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Discussione: LEGIONE STRANIERA - Informazioni e discussione generale

  1. #22731

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    Si sono ben apprezzate esperienze analoghe. Basta dirlo a voce, senza carte.

  2. #22732

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    Io credo che gli italiani disertino perché stare 5 anni senza poter fare niente a livello personale sia veramente eccessivo secondo lo standard italiano, preciso che non è una critica ma semplicemente un mio pensiero, tempo fa rinunciavo a tutto, oggi onestamente non andrei mai a fare il soldato per 1150 euro al mese per 5 anni in cui io non posso [edit staff] in un wc diverso da quello datomi, senza offesa a nessuno eh
    Ultima modifica di Kojak; 05-05-19 alle 19: 09 Motivo: turpiloquio

  3. #22733

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    Citazione Originariamente Scritto da LucaNA Visualizza Messaggio
    Io credo che gli italiani disertino perché stare 5 anni senza poter fare niente a livello personale sia veramente eccessivo secondo lo standard italiano, preciso che non è una critica ma semplicemente un mio pensiero, tempo fa rinunciavo a tutto, oggi onestamente non andrei mai a fare il soldato per 1150 euro al mese per 5 anni in cui io non posso [edit staff] in un wc diverso da quello datomi, senza offesa a nessuno eh
    Secondo me, invece, si può ammantare la Legione con tutti i fronzoli e i lambrecchini che vogliamo, con tutti i sermoni intorno all'onore e alla galanteria che vogliamo, ma la sostanza rimane sempre la medesima: si tratta di prestare servizio per un Paese straniero, il quale, sebbene prometta (e mantenga) di concedere la cittadinanza a fine servizio, rimane sempre quello che è, cioè il grande signore feudale che muove le sue pedine di servi della gleba. Non a caso, la maggioranza di coloro che entrano nella Legione sono sempre individui che non hanno altra maniera di spendersi nella vita.

    Da una parte abbiamo i francofoni e assimilabili, i quali sono comprensibilmente avvantaggiati e, dunque, ben disposti a spendersi in qualcosa che risulta più semplice a livello di comprendonio.

    Dall'altra parte, invece, abbiamo persone che appartengono, per tradizione, a culture marziali... e qui, se posso permettermi un giudizio meramente personale ma, spero, condiviso, penso che sia realmente triste che esistano individui nel mondo pronti a lacerarsi le vesti e a strapparsi i capelli colti da un improvviso orgasmo chemiopsichico davanti alle gesta senza eguali di cosacchi, gurkha e altri ancora. Mi spiego: bella fatica fare i soldatini quando si nasce in una cultura che ti inculca nella testa solamente quello. Io, dal canto mio, ammiro il contadino analfabeta del Polesine o della Bassa lombarda o del Gargano che viene strappato alla sua terra nel 1915 per catapultarlo su un campo di battaglia senza alcuna cognizione di cosa sia un'arma o l'onore e, lì, dimostrare un coraggio che, stando a testimonianze di militari stranieri (ne sono pieni gli archivi delle corrispondenze), risulta inaudito e inaspettato da parte di un tizio pacifico che non fa altro che zappare nella sua esistenza... alla faccia di chi nasce con il coltello tra i denti e impara a sgozzare il vicino con il khukuri a 4 anni!

    Dall'altra parte ancora, abbiamo individui appartenenti a popoli che, storicamente, si sono sempre dimostrati altamente manipolabili. E qui non dico altro, altrimenti mi lancerei in filippiche su come l'italiano, per quanto deriso e trattato come un cencio ovunque, risulti, anzi, un personaggio che si lascia sì mettere i piedi in testa senza reagire per pura pigrizia (del resto, siamo forse l'unico popolo al mondo che ha come principio primo di onorabilità il possesso dell'abitazione in cui si vive... al contrario di molti avveduti e civili nordici che manco posseggono il pavimento che calpestano e pagano affitti di migliaia di euro alla settimana...), ma poco avvezzo a farsi mettere i piedi in testa eccessivamente e pronto a reagire, al contrario di chi ha saggiato dittature ben più lunghe delle nostrane e non ha mai alzato il capo, manco per chiedere se c'era bel tempo.

    Infine, abbiamo i disperati... Ma, per costoro, tutto è permesso, no?

