche "i grandi" di riconoscere certi "errori".

    Orange
    Ultima modifica di Orange; 26-01-10 alle 19: 17

  2. #5022
    Caporale L'avatar di Owens
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    E più leggo e più mi sento a casa li in legione.

  3. #5023
    LeonardoLupo
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    scusa l'ignoranza o la domanda ripetuta(nel senso se hai già risposto post indietro),ma la festa di Camerone a cosa equivale qui in Italia?che giorno è e come mai è così importante?grazie

  4. #5024

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    e in quell'occasione cosa successe con la musica Danilo??

    Daniele
    -Every man dies, not every man really lives-

    -In ogni cosa nella vita, hai due scelte: puoi essere il migliore, o essere solamente un altro in mezzo alla folla. Io ho sempre voluto vincere!-

  5. #5025

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    Come al solito Danilo...leggere i tuoi racconti è un onore...ci fossero più persone al mondo come "Te" in Legione e fuori...

  6. #5026
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    Un racconto davvero straordinario caro Danilo.

    Citazione Originariamente Scritto da LeonardoLupo Visualizza Messaggio
    scusa l'ignoranza o la domanda ripetuta(nel senso se hai già risposto post indietro),ma la festa di Camerone a cosa equivale qui in Italia?che giorno è e come mai è così importante?grazie
    La festa di Camerone in Italia non equivale a nulla. E' l'occasione in cui, più di tutte le altre, la Legione è celebrata per il suo valore guadagnato sul campo e la sua dedizione. E nasce, per l'appunto dalla battaglia di Camerone: http://www.legionestraniera.org/cam_comb.htm

  7. #5027
    Capitano L'avatar di joenna
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    Citazione Originariamente Scritto da -Daniele- Visualizza Messaggio
    e in quell'occasione cosa successe con la musica Danilo??

    Daniele
    hahaha mentre leggevo mi chiedevo se la musica non avesse avuto qualche disturbo...

    A parte gli scherzi, ogni volta leggere i racconti di Danilo mette, almeno a me, sempre tanta voglia di fare, di mettermi alla prova, di andare fiero ed orgoglioso di quello che sono, di non abbassare mai la testa.
    Non chi comincia ma quel che persevera

  8. #5028
    Soldato
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    Grazie Danilo per aver scritto delle tue esperienze in legione, mi scuso ancora per aver introdotto il discorso sui tatuaggi ma volevo essere sicuro al 100% e grazie a te e alla tua immensa disponibilità adesso lo sono! Questi tuoi racconti sono veramente istruttivi dal punto di vista della vita in legione, spero che continuerai a scriverne ancora...a presto

    SoldatoInGamba

  9. #5029
    Moderatore L'avatar di Orange
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    Citazione Originariamente Scritto da -Daniele- Visualizza Messaggio
    e in quell'occasione cosa successe con la musica Danilo??
    Citazione Originariamente Scritto da joenna Visualizza Messaggio
    hahaha mentre leggevo mi chiedevo se la musica non avesse avuto qualche disturbo...
    Effettivamente quello che é successo con la musica é un aneddoto nell'aneddoto.

