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Risultati da 11 a 20 di 107

Discussione: Precetto CM CRI

  1. #11
    spigolo
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    settore commercio/informatico/appalti enti pubblici-dipendenti dichiarati 14
    Ultima modifica di spigolo; 18-09-09 alle 18: 37

  2. #12
    spigolo
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    la cosa che mi rode ho tutti i documenti pronti, pure il folgio matricolare che mi avevano detto che ci volevano mesi per averlo...ho fatto 2 telefonate e in 24 h l'ho avuto, ho letto l'impossibile sul web arrivando alla 4^ o 5^ pagina di google...ho avuto risposte esaustiva dda forum epersone disponibili come voi...e mi tocca arrovellarmi il cervello solo perche sono un dipendente di pizzaefichi srl!!!
    è propio vero che in italia fanno la legge solo dopo che hanno scoperto come eluderla.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da CRI_Miles Visualizza Messaggio
    Spigolo dice: "Quello che nel pubblico impiego lo chiamate mobbing noi nel privato lo chiamiamo "quotidianetà" anche per prendere qualche giorno di ferie fuori periodo estivo..." ... Verissimo... Purtroppo...

    Io sono un dipendente privato. Di solito cerco di combinare i richiami con i periodi di "minor lavoro" in azienda, considerato che difficilmente il CdM richiama senza avvertirmi prima.. Non che all'azienda faccia piacere comunque, e mi è stato fatto capire varie volte, in maniera più o meno pacata.. Comunque non rinuncio ai miei diritti e doveri.. Di certo non prendo ferie per fare servizio con il Corpo. Un consiglio che posso dare, per avere un minimo di sicurezza in più, è questo: avere una trattenuta mensile in busta paga come adesione ad un sindacato, che di solito è un buon "spauracchio" da cattive intenzioni..
    E' l'unica cosa da fare, perchè la legge ti permette di mantenere il proprio posto di lavoro, ma poi il mobbing ARRIVA! Perchè in Italia molti, (troppi) datori di lavoro fanno a modo loro vista la moltitudine di disoccupati.

    Conosco persone che dopo richiami nelle F.F.A.A. a furia di subire mobbing hanno dovuto cambiare azienda e si sono astenuti, una volta assunti nella nuova azienda, a proporsi per essere richiamati di nuovo.

  4. #14
    Tenente
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    I miei ricordi di diritto del lavoro sono alquanto sbiaditi, ma mi pare di ricordare che sotto i 15 dipendenti non tutte le tutele sulla conservazione del posto di lavoro si applicano ovvero che il datore di laoro ha un margine di discrezionalità maggiore.

    le tutele del richiamo alle armi in tempo di pace, che è la normativa applicata nei richiami CRI, ovviamente si applica e non può essere presa a prestesto per azioni contro il lavoratore e però vero che possano essere trovate altre forme di vessazione.

    Posso solo suggerire al collega di parlarne con franchezza con il datore di lavoro, esponendogli le proprie ragioni e cercando di creare quel clima che possa, un domani, garantire una serena assenza.

    Tieni comunque conto che sino a quando non saranno chiariti i rilievi fatti dal MEF alla CRI e, in particolare, al CM CRI soprattutto sui richiami senza assegni l'attività addestrativa sarà concentrata in corsi brevi nei fine settimana.

  5. #15
    Freccia 16
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    [QUOTE=Domenico;647504]I miei ricordi di diritto del lavoro sono alquanto sbiaditi, ma mi pare di ricordare che sotto i 15 dipendenti non tutte le tutele sulla conservazione del posto di lavoro si applicano ovvero che il datore di laoro ha un margine di discrezionalità maggiore.[QUOTE]

    confermo, sotto i 15 dipendenti le tutele sono ridotte rispetto alle aziende dai 15 dipendenti in poi

    molte aziende piccole non arrivano ai 15 dipendenti proprio per questi motivi, in primis i licenziamenti del personale che hanno molti meno "legacci" normativi

  6. #16
    Utente Expert Protezione civile L'avatar di Zanzo
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    Sono un volontario della protezione civile e sono anche datore di lavoro.
    Sono agente di commercio ed ho un piccolo ufficio con una collaboratrice.

    Quando la signora va in ferie cerca sempre si scegliere il periodo più opportuno, magari in un mese in cui solitamente il lavoro rallenta e siamo sicuri che io non abbia impegni che mi costringono a restare fuori zona per molto tempo come fiere e simili.

    Quindi mi dice: "Ho deciso di prendere 2 settimane di ferie, dal giorno x al giorno Y. Che dici posso?"
    Io ovviamente dico di sì

    E quando arriva il momento cerco di arrangiarmi quanto meglio posso per sopperire alla sua mancanza, che inevitabilmente crea disagi perchè la sua presenza è necessaria per lo svolgimento del mio lavoro (altrimenti evidentemente non la avrei assunta).
    Questo è il punto.