    Insomma, io dico che ci sono migliaia di modi per servire la propria Patria con la vita e il sacrificio in ambito militare: perché, invece, esistono persone che farebbero carte false per essere in Legione? Per il prestigio? Diamine! Invece, servire l'Italia da italiani in fanteria di linea (per intenderci, quella che si è sacrificata maggiormente durante le Guerre) è un disonore senza eguali, vero?
    Secondo me, tra gli ideali di cavalleria che dovrebbero permeare l'ambiente (e i cervelli) dei militari dovrebbe esserci anche la coerenza... quella cosa che sembra mancare a chi, magari ex militare, vuole a tutti i costi servire un Paese che non è il suo...

    E vogliate perdonarmi se mi sono dilungato...

  4. #22734

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    Ma infatti, mi trovi abbastanza d'accordo con te sul discorso, e onestamente a me tutti sti stereotipi sulla legione, e sulle altre etnie onestamente parlando, mi hanno rotto un po' le scatole, avevo 18 anni quando iniziai a pensare alla legione, troppo giovane e troppo stupido, e forse neanche troppo disperato anche se sottolineo di non essere di famiglia borghese, non so se mai i miei passi incroceranno quelli della legione, c'è gente che è partita a 36 anni e io ne ho solo 23, so solo che se mai un giorno dovessi tentare io processo di arruolamento il tutto forse sarà dettato dal bisogno incessante di appartenenza e motivi vari che credo sia inutile spiegare, come disse Orange, è inutile farsi seghe mentali su tutto, basta mettersi in treno e una volta arrivati tutti i dubbi spariranno.

    E io credo anche che non siamo più nell'80, oggi si ha coscienza e conoscenza di tutto, si hanno tutte le informazioni di sto mondo quindi "sappiamo" a cosa andremo incontro in un eventuale caso di ingaggio quindi quello che alla fine conta è il motivo o il desiderio/necessità, ma questo è solo un mio parere, il parere di nessuno!

  5. #22735
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    @blasonario,
    raramente ho trovato tante banalità condensate in un unico messaggio. Premesso che questa discussione ha lo scopo di dare informazioni attendibili sulla Legione più che offrire momentanei scranni per fervorini patriottardi, mi verrebbe da chiederti quale sia la tua conoscenza del mondo militare. Ma non lo faccio, perchè già lo so: nessuna. Non hai fatto nemmeno un giorno di naja da fantozzi in Italia, anzi neppure un giorno dei tre della visita di leva. Della Legione, per soprammercato, dimostri chiaramente di non sapere nulla.
    Abbiamo capito che la Legione non ti piace, bene. Evita però di blaterare ulteriormente su onore e disonore militare, grazie.
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  6. #22736
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    Butto là i miei due centesimi di contributo alla discussione.
    Non entro nel merito dei rispettivi convincimenti personali proprio perché si tratta di convincimenti personali, come tali degni di essere espressi ancorché non condivisi.
    @Blasonario esprime alcuni concetti, a parer mio partendo da una visione non aderente alla realtà. E il primo passo da muovere è quello in direzione del RISPETTO. Rispetto per le scelte di ognuno di noi che, trasporto in ambito Legione Straniera, significa rispetto per quelle fatte da ciascun Legionario, il cui background personale è tra i più disparati. Adattare degli stereotipi al perché uno decida di arruolarsi in una Forza Armata straniera è estremamente falsante e pericoloso. Se ciascun Legionario potesse esprimere liberamente i reali motivi che lo hanno portato a varcare la soglia di Aubagne, leggeremmo molto spesso tanta disperazione, tanto buio, tanta solitudine. Non per questo il Legionario disimpegna il proprio servizio con meno valore di un qualsiasi altro soldato. Anzi, forse vale il discorso contrario. Se ho ben capito il senso dei due libri scritti da @Orange, il Legionario trova prima di tutto una famiglia che lo accoglie. Famiglia che magari non ha mai avuto. O che ha perso. Molti Legionari sarebbero stati egualmente validissimi soldati nelle fila dell'esercito del loro Paese: solo che non hanno potuto entrarvi, perché magari in quel Paese una guerra civile ha spazzato via tutto oppure perché si è instaurata una forma di governo invisa ai militari o per altre centinaia di motivi, basta vedere l'eterogenea provenienza di ciascun Legionario. Paragonare la Legione alla Fanteria italiana (esempio fatto sopra) non è calzante: se per un italiano è generalmente più facile tentare un arruolamento nelle sue FF.AA., molto meno lo è per un Congolese, per un Mongolo, per un Ivoriano...
    Un'ultima considerazione, proprio a questo ultimo riguardo: domandiamoci perché quelli che tu definisci "disperati" (il Congolese, il Mongolo, l'Ivoriano di cui sopra, tanto per citarne alcuni) servono meglio la Legione mentre noi italiani disertiamo dopo pochi giorni....
    Quindi, se è vero che ogni opinione va comunque rispettata, cerchiamo di rispettare per prima cosa chi decide di rifarsi una vita senza rompere le OO a nessuno.
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  7. #22737

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    Sono sorpreso che nessuno mi ha aggredito, grazie per aver rispettato la mia opinione.