    Il 30 aprile, durante la cerimonia, non ci sono stati problemi e tutto é andato benissimo.
    I giorni precedenti, durante le prove e gli addestramenti, tutto é andato bene lo stesso.
    Invece, il 29 aprile, durante la prova generale c'é stato un piccolo problemino organizzativo.
    Per far sfilare il reggimento al ritmo del "Boudin", avevo registrato la nostra marcia su una cassetta vergine, ed avevo mixato più volte il pezzo per ottenere 30 minuti continui di marcia, ed avere quindi un margine di sicurezza grandissimo. Questa cassetta la tenevo da parte per utilizzarla solo il 30 aprile, giorno della sfilata.
    Per le prove generali, mi ero fatto dare una cassetta nella quale c'era la nostra marcia su una facciata, e sull'altro lato, mi avevano avvertito che c'era altro genere di musica.
    Il 29 quindi, tutto il reggimento era presente per provare tutti insieme la sfilata. Quando tutte le compagnie erano pronte, al segnale convenuto ho lanciato la cassetta, e la 13ème DBLE al completo ha fatto un primo passaggio, sfilando in modo impeccabile al suono del Boudin.
    Il Colonnello ha deciso di fare un secondo passaggio, quindi mentre il reggimento riprendeva la posizione di partenza, io avrei dovuto rimettere all'inizio la cassetta.
    Ma siccome il primo passaggio era durato solo pochi minuti e mi restavano ancora almeno altri 25 minuti disponibili, ho pensato che avrei potuto lasciare la cassetta dove era. Ho semplicemente trovato la parte iniziale della marcia, ed ho aspettato il segnale per lanciare la musica.
    Essendo dalla parte opposta del terreno sul quale facevamo le prove, avevo un occhio sui bottoni dell'impianto di amplificazione, ed un occhio sul Colonnello, in testa al reggimento, per vedere quando mi avrebbe dato il via.
    Una volta il reggimento a posto e pronto, mi é stato fatto un cenno col braccio per dirmi di far partire la musica.
    Il problema é che durante la manipolazione dell'impianto, avevo premuto il tasto dell'auto-reverse, per cui quando ho lanciato la musica, é partita la facciata "B" della cassetta.

    Il risultato é stato che davanti a tutta la 13 schierata e pronta a partire sfilando al passo, in armi, la bandiera con la sua guardia d'onore, il Colonnello in testa, quattro compagnie, circa 600 uomini, gli osservatori e tutto il resto, é uscito dagli amplificatori, a tutto volume uno dei successi di Samantha Fox !!!! Chitarra stridente, basso potente, batteria scatenata.

    Il Colonnello era felice, ma che dico...entusiasta.
    Era talmente contento, che dalla gioia la sua faccia era cosi' rossa che non si riusciva più a distinguerla dal rosso della bandiera.
    Il tutto mentre si poteva vedere chiaramente che i ranghi impeccabili, ondeggiavano stranamente, scossi dalle sghignazzate che i legionari provavano a trattenere.

    La cosa non era assolutamente voluta, ma visto quello che era successo, ho "accidentalmente" messo una buona decina di secondi prima di bloccare la sonorizzazione.

    Una volta rientrate le cose nel giusto ordine e finito il secondo passaggio di prova, il Colonnello é venuto a vedermi per dirmi che non sapeva e non voleva sapere se quel "sabotaggio" l'avevo fatto volutamente o no, per il fatto che la bandiera era portata dalla "regolare", ma riteneva che ormai avevo fatto "l'attentato", e che si aspettava il massimo della collaborazione e della professionalità per il giorno dopo, durante la cerimonia ufficiale.

    Evidentemente, il 30 aprile non c'é stato il minimo problema.
    Il seguito della storia lo conoscete già.

    Orange

  10. #5030

    Predefinito Emozionante

    Citazione Originariamente Scritto da Orange Visualizza Messaggio
    Vedo che la sezione é caduta in letargo : probabilmente parlare di tatuaggi su questo topic non é veramente un buon segno.
    Scherzi a parte voglio ringraziare tutti voi per aver saputo evitare post incendiari e aver saputo rispettare questo forum, i suoi utenti ed i suoi regolamenti.

    Detto questo, per rilanciare un po' la discussione, voglio darvi qualche altra informazione riguardo lo spirito e la "mentalità Legione", prendendo sempre spunto da fatti ed episodi che ho vissuto in prima persona, per essere sempre sicuro di riportare la verità.

    Questa volta voglio parlarvi di obbedienza, di rispetto delle tradizioni, e dell'umiltà.

    Sapete tutti che in Legione c'é una disciplina di ferro e che gli ordini non si discutono. Da noi si dice che, una volta ricevuto un ordine, il solo fatto di pensarci su vuol dire cominciare a disobbedire, e le sanzioni arrivano rapide, veloci ed a volte "energiche". Eppure.........