    La persona è abbastanza intelligente da scegliere di fare le ferie in modo da causare meno danno possibile alla mia attività, ed io lo so e la apprezzo molto.
    Se andasse in ferie quando vuole, nel periodo di massimo lavoro perchè è suo diritto farlo non sarei così contento ma non potrei fare nulla per impedirglielo.

    Potremmo definirla etica professionale, attaccamento al lavoro, senso del dovere o senso di responsabilità. Ed è una cosa che va oltre i diritti e i doveri del lavoratore.

    Ho un cugino bancario che recentemente non è stato presente al funerale di un parente perchè la banca gli ha "negato il permesso". O almeno così ha detto ai familiari.
    Lì per lì la cosa mi ha sconcertato e gli ho detto che mi dispiaceva non avere il conto in quella banca perchè se lo avessi avuto mi sarei tolto la soddisfazione di chiuderlo immediatamente, poi però mi ha spiegato meglio la situazione: aveva usufruito, sino all'ultimo minuto utilizzabile, di permessi elettorali (era stato presidente di seggio alle elezioni ad al refrendum, gli spettavano non ricordo quanti giorni di permesso e se li era fatti tutti, restando a casa ad annoiarsi solo perchè era un suo diritto non andare in ufficio), successivamente era rimasto a casa per preparare un esame universitario (esercitando anche in questo caso un suo pieno diritto) ed in entrambi i casi il direttore lo aveva chiamato a casa scongiurandolo di tornare al lavoro perchè in ufficio erano in difficoltà, ma lui, evidentemente ben informato sui suoi diritti aveva posto un netto rifiuto.

    Al momento del funerale dello zio non se l'era sentita di chiedere un altro permesso perche "sai, qui sono un po' str.. e non vorrei che la prendessero a male". Beh, gli ho risposto che se fossi io il direttore di quella filiale e fossi costretto ad avere a che fare con gente come lui, farei di tutto togliermelo dai piedi e lo raccomanderei con tutte le mie forze presso l'ufficio del personale per un posto di usciere presso la sede centrale.
    Altro che str.. e mobbing!

    Tutto ciò per arrivare a dire che non ritengo corretto fossilizzarsi sui propri diritti e che bisognerebbe avere il buon senso di valutare le cose cercando di mettersi sempre un po' anche nei panni della controparte.

    Se la mia impiegata stesse assente spesso, a singhiozzo, senza preavviso, una volta perchè richiamata dall'Esercito della Salvezza, una volta perchè impegnata nella raccolta di gomitoli di lana per i gatti abbandonati e un altra per un qualche altro nobile motivo cercherei di farla ragionare sul fatto che io ho bisogno della sua presenza in ufficio e che se intende dedicarsi anima e corpo al volontariato, forse è meglio che si cerchi un tipo di lavoro dal quale si può assentare arrecando meno disagio.
    Al di là dei diritti.

    In aprile sono stato una settimana in Abruzzo come volontario della PC.

    Ho ricevuto la richiesta di disponibilità il lunedì mattina seguente la scossa ma ho detto che non potevo partire subito perchè avevo degli impegni di lavoro che coinvolgevano altre persone e non potevo stravolgere programmi fatti settimane prima.

    Ho chieso di essere inserito nella lista della partenza successiva per avere almeno due giorni di tempo per sistemare al meglio un po' di cose e alla fine sono partito il venerdì seguente e mi sono fermato sino a sabato della settimana successiva.

    Assieme a me c'erano molti pensionati ma anche molti lavoratori dipendenti che avevano concordato assieme ai loro datori di lavoro il momento della partenza ed erano lì con serenità e con l'apprezzamento dei loro datori di lavoro, ma c'era anche un ragazzo che litigava di continuo al telefono con il suo capo perchè era partito avvisandolo solo all'ultimo momento e lasciandolo in difficoltà. E questo gli telefonava perchiedergli quando sarebbe rientrato.
    Il suo commento era: "Ma guarda questo come rompe. Non sa che è un mio diritto essere qui e che la legge mi tutela.."

    Magari il suo "padrone" a causa dell'assenza è stato costretto a pagare delle penali perchè ha ritardato la consegna di un lavoro, o semplicemente ha pagato ore di straordiario ad altri dipendenti per sopperire alla mancanza di un operaio, ma questo a lui non interessava perchè quello che importava erano i suoi diritti, e null'altro.

    Chiudo perchè l'ho fatta davvero lunga, ma invito nuovamente tutti a considerare sempre i fatti da ambo le parti.
    Comportandosi in modo responsabile e ragionevole le soluzioni si trovano sempre.