  8. #22738

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    Citazione Originariamente Scritto da Kojak Visualizza Messaggio
    Butto là i miei due centesimi di contributo alla discussione.
    Non entro nel merito dei rispettivi convincimenti personali proprio perché si tratta di convincimenti personali, come tali degni di essere espressi ancorché non condivisi.
    @Blasonario esprime alcuni concetti, a parer mio partendo da una visione non aderente alla realtà. E il primo passo da muovere è quello in direzione del RISPETTO. Rispetto per le scelte di ognuno di noi che, trasporto in ambito Legione Straniera, significa rispetto per quelle fatte da ciascun Legionario, il cui background personale è tra i più disparati. Adattare degli stereotipi al perché uno decida di arruolarsi in una Forza Armata straniera è estremamente falsante e pericoloso. Se ciascun Legionario potesse esprimere liberamente i reali motivi che lo hanno portato a varcare la soglia di Aubagne, leggeremmo molto spesso tanta disperazione, tanto buio, tanta solitudine. Non per questo il Legionario disimpegna il proprio servizio con meno valore di un qualsiasi altro soldato. Anzi, forse vale il discorso contrario. Se ho ben capito il senso dei due libri scritti da @Orange, il Legionario trova prima di tutto una famiglia che lo accoglie. Famiglia che magari non ha mai avuto. O che ha perso. Molti Legionari sarebbero stati egualmente validissimi soldati nelle fila dell'esercito del loro Paese: solo che non hanno potuto entrarvi, perché magari in quel Paese una guerra civile ha spazzato via tutto oppure perché si è instaurata una forma di governo invisa ai militari o per altre centinaia di motivi, basta vedere l'eterogenea provenienza di ciascun Legionario. Paragonare la Legione alla Fanteria italiana (esempio fatto sopra) non è calzante: se per un italiano è generalmente più facile tentare un arruolamento nelle sue FF.AA., molto meno lo è per un Congolese, per un Mongolo, per un Ivoriano...
    Un'ultima considerazione, proprio a questo ultimo riguardo: domandiamoci perché quelli che tu definisci "disperati" (il Congolese, il Mongolo, l'Ivoriano di cui sopra, tanto per citarne alcuni) servono meglio la Legione mentre noi italiani disertiamo dopo pochi giorni....
    Quindi, se è vero che ogni opinione va comunque rispettata, cerchiamo di rispettare per prima cosa chi decide di rifarsi una vita senza rompere le OO a nessuno.
    Ma infatti - e mi pare di averlo scritto con chiarezza - i cosiddetti "disperati", non lo sono certo in maniera dispregiativa: ne abbiamo a bizzeffe di persone in stato di disperazione di vario genere che non sto qui ad elencare... e, come ho detto, a colui che è disperato io perdono tutto: non sono uno di quelli che prende per la fessura verticale i poveri e i bisognosi.

    Il tuo discorso è sicuramente condivisibile e, a parer mio, forse troppo indulgente: la questione della guerra civile che spazza via qualsiasi cosa è realtà quotidiana, ma non per questo le persone colpite dalla disgrazia migrano in massa spinti dal desiderio di andare in Legione.

    Del resto, neppure tutti sono personaggi in fuga perché perseguitati politici o invisi al loro Paese in qualche maniera.

    Io ho semplicemente detto che i disperati - e i francofoni - sono l'unica categoria che avrebbe diritto più di altri avventurieri last minute di trovare un rifugio, anzitutto per la propria salute psico-fisica.

    Il paragonare la fanteria italiana alla Legione non era certo voluto dal fatto di voler mettere sullo stesso piatto della bilancia due realtà equipollenti e vedere quale delle due ha il decimo di grammo in più rispetto all'altra! Ho solamente voluto produrre un ragionamento con una reductio un po' forzata, ma, credo, abbastanza calzante per quanto riguarda il tenore del ragionamento: affermare che, forse, parte di ciò che si cerca nella Legione, lo si può trovare anche a pochi chilometri da casa. Ah, sia chiaro: parlo per gli Italiani. Poi, di quello che vuol fare il Cosacco del Kuban, il Gurkha di Katmandu o il Berbero del Rif o da cosa siano spinti non me ne frega niente.