    Nel 1999 ero a Djibouti, e durante i preparativi per la cerimonia di Camerone, il Colonnello comandante la 13ème DBLE, aveva deciso che per la sfilata che segue e conclude la cerimonia, la bandiera della 13 sarebbe stata portata e scortata in testa al reggimento da una guardia d'onore composta da militari dell'esercito regolare francese, appartenenti ad una compagnia del materiale distaccata presso la Legione.
    Appena arrivata la nota di servizio, io ho detto al mio Maresciallo che comandava la sezione che non avrei in nessun caso partecipato alla sfilata.
    Poiché tutti sono sui ranghi durante Camerone, il Maresciallo mi ha detto che non poteva proteggermi in nessun caso ed anzi era obbligato a mettermi a rapporto dal Capitano.
    Il Capitano, un messicano che veniva dal 2 REP, che aveva partecipato al lancio su Kolwezi, ed era ben conosciuto per essere "gentile, affabile ed umano" ho creduto che esplodesse. Gli ho detto di preparare il bollettino di punizione e di mettermi a rapporto dal Colonnello, perché in nessun caso avrei sfilato, e prima di partire in cella per una quarantina o sessantina di giorni, volevo spiegargli qualche cosa.
    Il giorno dopo ero davanti al Colonnello che mi ha detto se sapevo e se mi rendevo conto di quanto mi sarebbe potuto costare il mio rifiuto di eseguire un ordine.
    Gli ho risposto che lui era il capo del reggimento e poteva prendere tutte le decisioni che voleva. Il mio non voleva essere né un gesto di sfida né un gesto di insubordinazione, ma lui, il Colonnello, anche se dava gli ordini, non era e non sarebbe stato mai un legionario. Io invece lo ero, avevo pianto di male, di fatica, di stanchezza, di freddo, di fame per diventarlo. Avevo delle cicatrici sul mio corpo che mi ero fatto in combattimento per la Legione. Avevo camerati che mi erano morti intorno per la Legione. Lui poteva fare quello che voleva, ma per rispetto ai miei camerati caduti, ai nostri veterani, alle mie ferite non avrei mai sfilato dietro la mia bandiera portata da gente che non aveva nessun merito per avere l'onore immenso di poterla portare, di poterla scortare e di aprire la sfilata facendosi seguire da un reggimento intero di legionari in armi.

    Il Colonnello é rimasto semplicemente zitto e dopo qualche attimo mi ha lasciato andare.
    Non c'é stato nessun bollettino di punizione, nessuna ritorsione, niente di niente.
    Evidentemente e logicamente, un Colonnello non si scusa e mantiene la sua condotta.
    Sicuramente il Colonnello ha avuto il buon senso di capire il senso del mio discorso e della mia presa di posizione, che in ogni caso (sono d'accordissimo) resta da proscrire!!
    Quindi quel 30 aprile 1999, non ho sfilato, ma ero addetto alla sonorizzazione ed all'amplificazione sulla piazza d'armi, durante la cerimonia e la sfilata.

    Alcuni mesi dopo, il 17 ottobre, il giorno del mio compleanno, verso l'una e mezza di pomeriggio ero rientrato a casa e stavo mangiando con mia moglie, quando qualcuno a bussato alla porta di ingresso.
    Era il Colonnello che era venuto a casa mia per augurarmi buon compleanno, ed offrirmi in regalo l'originale del primo numero del Kepi' Blanc, degli anni '50, che é la rivista mensile della Legione. Oltre a questo c'era un biglietto di accompagnamento, nel quale scriveva alcune cose di cui non parlero', ma che per me sono tanto preziose quanto tutte le mie medaglie.

    Ecco qua.
    Penso che se volete delle informazioni sulla Legione, sulla realtà quotidiana della Legione, in questo breve racconto ne potete trovare parecchie : l'iter burocratico per una sanzione grave, Camerone, le tradizioni della Legione, la capacità che hanno anche "i grandi" di riconoscere certi "errori".

    Orange
    A dir poco stupefacente questo racconto.... Stupefacente, surreale e anacronistica rispetto alla desolazione del sistema attuale di vivere sacrifici, ideali, onore e rispetto sopra ad ogni cosa. Se dovessi descrivere i Legionari direi "Gli ultimi veri cavalieri dell'onore".
    Saluti Orange, e complimenti ancora per la tua coerenza e forza morale.

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