    Ciao a tutti.
    Zanzo
    Zanzo, Carabiniere dentro..
    I cattivi vincono quando i buoni rinunciano ad agire!

    Nuovo utente? Benvenuto, presentati!
    Ti sei presentato? Grazie, ora leggi il regolamento

  7. #17
    Caporale L'avatar di tanys
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    Capisco cosa vuoi dire, ma personalmente penso una cosa: il titolare sa che assumendo personale oltre che pretendere giustamente la produttività da questo deve anche garantirgli i diritti che gli spettano. Se mi spettano 150 ore per studio e contemporaneamente vengo precettato ma durante tutto l'anno sono sempre presente e produttivo non mi deve mettere in difficoltà. Il rispetto verso le persone deve essere prioritario.

    A parte questo: qualcuno mi sa chiarire esattamente la storia del trattamento economico dei richiami? Quanto scritto nel mio intervento precedente è corretto o ci sono delle imprecisioni? Con i richiami senza assegni cosa succede?
    Che t'importa il mio nome? Grida al vento: « Fante d' Italia ! », e dormirò contento !
    Chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una - Luca 22,35-38

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Zanzo Visualizza Messaggio
    Sono un volontario della protezione civile e sono anche datore di lavoro.
    Sono agente di commercio ed ho un piccolo ufficio con una collaboratrice.

    Quando la signora va in ferie cerca sempre si scegliere il periodo più opportuno, magari in un mese in cui solitamente il lavoro rallenta e siamo sicuri che io non abbia impegni che mi costringono a restare fuori zona per molto tempo come fiere e simili.

    Quindi mi dice: "Ho deciso di prendere 2 settimane di ferie, dal giorno x al giorno Y. Che dici posso?"
    Io ovviamente dico di sì

    E quando arriva il momento cerco di arrangiarmi quanto meglio posso per sopperire alla sua mancanza, che inevitabilmente crea disagi perchè la sua presenza è necessaria per lo svolgimento del mio lavoro (altrimenti evidentemente non la avrei assunta).
    Questo è il punto.

    La persona è abbastanza intelligente da scegliere di fare le ferie in modo da causare meno danno possibile alla mia attività, ed io lo so e la apprezzo molto.
    Se andasse in ferie quando vuole, nel periodo di massimo lavoro perchè è suo diritto farlo non sarei così contento ma non potrei fare nulla per impedirglielo.

    Potremmo definirla etica professionale, attaccamento al lavoro, senso del dovere o senso di responsabilità. Ed è una cosa che va oltre i diritti e i doveri del lavoratore.

    Ho un cugino bancario che recentemente non è stato presente al funerale di un parente perchè la banca gli ha "negato il permesso". O almeno così ha detto ai familiari.
    Lì per lì la cosa mi ha sconcertato e gli ho detto che mi dispiaceva non avere il conto in quella banca perchè se lo avessi avuto mi sarei tolto la soddisfazione di chiuderlo immediatamente, poi però mi ha spiegato meglio la situazione: aveva usufruito, sino all'ultimo minuto utilizzabile, di permessi elettorali (era stato presidente di seggio alle elezioni ad al refrendum, gli spettavano non ricordo quanti giorni di permesso e se li era fatti tutti, restando a casa ad annoiarsi solo perchè era un suo diritto non andare in ufficio), successivamente era rimasto a casa per preparare un esame universitario (esercitando anche in questo caso un suo pieno diritto) ed in entrambi i casi il direttore lo aveva chiamato a casa scongiurandolo di tornare al lavoro perchè in ufficio erano in difficoltà, ma lui, evidentemente ben informato sui suoi diritti aveva posto un netto rifiuto.

    Al momento del funerale dello zio non se l'era sentita di chiedere un altro permesso perche "sai, qui sono un po' str.. e non vorrei che la prendessero a male". Beh, gli ho risposto che se fossi io il direttore di quella filiale e fossi costretto ad avere a che fare con gente come lui, farei di tutto togliermelo dai piedi e lo raccomanderei con tutte le mie forze presso l'ufficio del personale per un posto di usciere presso la sede centrale.
    Altro che str.. e mobbing!

    Tutto ciò per arrivare a dire che non ritengo corretto fossilizzarsi sui propri diritti e che bisognerebbe avere il buon senso di valutare le cose cercando di mettersi sempre un po' anche nei panni della controparte.

    Se la mia impiegata stesse assente spesso, a singhiozzo, senza preavviso, una volta perchè richiamata dall'Esercito della Salvezza, una volta perchè impegnata nella raccolta di gomitoli di lana per i gatti abbandonati e un altra per un qualche altro nobile motivo cercherei di farla ragionare sul fatto che io ho bisogno della sua presenza in ufficio e che se intende dedicarsi anima e corpo al volontariato, forse è meglio che si cerchi un tipo di lavoro dal quale si può assentare arrecando meno disagio.
    Al di là dei diritti.