    In ultimo luogo: hai parlato di stereotipi. E' vero che, se vogliamo parlare di stereotipi, allora anche il tuo discorso non ne è scevro: indulgere alla non condivisione del proprio pensiero perché irrispettoso (e, poi, di quale mancanza di rispetto si parla? Non mi pare di aver detto che sono tutti idioti o nullafacenti... Non mi pare di aver detto che coloro che sono mossi da seria disperazione siano persone vomitevoli) e denso di stereotipi mi sembra la miglior maniera di gettare sabbia sulla scintilla della discussione, oltre che frenare il tentativo di arginare il sempre crescente relativismo di cui sono impregnati i discorsi contemporanei. Se davvero la realtà fosse così diversificata come la descrivi tu, allora avremmo l'utenza della Legione come caso di studio in un monografico di neuroscienze, o di antropologia o di filosofia morale!

  9. #22739

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    Citazione Originariamente Scritto da gagliardi Visualizza Messaggio
    @blasonario,
    raramente ho trovato tante banalità condensate in un unico messaggio. Premesso che questa discussione ha lo scopo di dare informazioni attendibili sulla Legione più che offrire momentanei scranni per fervorini patriottardi, mi verrebbe da chiederti quale sia la tua conoscenza del mondo militare. Ma non lo faccio, perchè già lo so: nessuna. Non hai fatto nemmeno un giorno di naja da fantozzi in Italia, anzi neppure un giorno dei tre della visita di leva. Della Legione, per soprammercato, dimostri chiaramente di non sapere nulla.
    Abbiamo capito che la Legione non ti piace, bene. Evita però di blaterare ulteriormente su onore e disonore militare, grazie.
    Noto, con disappunto, che sei moderatore: come ho scritto nel messaggio precedente in risposta a Kojak, non ho scritto nulla in deficenza di rispetto nei confronti di chi si aggrega alla Legione per ragioni diverse da quelle che muovono il cacciatore di onori, il tizio che non saprebbe fare altro, ecc... Ripeto: coloro che, colti da grave depressione socio-economico-politica, decidano di rifarsi una vita altrove secondo i mezzi e le modalità che decidono loro sono persone degne di rispetto.

    Poi, se il mio discorso è pieno di banalità, chiedo venia: non tutti nascono con la scienza infusa o con l'esperienza pluriennale come altri augusti avventori, evidentemente.

    In secondo luogo, vorrei ringraziarti per dimostrarmi che, davanti all'umanità, non occorre mai cessare di stupirsi: da moderatore, ti permetti un attacco ad hominem, cosa proibitissima dalla netiquette. Ciononostante, accolgo la provocazione e rispondo volentieri a coloro che mi reputano un imbecille, quanto meno per fugare ogni loro dubbio intorno alla mia effettiva idiozia e garantire loro il piacere di aver indovinato su di me: io sono uno di quelli maledetti dalla Legge Martino e, nonostante la defraudazione, tentai, a mio tempo, l'arruolamento volontariamente. E, da quel che uscì dagli accertamenti medici e dalla visita stessa, fu la mia fortuna: mi trovarono una patologia assai invalidante che ho potuto debellare in un periodo di ben 10 anni. Quindi, sì: sono uno di quelli che, sicuramente, reputerai un quaquaraquà. Del resto, se avessi potuto curare da solo il problema invalidante che mi affliggeva con la forza del pensiero e la psicocinesi, lo avrei fatto da decadi... peccato che anche la medina abbia i suoi tempi... tempi che non mi hanno permesso di poter ritentare l'arruolamento, in quanto, superati i 28, adieu! Se tu sei stato un Legionario e militare nelle FF.AA., se hai partecipato a missioni e hai compiuto altre gesta ancora, deh, non posso far altro che comunicarti la mia sincera ammirazione nei tuoi confronti: hai fatto quello che avrei tanto desiderato e voluto fare io. Ma che cosa potrò mai capire io di tutto ciò, nevvero?

  10. #22740
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    @Kojak scusa per andare fuori tema, Perché è difficile entrare nell'Esercito per un Ivoriano,Congolese,Maliano? Anzi spesso scappano proprio per quello cioè evitare la guerra e poi vanno ad arruolarsi in Legione?Non Penso,io credo chi va in Legione è perché per varie vicissitudini non è riuscito ad entrare nel proprio (Visita Medica,Espulsione), o magari perché lo stipendio in Legione è più alto.

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