    In aprile sono stato una settimana in Abruzzo come volontario della PC.

    Ho ricevuto la richiesta di disponibilità il lunedì mattina seguente la scossa ma ho detto che non potevo partire subito perchè avevo degli impegni di lavoro che coinvolgevano altre persone e non potevo stravolgere programmi fatti settimane prima.

    Ho chieso di essere inserito nella lista della partenza successiva per avere almeno due giorni di tempo per sistemare al meglio un po' di cose e alla fine sono partito il venerdì seguente e mi sono fermato sino a sabato della settimana successiva.

    Assieme a me c'erano molti pensionati ma anche molti lavoratori dipendenti che avevano concordato assieme ai loro datori di lavoro il momento della partenza ed erano lì con serenità e con l'apprezzamento dei loro datori di lavoro, ma c'era anche un ragazzo che litigava di continuo al telefono con il suo capo perchè era partito avvisandolo solo all'ultimo momento e lasciandolo in difficoltà. E questo gli telefonava perchiedergli quando sarebbe rientrato.
    Il suo commento era: "Ma guarda questo come rompe. Non sa che è un mio diritto essere qui e che la legge mi tutela.."

    Magari il suo "padrone" a causa dell'assenza è stato costretto a pagare delle penali perchè ha ritardato la consegna di un lavoro, o semplicemente ha pagato ore di straordiario ad altri dipendenti per sopperire alla mancanza di un operaio, ma questo a lui non interessava perchè quello che importava erano i suoi diritti, e null'altro.

    Chiudo perchè l'ho fatta davvero lunga, ma invito nuovamente tutti a considerare sempre i fatti da ambo le parti.
    Comportandosi in modo responsabile e ragionevole le soluzioni si trovano sempre.

    Ciao a tutti.
    Zanzo

    Sig. Zanzo lei ha spiegato la sua situazione che mi permetta, è del tutto personale. Ci sono aziende di settori della new economy che campano con il personale striminzito al minimo indispensabile (se non al di sotto) con contratti temporanei, a prestazione, ecc. ecc. e che si impegnano a prendere commesse anche quando ciò non sarebbe possibile.

    Tutto questo si ritorce sui dipendenti perchè in pratica non è possibile lasciare il posto di lavoro quasi mai, se non nelle due canoniche settimane di ferie estive ad agosto; perchè non esiste un collega che possa sostituire il dipendente che si assenta.
    (siamo ai limiti che ci sono donatori di sangue che vanno a donare il sabato, perchè in settimana non riescono più ad andarci a causa dei propri datori di lavoro).

    Quando si affermano i propri diritti e si cerca di collocquiare con i datori di lavoro in alcuni casi ci si scontra perchè il datore dà per assodato che andando a fare qualcosa d'altro il dipendente non pensa al bene dell'azienda (e non parlo di persone che fanno un sacco di permessi).

    Buona giornata

  9. #19
    spigolo
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    Buon giorno a voi tutti,
    come volevasi dimostrare,oggi parlando con il mio "padrone"titolare, ed ho avuto una risposta fantastica...mi ha detto che la nostra azienda già annualmente faccendo i bigliettini di natale presso l'UNICEF (si e no 1000/2000 euro di spesa) già fa opera di carià e non ritiene quindi opportuno regalare una risorsa importante come me (magazziniere!!!) anche perchè pur rinunciando al mio stipendio, non saprebbe come sostituirmi!!! (uno stagionale no vero?)
    Fate voi...rendetevi conto con chi abbiamo a che fare.

  10. #20
    Freccia 16
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    Citazione Originariamente Scritto da spigolo Visualizza Messaggio
    Buon giorno a voi tutti,
    come volevasi dimostrare,oggi parlando con il mio "padrone"titolare, ed ho avuto una risposta fantastica...mi ha detto che la nostra azienda già annualmente faccendo i bigliettini di natale presso l'UNICEF (si e no 1000/2000 euro di spesa) già fa opera di carià e non ritiene quindi opportuno regalare una risorsa importante come me (magazziniere!!!) anche perchè pur rinunciando al mio stipendio, non saprebbe come sostituirmi!!! (uno stagionale no vero?)
    Fate voi...rendetevi conto con chi abbiamo a che fare.
    Sig. spigolo, niente di nuovo sotto il sole (purtroppo).
    Conosco un sacco di persone che hanno dovuto rifiutare il richiamo nelle forze di completamento per problemi con il proprio datore di lavoro.
    Vista la penuria di posti di lavoro, non è un argomento sul quale ci si può permettere di buttarsi ad occhi chiusi e vedere in futuro cosa può accadere.

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